Gli obiettivi principali del nuovo movimento politico per la città e la provincia, l’interesse per le regionali “ma senza alcuna ansia da prestazione”, il sostegno convinto ma non incondizionato all’amministrazione Melucci, la carta vincente dell’apertura democratica che “sta mancando sempre più nei partiti tradizionali”: Costanzo Carrieri, fondatore di “Io C’entro”, racconta ai microfoni del Corriere di Taranto il ruolo del recente contenitore politico-culturale negli equilibri locali.
Colmare un vuoto al centro o sostenere l’attuale amministrazione comunale: quale di queste due esigenze ha avuto maggior peso nella scelta di fondare “Io C’entro”?
“Entrambe, in parte. “Io C’entro” è al fianco dell’amministrazione, anche perchè ne fanno parte molti consiglieri di maggioranza e assessori, ma non si identifica con l’amministrazione: questo voglio sottolinearlo a beneficio di tutti coloro che fanno parte della società civile che si sono affacciati al nostro movimento.
Abbiamo però, soprattutto, avvertito un vuoto tra il massimalismo e il conservatorismo: a livello nazionale, regionale e locale crediamo che ci sia largo spazio per una politica riformista che accolga tutti coloro che non si rispecchiano in questi schieramenti. Non stiamo cercando di costruire un terzo polo, bensì un’area caratterizzata da una precisa identità, fondata sui valori del riformismo, ecologismo e cattolicesimo democratico e che potrà influire sulla visione del futuro a tutti i livelli”.
Come spiega, alla luce di quanto appena espresso, l’adesione di tanti politici provenienti dai cosiddetti partiti tradizionali? Cos’hanno visto di diverso in “Io C’entro”?
“L’apertura democratica al confronto, in primis. Oggi i partiti, in molte circostanze, sono diventate delle gabbie verticistiche all’interno delle quali in pochi decidono il da farsi, spesso anche oltre i confini territoriali. “Io C’entro”, invece, è un contenitore in cui ci si confronta alla pari sotto tutti i punti di vista: la coesione è il nostro punto di forza, soprattutto a livello provinciale, dove costituiamo una realtà molto significativa”.
Avete delle ambizioni anche a livello regionale?
“Siamo attenti a quello che accade a livello regionale ma non è un’ossessione. Leggiamo sui giornali di questo “sbarramento” in funzione di quello che è il nostro appoggio al sindaco Melucci. C’è chi ritiene di precluderci la partecipazione alla regionali perchè pensa di avere già il cavallo vincente a disposizione: opinione rispettabilissima, peccato da parte nostra non ci sia alcuna ansia di partecipare! Se ci saranno le condizioni, faremo valere la nostra forza, in caso contrario il movimento saprà come orientare il suo voto, perchè la politica si può fare in tanti modi possibili senza perdere la sua identità.
Insomma, a chi si sta sbracciando per mettere lo sbarramento alla partecipazione di “Io c’entro” alle regionali posso solo dire che sta perdendo tempo: non solo, infatti, nessuno ha chiesto nulla, ma stiamo valutando quali uomini e quali impegni si stanno mettendo in campo per Taranto, in particolare su filoni importanti quali sanità, industria e ambiente; non intendiamo delegare nulla a nessuno”.
Quali sono gli obiettivi a breve termine di “Io C’entro” per Taranto?
“Il primo è sicuramente quello di resistere di fronte a questi continui attacchi di demolizione: spesso si pensa alla politica come ad un gioco di sostituzioni, il classico “togliti tu che mi metto io”. Il nostro senso di responsabilità, seppure critico nei confronti dell’amministrazione comunale in alcuni frangenti, deve prevalere per portare a Taranto tutte quelle ricadute positive costruite in questi anni di amministrazione, anche grazie ad una visione di futuro: basti pensare ai fondi del PNRR, del Just Transition Fund, ai Giochi del Mediterraneo e al CIS. La città non può permettersi di giocare intorno alle postazioni come vuol fare chi è ha governato per sette anni.
Non possiamo perdere nemmeno un minuto, è fondamentale che queste ricadute determinino una condizione decisamente diversa per il futuro di Taranto e provincia”.
