“Nei prossimi giorni porteremo a soluzione la crisi dell’Ilva che dura da 10 anni con un altro grande investitore internazionale che sarà selezionato dai commissari tra i tre che partecipano alla gara e farà di quel sito in poco tempo il sito siderurgico più green e più avanzato d’Europa. Delle offerte se ne occupano i commissari e siamo in una fase estremamente importante e nel contempo delicata in cui è bene per quanto mi riguarda tacere”. E’ quanto ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo stamane al programma 24 Mattino di Radio24.
La scadenza per la presentazione dei rilanci sulle offerte prevista per oggi è slittata al 14 febbraio, come confermato da fonti vicine al dossier e riportati da organi di stampa di settore. I tre investitori interessati a rilevare l’ex Ilva restano Baku Steel Company (insieme a Azerbaijan Investment Company), Jindal Steel International, con sullo sfondo Bedrock Industries Management.
Serviranno quindi almeno altre due settimane per intavolare la trattativa di vendita dell’ex Ilva, con il governo che prova a stringere per una cordata tra gli indiani di Jindal e gli azeri di Baku Steel. Secondo fonti vicine al dossier sarebbero stati proprio i due principali pretendenti a chiedere ai commissari di Acciaierie d’Italia, Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli, un rinvio dei tempi rispetto alla scadenza di oggi per i rilanci. Le due aziende hanno in calendario un incontro entro la prima metà di febbraio. Un faccia a faccia, dopo giorni di indiscrezioni su un possibile accordo. Ammesso. e non concesso che questi tempi vengano alla fine rispettati.
Gli indiani, sempre secondo quanto emerso nelle ultime settimane. avrebbero messo sul piatto 80 milioni e 2 miliardi di investimenti futuri, gli azeri prevedono investimenti minori, ma hanno offerto 450 milioni subito. Nessuno dei due, finora, avrebbe rilanciato l’offerta economica, facendo passi avanti rispetto alle richieste dei commissari solo su eventuali esuberi (arrivati a circa duemila) e piano green. Rispetto al miliardo e mezzo come valutazione di tutto il gruppo societario, ora si punta ad unire i due colossi per arrivare a oltre mezzo miliardo, più circa altri 500mila euro che corrispondono al valore di magazzino oggi in dote all’ex Ilva. Solo in un secondo momento si potrebbero aggregare le aziende italiane interessate ai singoli asset, come Marcegaglia.
“I 250 milioni di euro sbloccati per l’ex Ilva da parte del Governo sono ‘la dimostrazione di quanto questo Governo creda nella rinascita della siderurgia italiana che può diventare, io ne sono convinto diventerà, un modello di esempio in tutta Europa di una siderurgia green capace di essere competitiva a livello globale” ha concluso il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)
Buongiorno
Caro Ministro
È inutile tergiversare
Quelle sono le offerte
Decida e subito perché di tempo da perdere non c’è ne più.
Anche questa volta gli industriali italiani si sono tenuti alla larga dal problema giudiziario che è la Ex Ilva di Taranto.
Saluti
Vecchione Giulio