Ci sarebbe una svolta nella vicenda della privatizzazione degli asili nido tarantini: il sindaco Melucci avrebbe messo temporaneamente in stand-by l’applicazione della delibera che di fatto avviava il processo di esternalizzazione delle 9 strutture comunali. Effetto positivo avrebbe, quindi, sortito l’incontro svoltosi a Palazzo di Città con i sindacati e il personale lavorativo coinvolto: era stato lo stesso Melucci a richiedere l’incontro per affrontare la questione del ricollocamento delle educatrici, per le quali si era ipotizzato lo smistamento negli uffici circoscrizionali.
A raccontarci l’esito del confronto è Massimo Arena, Coordinatore Nazionale del Comparto Enti Locali per lo SNALV Confsal, che ha partecipato all’incontro.
Dott. Arena, quali sono le novità più importanti emerse dal confronto col sindaco?
“Abbiamo apprezzato un’apertura da parte dell’amministrazione comunale che ci fa ben sperare sulla possibilità di revocare la decisione di privatizzare i nidi comunali. Insieme agli altri sindacati abbiamo essenzialmente puntato l’attenzione sulla tutela della retribuzione delle educatrici: con il cambio mansioni, infatti, perderebbero oltre 620 euro all’anno, in quanto non sarebbe più corrisposta un’indennità legata esclusivamente al contratto previsto per il ruolo di educatrice di asili nido, nè potrebbe essere compensata in altro modo”.
Il sindaco ha confermato la volontà di ricollocare le educatrici presso gli uffici circoscrizionali?
“No, si tratta di affermazioni fatte in precedenza; nell’incontro odierno Melucci ha ascoltato con grande disponibilità le parti sociali, ma non ha menzionato questa possibilità”.
Altri punti importanti toccati durante il confronto?
“Abbiamo sollevato la possibilità di utilizzare le risorse del Fondo di solidarietà comunale, fornito dal Ministero ai Comuni, per la gestione degli asili nido e l’ampliamento dei posti disponibili. Queste risorse, infatti, come certificato dal Ministero dell’Interno, specie nel 2023 non sono state spese correttamente dal Comune di Taranto, né è stato raggiunto l’obiettivo di incrementare i posti dei nidi; mentre in passato il mancato utilizzo delle risorse o il mancato raggiungimento degli obiettivi e dei Lep (Livelli essenziali di prestazione, che in questo caso consistono con l’ampliamento dei posti a disposizione), comportava la restituzione dei fondi allo Stato, lo scorso anno è stato stabilito da una sentenza della Corte Costituzionale che queste risorse possano continuare a rimanere a disposizione dell’Ente.
Insomma, il Comune di Taranto ha ancora a disposizione questi fondi che, attraverso una riprogrammazione che deve essere fatta dal sindaco (nominato commissario per il raggiungimento di questi obiettivi) costituiscono un calderone da circa 7 milioni di euro, in parte ancora non spesi e in parte che sappiamo per certo che saranno erogati dal 2025 al 2027. La nostra proposta è di usare queste risorse innanzitutto per l’ampliamento dei posti a disposizione negli asili nido, poi per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici, migliorando ulteriormente il servizio a gestione pubblica”.
Quali sono state le risposte del sindaco a riguardo?
“Il sindaco ha mostrato apertura, ha chiesto di portare delle considerazioni tecniche e ha riaggiornato il tavolo agli inizi di febbraio, tra venti giorni, per poter ridiscutere quanto emerso dal confronto odierno e valutare con i tecnici e i dirigenti quanto proposto. Ci ha, inoltre, assicurato, che la decisione è sospesa in attesa di ulteriori approfondimenti”.
Ci potrebbero, quindi, essere delle buone possibilità che il processo di privatizzazione non si attui più?
“Credo di sì, il sindaco sotto questo punto di vista ha mostrato apertura: del resto il Bilancio di previsione, come affermato proprio da Melucci, è soggetto ad eventuali e successive variazioni. Personalmente sono ottimista sulla possibilità che possa revocare la decisione, l’importante è mettere da parte ogni tipo di polemica precostituita e lavorare insieme nella stessa direzione, ovvero quella di trovare un’alternativa”.
La posizione dell’amministrazione comunale
Nel pomeriggio, poi, è arrivato il comunicato ufficiale del Comune: dopo aver ribadito le ragioni che hanno ispirato la decisione di rimodulare il servizio in oggetto, legate essenzialmente alla scelta di preservare i posti di lavoro della piattaforma Multiservizi, Melucci ha chiesto alle organizzazioni sindacali di formulare proposte, suggerimenti su come trovare una soluzione alternativa. “Nel frattempo – si legge nella nota – non si registrerà nell’immediato alcuna nuova iniziativa amministrativa anche perché esistono coperture sufficienti per l’anno in corso”.
