Incute timore quella facciata rimasta in piedi dell’immobile semicrollato in vico Casalino, sovrastante via Di Mezzo. L’immobile diroccato si affaccia precisamente su largo Pittarella (più conosciuto “come larie d’u Chiappine”, dal soprannome dell’originario residente, Giuseppe Murianni, noto mitilicoltore), nei pressi di pendio La Riccia, dove sono in fase di ultimazione i lavori di restauro a un edificio destinato a civili abitazioni, di proprietà di Pierpaolo Lupo, tecnico elettronico con la passione per la Città vecchia.
“Siamo già a tre solleciti inviati all’ufficio tecnico del Comune perché provveda alla messa in sicurezza, allegando foto che provano la situazione di grave pericolo. Ma a tutt’oggi la situazione resta inalterata nonostante l’impegno dei tecnici comunali – dice Lupo – Nel 2018, dopo il crollo totale del palazzo adiacente, se sono avuti altri due parziali nelle immediate adiacenze. Inoltre nello scorso ottobre avvertimmo un grande tonfo in quella zona. Temendo gravi conseguenze, anche per il nostro cantiere, chiamammo subito i Vigili del Fuoco che fecero quel poco che potevano fare, promettendo che avrebbero inoltrato una relazione all’ente competente, dal quale risposero che già erano a conoscenza della situazione”.
Pierpaolo Lupo spiega che si è provveduto ad emettere apposita ordinanza per i lavori di messa in sicurezza nei confronti dei proprietari e dei loro eredi ma a tutt’oggi non si è ottenuta alcuna risposta. “Cosa fare? Visto che nessuno ne reclama la titolarità, per eliminare la situazione di pericolo, il Comune potrebbe far demolire quel pochissimo che rimane della facciata, cioè il primo e secondo piano, lasciando in piedi i locali pedanei, che corrispondono al terrazzo della mia proprietà. Così, se qualcuno intendesse ricostruire quell’immobile, potrebbe ripartire da lì. Ma in verità dubito molto che ciò accada”.
Il proprietario spera che, in ogni caso, la messa in sicurezza o l’abbattimento possano avvenire per la conclusione dei lavori di ristrutturazione del suo immobile, cioè entro qualche mese, così da venire ad abitarci in tranquillità. “In fondo –conclude – la Soprintendenza ne ha concesso il permesso, essendo quell’immobile, semi crollato, di irrilevante importanza storico-urbanistica. D’altronde proprio il Comune ha in programma di procedere al recupero di palazzo Calò, destinato a residenza universitaria, che è proprio di fronte a quello spezzone di edificio: non saprei proprio con quale tranquillità potrebbe operare il relativo cantiere”.
Senza contare che anche quel tratto di via Di Mezzo tra qualche settimana sarà interessato dai Riti della Settimana Santa, in particolare al passaggio della processione dell’Addolorata. Sarà possibile (si chiede Lupo) farla svolgere in tranquillità, senza che quella facciata possa collassare improvvisamente?
