La società Natuzzi presenterà istanza di proroga del trattamento di cassa integrazione straordinaria per contratto di solidarietà in favore di un numero massimo di 936 lavoratori sino al prossimo 31 ottobre. L’intesa è stata sottoscritta il 14 gennaio a Roma tra il ministero del Lavoro, la società, le organizzazioni sindacali e le regioni Puglia e Basilicata.
In realtà lo scorso 31 ottobre, la società e le organizzazioni sindacali di riferimento avevano già sottoscritto, presso la Direzione Generale del ministero del Lavoro, la proroga del contratto di solidarietà: nonostante la richiesta della CIGS da parte della società fosse di 12 mesi, la decorrenza del trattamento straordinario di integrazione salariale si è interrotta al 31 dicembre 2024, stante il finanziamento dell’intervento richiesto limitato all’anno 2024.
Ad oggi, dalla situazione aziendale emerge ancora un esubero di dipendenti e, pertanto, considerato il rifinanziamento previsto per lo strumento, la società ha richiesto di proseguire nell’utilizzo della proroga del contratto di solidarietà fino alla naturale scadenza dei dodici mesi normativamente previsti. Pertanto, al fine di sostenere il programma di riorganizzazione e trasformazione avviato dalla società e la contestuale salvaguardia dei livelli occupazionali, le parti hanno concordato sulla necessità del ricorso alla proroga del contratto di solidarietà.
La Regione Basilicata e la Regione Puglia, presenti all’incontro, hanno ribadito la rilevanza economica strategica della società nel rispettivo territorio regionale e hanno manifestato l’intenzione di proseguire il proprio impegno a supporto delle azioni di politica attiva previste nel Piano di Gestione volto alla salvaguardia occupazionale, sottoscritto e concordato con la Società. L’organico della società al 31 dicembre 2024 è infatti pari a 1.796 dipendenti (oltre 26 dirigenti).
I 936 lavoratori interessati dalla proroga riuarderabbi le seguenti unità produttive: 255 lavoratori occupati presso il sito di Santeramo in Colle, 189 lavoratori presso il sito di Matera situato sulla via Appia Antica, 88 lavoratori occupati presso il sito di Matera nella zona industriale in località La Martella e 404 lavoratori occupati presso il sito di Laterza.
Il trattamento straordinario di integrazione salariale sarà richiesto a decorrere dal 1° gennaio 2025, mentre il livello di riduzione oraria nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 31 ottobre 2025 comporterà una riduzione media mensile nell’intero periodo di applicazione dello strumento del 45% (pari a 422 unità medie), una riduzione massima mensile al 55% ed una riduzione massima individuale nei limiti previsti dall’attuale normativa. L’intesa prevede che il personale operante nei medesimi reparto/linea di produzione dedicata plant/magazzini/uffici potrà essere oggetto di sospensione, riduzione oraria in relazione agli interventi tecnici ed alle razionalizzazioni produttive poste in essere in esecuzione del piano, funzionali all’adeguamento dei siti al programma redatto e condiviso con le Istituzioni e le organizzazioni sindacali sulla scorta del nuovo Piano Industriale.
Per le ragioni fondanti il piano industriale, ovvero la specializzazione e l’innalzamento qualitativo della produzione Italia per i siti oggetto della proroga del contratto di solidarietà, la gestione del personale sarà così determinata: la sospensione/riduzione oraria interverrà nell’ambito delle posizioni lavorative e corrispondenti figure professionali oggetto di riduzione oraria nei medesimi reparti/linea di produzione dedicata plant produttivi/magazzini e uffici, con i criteri di proporzionalità temporale rispetto all’organico interessato, fatte salve specifiche esigenze tecnico organizzative, produttive e logistiche, previo confronto con le RSU.
La società ha quantificato l’onere a copertura del trattamento straordinario di integrazione salariale in un importo di spesa pari € 6.570.154, al netto della contribuzione correlata e la stessa anticiperà il trattamento straordinario di integrazione salariale alle normali scadenze di paga.
Le parti hanno infine convenuto di monitorare la situazione aziendale e l’andamento del programma di CIGS con incontri periodici di verifica, su richiesta di una delle parti.
Dunque, la società non riesce ancora ad uscire dalle secche degli ammortizzatori sociali che perdurano da circa 20 anni. Ricordiamo che nell’agosto del 2023 è stato approvato il contratto di espansione per il gruppo Natuzzi, strumento indispensabile per la riuscita del Piano industriale e per la gestione degli esuberi. Secondo tassello importante dopo lo sblocco delle risorse da parte di Invitalia, per approvare la variante al contratto di sviluppo richiesta dal Gruppo Natuzzi, che consisteva in una modifica al programma originario di investimento. Mentre altri 6 i milioni di euro arrivarono dal Comitato di Coesione Territoriale sempre in relazione all’Accordo di Programma. Tanti gli investimenti dell’azienda, altrettanti i finanziamenti pubblici, un continuo ricorso agli ammortizzatori sociali, diversi i momenti di alti e bassi per un’azienda che ha vissuto momenti esaltanti pur operando in un settore spesso in crisi. E che tutti si augurano possa restare a lungo un fattore positivo per l’economia pugliese e lucana.
