| --° Taranto

Da diversi mesi il Taranto calcio sogna di essere impalmato dall’imprenditore londinese Mark Colin Campbell, che , insieme ad un gruppo di investitori specializzati nel settore finanziario, avrebbe interesse ad acquisire questa società storica del calcio meridionale.

Il condizionale è d’obbligo perché al momento la parola fine in un senso o nell’altro ancora non c’è. Il signor G. e il Signor C. (Campbell) sono ormai legati da un indissolubile destino. Il primo che dovesse comunicare all’altro il “niet” , con quelle poche lettere si auto infliggerebbe una penale a cinque zeri. Meglio star zitti o forse anche tacere. Ma questa storia incredibile non fa bene al Taranto, al signor G. e anche al signor C.

Eh si perché i tifosi sono sette anni che sopportano il patron rossoblu e gli vogliono talmente tanto bene da disertare piacevolmente lo stadio. Un atto d’amore (sorry di odio) così chiaro che il Signor G. racconta a se stesso (chiaramente illudendosi) di essere ancora amato dalla tifoseria. Forse a casa ha solo specchi di legno.
E’ altrettanto chiaro che questa storia societaria è finita e, al di là di improbabili miracoli, il Taranto finirà sul palo al termine della stagione (per poi retrocedere in D dopo aver giocato le prossime 15 giornate con dei bambini). Un momento di pena ulteriore per la tifoseria, per la città e per gli altri 19 club del girone C che si vergogneranno a giocarci contro (con la Lega Pro altrettanto colpevolmente silente).

Poi c’è la politica locale: prima si corre per partecipare, come racconta un signore dai capelli bianchi ( che ormai scrive solo per rileggersi tanto è amato anche lui in città’), a cene a base di frittura o a conferenze stampa con traduzioni dall’inglese stentato, poi altrettanto velocemente è calato il sipario e gli stessi attori hanno scelto di eclissarsi avendo capito che è meglio defilarsi. Come fa la politica di solito quando decide di scendere dal carro dei vincitori.

E chiudiamo con Campbell, il signor C. Non ha centrato una data promessa neppure per sbaglio, forse sarebbe stato meglio restare in silenzio e non girare per Taranto muovendosi come un Presidente pur ancora non essendolo.La prossima volta magari sarà più attento perché ad oggi di closing ne ha chiusi pochi. Quello del Taranto sarebbe stata una vera e propria riabilitazione per la sua carriera nel calcio.

Al momento questo evento non si è verificato. Il Signor C. deve capire una cosa molto semplice: se continuerà così la sua reputazione e il suo nome scenderanno sotto i tacchi (portando con sé’ a picco ad esempio anche l’immagine del suo consulente tecnico il tributarista romano Ciccioli, “regista” già dal mese di agosto dell’intera operazione).

Nessuno purtroppo gli crederà più. E’ successo così in Scozia, Olanda, Uk e per il momento in Italia. Non ne ha azzeccata una. Un numero uno assoluto. Delle due l’una: o è particolarmente sfortunato o non è il suo mestiere.

Non ci sentiamo di considerarlo un impostore perché un impostore non regala quasi 400 mila euro. Sono usciti dal suo portafoglio o da quello dei suoi amici, ma certamente non sono usciti da quello del Signor G. Di solito il furbo li ruba i soldi, non li regala al Signor G. che chiaramente gongola perché lo ha tenuto in vita per 3 mesi. A trovarne di Campbell in giro verrebbe da dire. L’amico Di Stefano più scaltro si sarebbe ritirato (in quel di Massafra) prima di versare, anzi “svongolare”, anche un solo euro.

Al signor C. ci permettiamo di dare un semplice consiglio: ormai il club ha solo debiti e pochi soldi in entrata (il minutaggio e quel poco che arriva dai diritti televisivi). Lo prenda per “orgoglio” più che per convinzione. La scommessa la vincerà tra due anni quando arriverà lo stadio nuovo. Se non lo farà purtroppo resterà solo il ricordo di una grandissima “figura di m.” In salsa tarantina.

Contento lui e i suoi investitori, contenti tutti. Ma nessuno ne esce positivamente da questa storia dove Taranto appare ai più come una città povera martoriata, piena di gente incattivita e rancorosa e soprattutto incapace di rialzarsi.

Campbell anzi il signor C mostri una volta per tutte la sua “pasta” perche non tornare più a Taranto solo per il timore di doversi giustificare sarebbe una sconfitta imprenditoriale, oltre che umana, unica. Attendiamo pertanto un suo scatto di orgoglio! Ci darà questa soddisfazione? Ai posteri l’ardua sentenza…

*a cura di Cataldo Conte (editorialista esterno): uno, nessuno e centomila tra i tifosi del Taranto

Una risposta

  1. Ma voi veramente fate? Mi sembra che stia cadendo il mondo mentre si tratta semplicemente di miserie umane e di imprese decotte che con lo sport nulla centrano. Che andassero a farsi friggere loro e tutti i tifosi del nulla comprese le appassionate redazioni sportive che potrebbero occuparsi d’altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *