Se, da un lato, il Taranto Calcio non riesce a regalare soddisfazioni ai propri tifosi, non si può dire altrettanto della New Taranto. La squadra ionica, guidata dal patron Brittannico e dal presidente Malizia, sta ben figurando, nonostante i galloni da neopromossa, nel campionato di Serie A2 Élite. Al giro di boa, i rossoblù hanno chiuso al secondo posto in classifica, in coabitazione con Itria e Pescara, ma quarto per effetto della classifica avulsa, a -8 dalla capolista Capurso.

Il mercato della New Taranto è stato importante, con l’ingaggio di Leandro Chimanguinho, sicuramente il giocatore di maggior spessore della rosa a disposizione del tecnico tarantino Dino Guarino. Il calcettista brasiliano, che in Arabia Saudita ha avuto modo di ammirare da vicino le gesta di un certo Cristiano Ronaldo, è l’elemento di spicco della formazione rossoblù.

Dall’Al-Nassr alla New Taranto: perché Chimanguinho ha scelto il progetto dei rossoblù?

«Prima di tutto, io e la mia famiglia abbiamo deciso di tornare in Italia dopo l’esperienza in Arabia Saudita. Poi, io e mia moglie abbiamo valutato tutte le offerte ricevute. Alla fine abbiamo scelto il progetto della New Taranto perché la società aveva l’ambizione di vincere il campionato. Mi sono informato e ho scoperto che si tratta di una realtà seria. Inoltre, mi ha convinto la città: il mare, l’atmosfera… insomma, un pacchetto completo!»

Sei arrivato a stagione in corso nella squadra di mister Guarino: come sei stato accolto e che gruppo hai trovato?
«Mi hanno accolto benissimo, sia i miei compagni che tutta la società. Sono persone meravigliose. Io, dal canto mio, sono uno che si adatta rapidamente: in due minuti mi sento già parte dell’ambiente!»

Dopo un avvio con qualche difficoltà, Taranto ha chiuso al quarto posto il girone d’andata. Credi che questa posizione rispecchi il valore della squadra?
«Credo di sì. Abbiamo commesso degli errori durante il girone d’andata e, alla fine, li abbiamo pagati. È normale. Ora però è arrivato il momento di correggere il tiro, partire forte nel girone di ritorno e affrontare la Coppa Italia con l’atteggiamento giusto».

Otto reti segnate nella prima parte del campionato. Quanto può ancora dare Chimanguinho alla New Taranto?
«Otto reti sono poche per me. So di poter dare molto di più, non solo in termini di gol ma anche contribuendo in modo completo: difendendo, attaccando e gestendo i momenti chiave delle partite. Segnare è importante, certo, ma per me diventare un giocatore completo conta di più».

La capriola come esultanza: da dove nasce questa tua caratteristica?
«Ah, la famosa capriola! Tutto è iniziato quando avevo dieci anni. In Brasile praticavo capoeira e street dance con gli amici. Ho portato quella passione nei campi da gioco, ed è diventata uno dei miei marchi di fabbrica».

A 38 anni, dove trovi ancora gli stimoli per dare il massimo?
«Gli stimoli li trovo ogni giorno, appena mi alzo dal letto. Ho 38 anni, ma nella mia testa ne ho ancora 25! È una questione di mentalità: cerco di trasmettere questo messaggio al mio corpo. Ovviamente non basta solo il pensiero: bisogna mangiare sano, allenarsi anche quando gli altri riposano e mantenere la mente in sintonia con il corpo, grazie alla meditazione quotidiana. È questo che mi permette di andare avanti».

La vetta, occupata dal Capurso, dista otto punti. Pensi che il distacco possa essere ridotto?
«Tutto può succedere nel girone di ritorno! Abbiamo ancora 12 partite per recuperare il distacco. Se alla fine non riusciremo a vincere il campionato, significherà che gli altri sono stati più bravi. Ma ci sarà comunque un’altra opportunità nei playoff per raggiungere il nostro obiettivo».

Quali sono le tue ambizioni personali e di squadra?
«La mia ambizione è sempre stata vincere. Voglio alzare almeno un trofeo a stagione. In Italia, in 19 anni, ho vinto 15 trofei, e qui alla New Taranto non sarà diverso. Il primo obiettivo è arrivare alla Final Eight di Coppa Italia e, magari, vincerla. Poi continueremo a lottare per il campionato».

Nelle ultime settimane il PalaMazzola si è riempito di giovani tifosi. Che messaggio vuoi mandare loro?
«La presenza dei tifosi, dei bambini e di chi apprezza il futsal è fondamentale per noi giocatori. Sapere che ci sono sugli spalti ci dà una spinta in più: sono il nostro sesto uomo in campo. Voglio dire a loro di continuare a sostenerci, perché il loro entusiasmo fa davvero la differenza».

Un’ultima riflessione sul girone di ritorno. Qual è la chiave per il successo?
«La chiave sarà entrare in campo con determinazione e mentalità vincente. Ogni partita sarà come una finale. Vogliamo dare tutto per questa maglia, per i nostri tifosi e per la città. Taranto merita grandi successi, e noi siamo pronti a lottare per regalarli».

*foto Vanni Caputo

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