Oggetto di approfondimento da parte della Commissione Sanità della Regione Puglia, l’esposizione dei lavoratori dell’ex ILVA all’amianto e ad altri agenti cancerogeni. La richiesta è pervenuta dalla UILM Taranto, ma in sede di audizione sono intervenute anche la FIOM Cgil e la FIM Cisl, i cui rappresentanti hanno ribadito che all’interno dello stabilimento siderurgico continuano ad essere presenti l’amianto e i numerosi altri agenti cancerogeni.
La questione amianto è un tema che è stato da parte dei sindacati più volte affrontato negli anni e per questo ritengono necessario aprire un tavolo di confronto ministeriale insieme agli enti locali, per cercare di dare una situazione dignitosa ai lavoratori, compresa la rivendicazione dei benefici previdenziali, ed inoltre per consentirne nel breve periodo lo smaltimento che per allungare i benefici previdenziali per tutti i lavoratori Ilva e appalto. È’ stato inoltre evidenziato che è necessario avviare anche una campagna di sorveglianza sanitaria per i lavoratori che, di fatto, sono esposti all’amianto anche in riferimento alla mappatura ed aprire un tavolo ministeriale che possa dare risposte alle loro rivendicazioni.
La proposta pervenuta da parte dei sindacati è quella di promuovere pratiche sostenibili e responsabili, come gli abbuoni pensionistici per l’esposizione all’amianto che hanno rappresentato una strategia importante per gestire il personale esposto a questo pericoloso materiale, specialmente in contesti industriali come quello dell’ex Ilva. Questi incentivi sono stati ridotti, limitando le possibilità di esodo per i lavoratori che hanno trascorso anni in condizioni di rischio. Il riferimento del 2003, che richiedeva almeno 10 anni di esposizione certificata per accedere a tali benefici, ha creato un precedente che oggi sembra difficile da riprendere.
Per affrontare questa problematica, potrebbe essere utile considerare una combinazione di incentivi economici e programmi di pensionamento anticipato specificamente mirati ai lavoratori più esposti. Secondo le rappresentazioni sindacali, queste misure aiuterebbero a ridurre gradualmente la platea degli addetti, ma potrebbero anche favorire una transizione più dolce verso una nuova organizzazione del lavoro, minimizzando l’impatto sociale ed economico per i lavoratori e per l’azienda.
La disponibilità ad aprire un tavolo tecnico a tal riguardo e venire incontro alle esigenze di questi lavoratori, è stata data dal dirigente del Servizio promozione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Nehludoff Albano, il quale ha anche precisato che è opportuno fare sintesi dei temi esposti. Il consigliere di FdI Renato Perrini esprimendosi al fianco dei lavoratori, ha confermato l’impegno di sostenere a livello centrale la proposta di creare provviste economiche per prevedere forme di prepensionamento. Su proposta del consigliere Luigi Caroli, una delegazione della Commissione si recherà in visita nello stabilimento per prendere visione dello stato attuale al fine di supportare le richieste pervenute, ma anche per pungolare e stimolare affinchè nel nuovo capitolato dell’azienda subentrante, si possano prevedere forme che vadano a supporto delle situazioni determinatesi.
Sulla questione della tutela della salute dei lavoratori ex Ilva ed appalto, la Regione Puglia darà corso “ad un tavolo permanente di confronto”, spiega Francesco Brigati, segretario generale Fiom Taranto, a conclusione dell’audizione in III commissione consiliare regionale al cui ordine del giorno era iscritto il punto sull’avvio delle campagna di monitoraggio biologico per i lavoratori esposti al rischio chimico e cancerogeno. Con lui, al tavolo di confronto, c’erano anche le rls e le rsu della Fiom. “È stato un incontro positivo perché si torna a discutere di argomenti importanti quali, appunto, la tutela della salute dei lavoratori, l’emergenza amianto”.
Al presidente della commissione, Mauro Vizzino, la Fiom di Taranto ha consegnato un documento con le richieste relative all’avvio di un monitoraggio biologico ovvero la valutazione dell’esposizione a sostanze chimiche o biologiche potenzialmente dannose da parte dei lavoratori. “Il monitoraggio biologico – dice Brigati – rappresenta una forma di tutela e di prevenzione essenziale per i lavoratori che vengono esposti con più costanza a possibili fonti di rischio chimico-biologico”. Non solo, nel documento la Fiom sottolinea come, in relazione alle sostanze pericolose presenti all’interno dello stabilimento come da DVR (Documento Valutazione Rischi) e, anche in considerazione del forte impatto ambientale, diventa necessario procedere ad effettuare una ulteriore analisi sui dati del registro tumori “che sia in grado – spiega la Fiom – di estrapolare dai dati relativi alla popolazione le persone che hanno subito una doppia esposizione in quanto dipendenti dello stabilimento ex Ilva”.
Ma quando si parla di tutela della salute nei luoghi di lavoro non si può non prendere in considerazione la questione legata all’esposizione all’amianto, “un tema – spiega la Fiom Cgil Taranto – che abbiamo più volte affrontato e riteniamo necessario aprire un tavolo di confronto ministeriale sia per consentirne nel breve periodo lo smaltimento che per allungare i benefici previdenziali per tutti i lavoratori Ilva e appalto. È del tutto evidente che è necessario avviare anche una campagna di sorveglianza sanitaria per i lavoratori che, di fatto, sono e sono stati esposti all’amianto anche in riferimento alla mappatura ed aprire un tavolo ministeriale che possa dare risposte alle nostre rivendicazioni”.
“Su richiesta della UILM Taranto, finalmente, sono state audite le organizzazioni sindacali presso la Regione Puglia – commentano dalla Uilm -. Ai componenti della commissione un istruttoria documentale contenente e atti riguardanti l’esposizione alla pericolosa fibra di amianto ed altre sostanza cancerogene presenti nell’ex Ilva di Taranto nel corso degli anni”. “Abbiamo apprezzato l’ impegno della commissione di convocare un con gli organi ispettivi, i rappresentanti istituzionali ed i parlamentari ionici, per fare sinergia relativamente alle rivendicazioni dei lavoratori – proseguono dalla Uilm -. Per quanto riguarda la Uilm, visto che di recente sono state effettuate proposte di legge relativamente al riconoscimento previdenziale relativo all’esposizione di amianto con un ordine del giorno del governo (solo un impegno a discuterne), mantenendo una vera unità di intenti tra tutte le parti in causa riteniamo ci siano le condizioni per costruire una legge speciale al fine di garantire il diritto ed il risarcimento ai lavoratori esposti al rischio sanitario”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/12/24/ex-ilva-non-si-speculi-sui-lavoratori/)
