L’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio affidato un incarico di consulenza legale al professor Stefano Zunarelli, ordinario dell’ateneo bolognese (un esterno stante l’assenza di risorse adeguate al suo interno e comunque uno dei più noti esperti europei di Diritto dei trasporti e della navigazione), per essere supportata in vista della sempre più probabile procedure di revisione della concessione in capo a San Cataldo Container Terminal (controllata della holding Yilport) che insiste per oltre 1 milione di metri quadrati sul Molo Polisettoriale.
La decisione è stata presa a latere della verifica annuale ex art. 18 L. 84/94 delle obbligazioni rinvenienti dalla concessione demaniale di San Cataldo Container Terminal (in atto dal 2019 e della durata di 49 anni), cui nei mesi scorsi era stata richiesta non solo “una dettagliata relazione avente ad oggetto il programma di attività e degli investimenti relativi al periodo da marzo 2023 a febbraio 2024 oltre che le previsioni per il periodo da marzo 2024 a febbraio 2025”, ma anche “una formale espressione della posizione” in merito alla candidatura dello scalo quale polo per l’eolico offshore nell’ambito della relativa procedura avviata dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, dal momento che la concretizzazione di tale percorso “comporterebbe la urgente necessità di una modifica dell’atto di concessione e di revisione del piano di attività pluriennale” di Scct. Questo perché, come abbiamo riportato più volte, l’Autorità portuale ha candidato quasi la metà dell’area in cui sorge il terminal contenitori, pari a quasi 400mila metri quadrati riferiti ad una zona più verso terra, che inevitabilmente ridurrebbe gli spazi per l’operatività della stessa Yilport.
Su tale decisione l’estate scorsa il concessionario, parte del gruppo turco Yilport, ha manifestato la propria disponibilità quanto all’eolico e “trasmesso la documentazione chiesta nonché una sintesi del possibile nuovo piano strategico da proporre all’Adsp”, sottolineando inoltre come fra le “circostanze sopravvenute vi sia anche la questione dei dragaggi” (il riferimento è all’annosa e a tutt’oggi incerta effettuazione dell’approfondimento dei fondali innanzi il terminal) per l’ente “appare evidente che ci siano circostanze di rilievo che impongono un’analisi della concessione nonché delle obbligazioni in corso”.
Da qui la decisione del Comitato di gestione dell’Adsp “di rinviare le decisioni in merito alla verifica della concessione demaniale della Scct anche in considerazione dei seguenti aspetti in corso di definizione: l’acquisizione dell’esito della valutazione da parte del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) dell’istanza presentata lo scorso aprile sulla candidatura del Porto di Taranto – porzione del Molo Polisettoriale – quale hub per la cantieristica navale dedicata alla produzione, l’assemblaggio e il varo di piattaforme galleggianti per la produzione di energia eolica in mare; la definizione della questione dei dragaggi”.
Al momento, pur in mancanza di atti ufficiali, la scelta di Taranto (candidata insieme a Brindisi) come polo per l’eolico offshore ha ottenuto riscontri ufficiosi, in merito al dragaggio del Polisettoriale la Commissione di Collaudo ha chiesto di effettuare altre prove sulla vasca sia al fine di definire il verbale di consistenza che per valutare il progetto di Fincosit (quest’ultimo è ancora in fase di verifica). Nel contempo è stato candidato un primo lotto di lavori sul Just Transition Fund. Per questo cui l’incarico a Zunarelli ha una durata di massima fissata in 18 mesi, anche se non una scadenza esattamente definita. Perché le prossime mosse per il futuro dello scalo ionico non si potranno di certo sbagliare.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/01/16/2024-annus-horribilis-del-porto-di-taranto/)