Una riunione preliminare in vista dell’incontro del 29 gennaio con i rappresentanti di ISPRA e con il vice ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava, sulla metodologia da utilizzare per la deperimetrazione delle area a mare del SIN di Taranto (in particolar modo di Mar Grande) e sulle bonifiche in capo al commissario straordinario Vito Felice Uricchio. Questo il contenuto dell’incontro a cui hanno partecipato, oltre allo stesso commissario, enti ed istituzioni (ARPA Puglia, Asl Taranto, Autorità Portuale, Università di Bari tra gli altri), per giungere preparati all’importante vertice di fine mese.

Dopo aver ottenuto la deperimetrazione delle area a terra dopo 24 anni, ora l’obiettivo è quello di liberare aree a mare, aggiornando i dati ISPRA risalenti al 2009. La valutazione andrà realizzata sui risultati della caratterizzazione delle aree in rada del porto di Taranto che sta effettuando l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio da un lato, dall’altro la caratterizzazione di altre aree (sia a terra che a mare) per cui il commissario Uricchio ha chiesto la possibilità di ottenere un finanziamento economico attraverso il Just Transition Fund, il cui piano esecutivo dovrebbe essere approvato a breve.

In particolare, alla luce delle caratterizzazioni e delle bonifiche completate in entrambe le matrici, suolo e acque sotterranee, e sui sedimenti marini (“area a mare”), per l’effetto della deperimetrazione proposta all’interno della Conferenza dei Servizi conclusasi negli scorsi mesi, l’“area a terra” del SIN Taranto passa da 4383 a 4348 ettari, comprensivi delle aree ricomprese attualmente nell’“area a mare” che vengono inglobate nella porzione delle “aree a terra”, mentre l’“area a mare” passa da 7006 a 6873 ettari, esclusivamente per il suddetto passaggio. Certo è che numerosi sono ancora degli interventi finanziati con risorse pubbliche,che devono essere completati e, altrettanto, numerose sono ancora le misure e le operazioni da attuare, che necessitano di eventuale finanziamento pubblico, per il superamento delle criticità ambientali e sanitarie presenti nel sito, con ricadute in termini sociali ed economici, anche in un’ottica di deperimetrare il SIN Taranto. 

Per questo lo scorso giugno, in risposta alla nota del Vice Ministro del Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica avente ad oggetto “Ricognizione dei fabbisogni finanziari per interventi di bonifica prioritari” nei SIN pugliesi, sono stati definiti i criteri, in ordine di peso decrescente, per l’individuazione delle priorità d’azione, che tengono conto degli aspetti sanitari e ambientali, cui si è aggiunto un criterio collegato al non trascurabile aspetto funzionale ad una più immediata realizzazione: “Completamento bonifica/MS”: completamento di interventi di bonifica o messa in sicurezza delle matrici ambientali eseguiti o in esecuzione per stralci funzionali, anche programmati nelle precedenti programmazioni finanziarie, con priorità per le misure volte all’eliminazione, riduzione o contenimento delle contaminazioni che interessano la falda sotterranea; “Rischio ambientale/sanitario/sedimenti contaminati”: accertata contaminazione nelle matrici ambientali, compresi i sedimenti marini che impone l’esecuzione di interventi di bonifica e messa in sicurezza, ovvero bonifica per dragaggi di sedimenti contaminati; “Incontenibile”: sito interessato da gravi compromissioni che generano un rischio ambientale e sanitario che impone un intervento immediato a tutela dell’ambiente e della salute pubblica, ed in particolare caratterizzato da un’elevata compromissione della falda sotterranea e/o dei suoli, interessati anche da sorgenti primarie di contaminazione attive e dotate di caratteristiche di pericolosità. Il criterio amplifica il peso del criterio precedente; “Cantierabilità”: disponibilità di livello di progettazione idoneo all’indizione di procedure di evidenza pubblica per l’aggiudicazione di Lavori/Servizi, per una più celere attuazione dell’intervento; “Completamento fase di caratterizzazione”: indagini integrative ambientali di aree già indagate al fine di aggiornare il modello concettuale definitivo e elaborare l’analisi di rischio sito specifica; “Nuova caratterizzazione/indagini preliminari”: indagini ambientali di aree mai state oggetto di indagini di caratterizzazione ambientale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/12/22/il-sin-di-taranto-si-restringe/)

In totale sono 24 gli interventi individuati in relazione al fabbisogno finanziario, alla luce degli esiti delle azioni già attuate o in corso di esecuzione da parte del Commissario Straordinario, per un complessivo fabbisogno finanziario pari a 639,029,651,6 milioni di euro. Sei gli interventi con priorità altaAltri 18 interventi hanno priorità medio alta, media e bassa. 

A cominciare dagli “Interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione del bacino del Mar Piccolo – 1 Seno di Taranto e delle aree ad esso prospicienti”, proposto dalla precedente struttura commissariale guidata dalla dott.ssa Corbelli, per un finanziamento richiesto pari a quasi 430 milioni di euro, cifra ben lontana dal miliardo di euro paventato dal precedente commissario, il prefetto Martino, che in totale autonomia decise di sospendere tutte le attività in questione perché troppo onerose all’interno delle attività del CIS Taranto. L’intervento certamente è ritenuto tra i più strategici per la difesa e il recupero dell’ambiente e delle risorse naturali e per lo sviluppo economico, sociale e culturale dell’area di Taranto e per il territorio regionale tutto. Tuttavia, anche in considerazione dell’elevato fabbisogno finanziario indicato dal Commissario ed evidentemente dal notevole arco di tempo che sarà necessario per l’intera realizzazione, il macro intervento potrà essere definito, progettato, attuato e finanziato, anche per fasi temporali e stralci funzionali, mettendo preliminarmente a sistema gli innumerevoli dati ed informazioni tecniche già disponibili e quelle in corso di acquisizione e tenendo conto delle eventuali azioni già attuate con il finanziamento accordato a valere sulle risorse FSC 2014-2020 dal Ministero dell’Ambiente, Delibera CIPE n. 55/2016, e sulle risorse FSC 2007-2023 dalla Regione Puglia, Delibera CIPE n. 87/2012.

