“La gestione dei nove asili nido comunali di Taranto deve restare pubblica”: nessuna concessione ad una possibile gestione mista da parte del Comitato “Io amo gli asili nido”, che raggruppa tantissimi genitori della nostra città.
A seguito dell’incontro svoltosi il 13 gennaio tra sindaco, educatrici e rappresentanze sindacali sarebbero, infatti, spuntate diverse ipotesi per evitare la privatizzazione delle 9 strutture comunali, già deliberata dall’attuale amministrazione.
Tra le soluzioni ventilate ci sarebbe anche quella di valutare quanti asili nido privatizzare, avviando così una gestione mista tra pubblico e privato. Se i sindacati si sono detti cautamente ottimisti a seguito di quanto emerso dal confronto col primo cittadino, il Comitato dei genitori ha evidenziato alcune perplessità, contenute in un comunicato pubblicato sulla propria pagina Facebook.
Ne abbiamo parlato con Carla Molinari, membro del Comitato: “anche se i miei figli non frequentano più il nido – precisa – continuo a lottare per preservare questa eccellenza del nostro territorio che, in alcune zone come quella di Città Vecchia, costituisce anche un vero e proprio presidio culturale. Mi batto per i genitori e i piccoli alunni del presente e del futuro, perché possano avere gli stessi diritti di cui abbiamo goduto noi”.
I genitori sono parte in causa all’interno di questa vicenda, eppure il loro parere non sembra avere grande peso a livello decisionale
“Quello che accade con la questione dei nidi comunali è un continuare voler voltare le spalle alle istanze dei genitori. Bambine , bambini e loro famiglie non sono mai accolti dalla società: basti pensare banalmente ai ristoranti, ai bar. Il vuoto di una cultura dell’ infanzia e per l’infanzia è fortissimo e questa vicenda rimarca proprio questo problema: i genitori hanno bisogno di essere visti dalla società tutta, non ignorati”.
“L’Amministrazione è pronta a valutare e finanziare proposte intermedie e sostenibili, ma la priorità rimane salvaguardare i posti di lavoro complessivamente esistenti negli appalti comunali. È stato necessario intervenire sulla spesa, razionalizzandola, per tutelare quella platea di lavoratori”, ha dichiarato Melucci: quindi la salvezza dei lavoratori dell’appalto Multiservizi dipende dalla privatizzazione degli asili nido?
“Questo è uno dei punti più nebulosi di questa vicenda: ci sfugge, infatti, completamente il legame che ci sarebbe tra l’esternalizzazione dei nidi comunali e la salvaguardia dei dipendenti dell’appalto Multiservizi. Messa così, sembra quasi che le mancanze economiche del Comune debbano essere risolte a scapito dei nidi.
Non riteniamo corretto contrapporre le necessità di due categorie di lavoratori: la salvaguardia del posto di lavoro, ma soprattutto della propria retribuzione e della propria mansione, sono diritti che spettano in egual misura sia alle educatrici dei nidi che ai lavoratori degli appalti comunali. È assurdo pensare la difesa delle prerogative di una categoria debba avvenire a danno di quelle dell’altra”.
Fra le proposte formulate spicca quella di valutare quanti asili possano restare pubblici senza procedere alla loro completa esternalizzazione: cosa ne pensate di un’eventuale gestione mista?
“È un’ipotesi che come Comitato rigettiamo nel modo più assoluto. Innanzitutto, ci chiediamo con quale criterio si dovrebbe scegliere quali strutture esternalizzare e quali no. È chiaro che si creerebbe una discriminazione, in un modo o nell’altro, pertanto riteniamo che mantenere la gestione pubblica di tutti e 9 i nidi sia la scelta più giusta, nonché l’unica strada percorribile.
Solo questa linea, infatti, garantirebbe sia la tutela delle famiglie che quella del personale, in quanto in grado di assicurare la qualità del servizio offerto, la certezza delle rette da pagare, della professionalità delle educatrici e anche la continuità educativa. Perchè, purtroppo, finora tutto è stato ridotto ad una mera questione economica ma dei diritti dei bambini, che nella delicata fascia 0-3 anni hanno necessità di instaurare un rapporto di fiducia con le figure di riferimento, non ne parla quasi nessuno. Abbiamo la sensazione che si sia proprio perso di vista l’aspetto educativo della vicenda in questione”.
Proseguirete, quindi, la vostra protesta?
“Di certo non staremo a guardare mentre si decide del futuro delle nostre famiglie: il sindaco, finora, non ha minimamente preso in considerazione il nostro punto di vista, eppure si sta parlando di un servizio che ci riguarda in prima persona, come genitori e cittadini. Per questo motivo continueremo a manifestare, attraverso alcune iniziative, per far sentire la nostra voce, nella speranza che questa storia si risolva al più presto e nel migliore dei modi, ovvero salvaguardando la gestione pubblica dei 9 nidi comunali di Taranto”.