“Voglio rassicurare il sindaco Melucci che siamo già al lavoro con il ministro Foti per organizzare il Tavolo del Contratto istituzionale di Sviluppo (CIS) al fine di un migliore e immediato utilizzo delle risorse del Just Transition Fund, nel quadro di un modello di sviluppo ecosostenibile”. Lo ha affermato nella giornata di sabato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “In questo contesto, la siderurgia potrà svolgere il suo ruolo e Taranto, grazie anche al Tecnopolo Mediterraneo, può diventare modello internazionale”, ha aggiunto.
Mercoledì 29 era stato il viceministro Vannia Gava, a Taranto per presenziare all’ultimo carico dei fusti radioattivi dal sito ex Cemerad di Statte e ad una riunione sul SIN di Taranto alla presenza del commissario straordinario Vito Felice Uricchio, a informare i presenti di una riorganizzazione della governance e di una prossima riconvocazione della struttura, per la riattivazione del fondo che contiene svariate centinaia di milioni, tra cui anche le risorse per la bonifica dei sedimenti del primo seno del Mar Piccolo.
Ricordiamo che tutti i Contratti Istituzionali di Sviluppo (tranne quelli infrastrutturali legati ad interventi sulla rete ferroviaria con RFI) hanno subito una battuta d’arresto, non sono stati revocati, ma congelati dal gennaio 2023. Quando si era concluso lo spoils system del governo Meloni, pratica prevista dalla legge 400/1988 (articolo 18), che stabilisce che i decreti di nomina dei dirigenti che dipendono dalla Presidenza del Consiglio o dai vari ministeri, cessino la loro efficacia alla data del voto di fiducia di un nuovo esecutivo.
I responsabili unici dei vari CIS erano quindi decaduti, compreso il responsabile del contratto di Taranto, perché di nomina ministeriale e dipendenti dall’Agenzia di Coesione che a sua volta era vigilata direttamente dal Presidente del Consiglio dei ministri. Quest’ultima soppressa con il decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, recante disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del piano degli investimenti complementari al PNRR (Gazzetta Ufficiale n. 47 del 24 febbraio 2023) che ha introdotto alcune misure per il potenziamento delle politiche di coesione e per l’integrazione con il PNRR. Tutte le funzioni nonché le risorse umane, strumentali e finanziarie dell’Agenzia furono quindi trasferite al Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Dopo di che, il buio assoluto.
L’ultimo Responsabile Unico del Contratto Istituzionale di Sviluppo Taranto era stato proprio il Direttore generale dell’Agenzia di Coesione Paolo Esposito, nominato nel corso della riunione del Tavolo istituzionale permanente sul CIS Taranto, presieduta dall’allora ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, che si svolse il 13 luglio 2021.
L’ultima riunione del CIS Taranto si svolse 10 settembre 2022 in videoconferenza (dunque oltre due anni e mezzo fa), quando oramai il governo Draghi stava terminando i suoi giorni. Quel giorno il Tavolo istituzionale permanente del CIS Taranto, presieduto anche in quell’occasione dal ministro Mara Carfagna e dal dr. Paolo Esposito, servì solo come aggiornamento e riepilogo rispetto a quanto svolto nell’ultimo anno di lavoro, in particolar modo dall’ultima riunione del 7 dicembre 2021 (nella quale venne decisa un importante rimodulazione dei fondi inerenti ad alcuni progetti), senza che si registrarono alcuna novità particolare sui tanti progetti in corso.
Secondo quanto emerse dalla relazione svolta dal RUC Esposito (che è stato in carica sino al gennaio 2023), il CIS Taranto contava cantieri aperti per un valore pari a circa 570 milioni di euro, quasi 200 milioni in più rispetto a quelli attivi fino a dicembre 2021. Un risultato che secondo la relazione del dott. Esposito sarebbe stato ottenuto grazie alla due diligence condotta sui progetti (con particolare attenzione a quelli incagliati che sono all’incirca pari al 6%) e alla rimodulazione delle risorse per sbloccare fondi inutilizzati e destinarli a interventi di più immediato impatto sociale e ambientale.
Che sia arrivata la volta buona per rivedere il CIS Taranto nuovamente all’opera?
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/08/12/il-cis-taranto-e-stato-congelato/)