Vi sono poi “Altri interventi di recupero del Mar Piccolo – Commissario Bonifiche” indicati dal Commissario con riferimento alla proposizione nel CIS della precedente strutturale commissariale, che, in considerazione di quanto riportato nella relazione di due diligence del responsabile unico del CIS del 19/11/2021, nella quale si indica che gli stessi sono stati in parte eseguiti a valere sulle suddette risorse assegnate per l’intervento di cui al punto precedente, non è stato considerato nella definizione degli interventi prioritari. Una eventuale proposizione dovrà quindi essere proceduta da un riordino e una sistematizzazione da parte del Commissario Bonifiche della azioni ed interventi attuati dalle precedenti strutture commissariali.

Negli interventi di priorità alta è presente anche la bonifica dell’area PIP di Statte, il cui cambio di progetto fece lievitare i costi di intervento da una stima iniziale di 39 milioni ad oltre 80 milioni (in particolar modo perché inizialmente l’intervento prevedeva la bonifica del sito dai rifiuti e dagli inquinanti attraverso interventi in loco mentre poi è stato deciso di prelevarli e trattarli altrove), per cui sono stati richiesti 89 milioni di euro, di cui 37 finanziati dalla Regione Puglia.

Una veduta del Mar Piccolo

Anche se esterno al perimetro del SIN, ha priorità alta l’intervento relativo alla messa in sicurezza e alla bonifica delle aree non pavimentate del “Cimitero San Brunone”, camposanto storico di Taranto, pure censito nel Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia (TABIS001732), ubicato nel Rione Tamburi, ad ovest del nucleo storico della Città, adiacente al perimetro del SIN Taranto, nell’area attualmente a ridosso della ferrovia e della zona industriale. Sito, dichiarato contaminato ai sensi del Codice dell’ambiente, per il quale è venuta meno la completa copertura finanziaria del progetto di messa in sicurezza e bonifica delle porzioni di suolo contaminate, a causa della dilatazione dei tempi, dovute a criticità emerse in fase di appalto ed esecuzione lavori – non più compatibili con i tempi di ammissibilità della spesa delle risorse assegnate: la richiesta finanziaria è pari a 6 milioni di euro.

Vi sono poi 20 milioni di euro per l’intervento relativo alla messa in sicurezza della falda superficiale del SIN Taranto (Complementare all’intervento di Messa in Sicurezza Operativa della Falda superficiale soggiacente l’area del Sito di Interesse Nazionale di Taranto – Comparto orientale/bacino drenante Galeso per cui sono richieste risorse pari a 5,2 milioni) redatto nel 2016 dalla Sogesid presentato alla precedente struttura commissariale. Per la cui progettazione definitiva ed esecutiva la Regione Puglia stanziò nel 2021 risorse pari a 1.394.687,95, a valere su risorse dell’ex contabilità speciale n. 2701, all’interno dello schema di Accordo di Programma per la definizione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree comprese nel Sin di Taranto tra Ministero della Transizione Ecologica, Regione Puglia, Commissario Straordinario per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto , Comune di Taranto e Comune di Statte.

In priorità alta è anche indicato l’Accordo di Programma (AdP – Ferretti) “per l’attuazione del progetto di messa in sicurezza, riconversione industriale e sviluppo economico produttivo nell’area di Taranto “ex Yard Belleli” (art. 252-bis del Codice Ambiente)”, per la copertura delle spese ammissibili relative ai lavori di messa in sicurezza e bonifica dell’area di “ex Yard Belleli” – II stralcio. In esito ad alcune sopraggiunte rimodulazioni finanziarie di risorse ministeriali a copertura delle opere di parte pubblica, nonché a causa dell’aumento dei prezzi di beni e forniture, nel corso dell’interlocuzioni intercorse, l’AdSPMI ha rappresentato un deficit finanziario per l’attuazione dei soli lavori di messa in sicurezza e bonifica pari a 7.141.212,3 €.

Infine, è sempre prevista anche la “Piattaforma per un sistema integrato di riqualificazione dell’area vasta di crisi ambientale comprensive di attività di monitoraggio e tecniche innovative – Commissario Bonifiche”, da specificare e dettagliare anche con riferimento alle attività già condotte dalla precedente struttura commissariale (sempre durante la gestione della dott.ssa Corbelli) in seno a tale intervento già inserito nel CIS Taranto e finanziato dal Ministero dell’Ambiente a valere sulle risorse delle Delibere CIPE n. 17/2003 e n. 83/2003, e tenendo presente, per rendere maggiormente efficaci gli interventi già eseguiti e gli ulteriori da attuare in materia di bonifica di siti contaminati, le disposizioni e le procedure di cui al Titolo V, parte IV del Codice dell’ambiente.

L’incontro del 29 gennaio con il vice ministro Cava servirà dunque a fare il punto della situazione e magari ad avere finalmente notizie certe anche sul CIS Taranto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/11/04/bonifiche-uricchio-pronto-a-partire/)

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