In sede di discussione, l’Amministrazione si è detta disponibile a procedere ad un’organizzazione mista pubblica-privata, fatti salvi gli attuali equilibri di bilancio e le disposizioni di legge, a patto che la tutela dei posti di lavoro resti prioritaria. Da parte loro, i sindacati hanno proposto di valutare quanti asili possano restare pubblici senza procedere alla loro completa esternalizzazione e di formare e valorizzare il personale in altre mansioni, oltre alla clausola sociale per i lavoratori degli appalti. Insomma, sembrerebbero aprirsi spiragli concreti di rivalutazione della decisione iniziale: ora non resta che attendere l’incontro dei primi di febbraio, dove proposte e soluzioni alternative dovranno trovare concretezza.

Il commento dei sindacati Cgil, Cisl e Uil
Per i sindacati della funzione pubblica di CGIL e CISL, la decisione – seppur tardiva – del sindaco di Taranto di riaprire il confronto sul tema degli asili nido è la notizia del giorno. Il resto, comprese le motivazioni della scelta e l’esortazione all’individuazione di altre soluzioni, resta sullo sfondo.
*“Per noi – dichiarano i segretari di FP CGIL, CISL FP Taranto – i servizi educativi sono e restano un servizio che va tenuto nel perimetro pubblico. Una garanzia per utenti e lavoratori, ma soprattutto una scelta di natura politica prima che economica”. “I sindacati di categoria di CGIL e CISL che hanno portato avanti un’azione confederale pressante e costante fin dall’inizio di questa vertenza, si distinguono da chi oggi tenta di ergersi a risolutore tardivo della questione e hanno da subito lavorato per tutelare sia i diritti dei lavoratori che la qualità del servizio pubblico, denunciando l’ipotesi di esternalizzazione e proponendo alternative concrete” affermano le due sigle in una nota congiunta.
Questa mattina, durante l’incontro con il Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, è stato ribadito come le esigenze di bilancio – anche legate all’emergenza dei lavoratori multiservizi – abbiano spinto l’amministrazione a considerare l’esternalizzazione dei nove asili nido comunali. Tale prospettiva non piace ai sindacati, che si dichiarano però disponibili a collaborare con il Comune di Taranto per individuare ulteriore risorse, anche esterne al bilancio comunale. “Non possiamo fornire altre soluzioni – ribadiscono i sindacati di categoria – anche perché gli asili pubblici per noi restano l’unica soluzione possibile, ma possiamo certamente lavorare affinché si acceda ad altri capitoli di finanziamento per finanziare un servizio che, secondo noi, rappresenta un’eccellenza del servizio pubblico locale”.
Cgil e Cisl hanno sottolineato ancora una volta il ritardo nel coinvolgimento delle parti sociali nel processo decisionale che sarebbe dovuto partire prima della decisione del consiglio comunale, ed haanno inoltre richiesto, in vista del prossimo incontro previsto per il 5 febbraio, un’informativa dettagliata sulle ipotesi in campo, sui costi e sul servizio reso.
La UIL FPL Taranto, rappresentata dal Segretario Generale Giovanni Maldarizzi e dalla componente di segreteria Patrizia Catucci, ha ribadito con determinazione che il servizio pubblico deve restare un pilastro fondamentale per gli enti locali e un esempio di eccellenza che le lavoratrici e i lavoratori del Comune garantiscono ogni giorno ai cittadini. Durante il confronto, la UIL FPL ha avanzato una proposta articolata che punta adapplicare il CCNL in vigore per adeguare l’area funzionale prevista per tutte le educatrici, ad esaminare l’eventualità di avviare, su base sperimentale, per un anno, l’esternalizzazione di alcune strutture asilari, chiedendo quanti asili potrebbero rimanere sotto gestione pubblica, e a garantire che, durante l’anno di sperimentazione, il personale educativo venga ricollocato negli uffici, senza modifiche al profilo professionale, al fine di garantirne una sistemazione stabile e definitiva una volta terminata la sperimentazione.
La UIL FPL si è impegnata a monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione, mantenendo il dialogo aperto con l’Amministrazione e tutelando al massimo i diritti dei lavoratori. Una volta ricevute le risposte ufficiali, la UIL FPL convocherà un’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori del settore educativo per valutare le soluzioni proposte e decidere insieme i passi successivi. “Comprendiamo le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti – dichiarano Giovanni Maldarizzi e Patrizia Catucci – ma il nostro obiettivo è chiaro: limitare al massimo l’impatto dell’esternalizzazione, che deve restare un’eccezione temporanea, e lavorare per la valorizzazione del personale educativo. Non arretreremo di un passo nel difendere la dignità professionale dei lavoratori e la qualità del servizio pubblico, che deve continuare a essere un punto di riferimento per la nostra comunità”.
(leggi tutti gli articoli sugli asili nido comunali https://www.corriereditaranto.it/?s=asili+&submit=Go)