Fine settimana di riposo per il Volley Club Grottaglie, protagonista nel campionato di Serie B/G di pallavolo maschile. La squadra della Città delle Ceramiche occupa con orgoglio il secondo posto in classifica, a soli quattro punti dalla vetta, attualmente nelle mani del Galatone. Ma ciò che rende questa rincorsa entusiasmante è il dato sulle vittorie: i granata hanno lo stesso numero di successi dei salentini, segno di una lotta al vertice che promette scintille nella seconda parte della stagione.
A fare il punto sul momento della formazione ionica è Erminio Russo, schiacciatore di esperienza, prezioso sia in ricezione che in attacco, che non nasconde l’orgoglio per il percorso della squadra. Ai microfoni del corriereditaranto.it, analizza con lucidità ma anche con passione la situazione di un gruppo che sogna in grande e non intende mollare la presa.
Dopo alcune esperienze fuori dalla tua regione, hai deciso di accettare il progetto Grottaglie: perché?
«Sì, dopo 11 anni in giro per l’Italia, erano già alcuni anni che il Grottaglie mi contattava. Mi piaceva il progetto, lo trovavo interessante, soprattutto perché apprezzo le società con forti ambizioni, e farlo nella mia terra lo rendeva ancora più speciale. L’anno scorso ho scelto di vivere un’altra esperienza in Serie A, ma quest’anno ho deciso di accettare e restare vicino a casa. Il Grottaglie è una società seria, con un progetto che mi ha sempre convinto. Negli ultimi due anni sono sempre stati ai playoff, e lo scorso anno ci sono arrivati da primi in classifica. Quest’anno l’obiettivo è lo stesso: centrare i playoff. Queste ambizioni e la serietà della società mi hanno spinto a dire di sì, e sono davvero contento della mia scelta».
Due stagioni fa hai conquistato la promozione in Serie A3 proprio contro il Volley Club: lì è scoccata la scintilla?
«Sì, Grottaglie mi ha sempre incuriosito. Già da giovane, quando giocavo in Serie C, li conoscevo bene per partite e amichevoli. È una società di cui tutti parlano sempre bene. Anche nell’anno in cui ero a Galatone, quando ci siamo affrontati due volte, ho avuto un’ottima impressione, sia dei dirigenti che del presidente. Da sempre c’era questa curiosità nei confronti del Grottaglie, e ora che sono qui, posso dire che le mie aspettative erano giuste: sto bene e sono soddisfatto della mia scelta».
Un ruolo da protagonista nel girone G del campionato di Serie B: secondo posto, a -4 dal Galatone. Dove può arrivare la vostra squadra?
«Quattro punti sono tanti, e in questa situazione non dipende tutto da noi. Se fossero stati due punti, avrei detto che ce la giochiamo, ma con quattro punti di distacco dobbiamo sperare anche nei passi falsi degli avversari. Certo, abbiamo perso punti che potevamo evitare, soprattutto nella prima partita, ma si sa, la prima è sempre particolare: squadra nuova, ancora in fase di rodaggio. Da lì, per fortuna, abbiamo collezionato solo vittorie, anche se qualche altro punto era alla nostra portata. In ogni caso, è un girone difficile, e riuscire a riprendere il ritmo dopo una sconfitta non è stato facile. Siamo soddisfatti, ma sappiamo di dover migliorare».
Da avversario ad allenatore: come hai trovato coach Giosa?
«L’ho affrontato varie volte come avversario, e l’ho sempre considerato un grande professionista. Ha esperienza in categorie importanti, e questo si vede: porta con sé un bagaglio che ci aiuta molto. È una persona pacata, che ti fa ragionare, e si percepisce quanto ci tenga. Mi piacciono le persone che mettono l’anima in ciò che fanno, e lui è sicuramente una di queste. È affiancato da Pasquale, che ho conosciuto quest’anno e che si è rivelato un vice molto valido e una grande persona, oltre che da Ezio e Raffaele, anche loro figure importanti dello staff. Lavorano tutti con serietà e ci supportano in ogni allenamento e in ogni partita. Questo fa la differenza».
Fine settimana di sosta per ricaricare le pile, adesso focus sul prossimo impegno di campionato contro Casoria e sulla seconda parte della stagione.
«Adesso siamo consapevoli delle nostre qualità e dei nostri mezzi. Sappiamo di cosa siamo capaci, ma dipenderà molto da noi: ci troviamo in un girone difficile, dove ogni avversario nasconde insidie. Il nostro è un roster importante e profondo, composto da giocatori che hanno calcato campi di alto livello. Dobbiamo dare il massimo in ogni partita, perché basta rallentare un attimo e si rischia di perdere punti».
Qual è l’aspetto sul quale bisogna lavorare maggiormente?
«A volte il lato mentale, altre volte quello fisico: i cali sono fisiologici in nove mesi. La bravura sta nel reagire al momento giusto e colmare questi eventuali vuoti con l’esperienza e la voglia di fare. È un aspetto cruciale, perché lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Anche contro l’ultima in classifica abbiamo faticato, vincendo 3-2: non esistono partite semplici o scontate. Dobbiamo essere più cinici e concreti».