La gestione dei 9 asili nido comunali di Taranto resterà pubblica. Il clamoroso dietrofront dell’amministrazione comunale era stato preannunciato, attraverso una nota ufficiale del Comune, nel pomeriggio del 3 febbraio.
Il sindaco aveva, infatti, dichiarato che al termine di un’ennesima riunione tecnica era stata individuata una variazione di Bilancio grazie alla quale salvaguardare la gestione pubblica dei 9 asili nido comunali.
La notizia è stata poi, confermata in apertura dell’odierna seduta monotematica del Consiglio comunale, attraverso le parole dell’assessore al ramo Federica Simili: solo per le strutture in consegna per i prossimi mesi, quella di Talsano e quella di Paolo VI, sarà avviata la gestione privata.
Determinante, a detta di quanto esposto dalla Simili, la collaborazione tra sindaco, dirigente alla programmazione economico-finanziaria, Simone Simeone, e presidente della Commissione consiliare interessata, Patrizia Mignolo.
I sindacati, tuttavia, rifiutano tale semplificazione e rivendicano il proprio ruolo nella vicenda: “È irrispettoso nei nostri confronti – ha commentato in aula Fabio Ligonzo della CISL Funzione pubblica – sono anni che parliamo dei nidi comunali sotto molteplici punti di vista”.
Anche per Tiziana Ronsisvalle della CGIL Taranto quello ottenuto oggi è il risultato della sinergia tra tutte le parti in causa, che si sono mosse nella stessa direzione.
Dalle parti sociali emerge l’importanza di considerare il servizio educativo quale cura e non parcheggio, ma soprattutto di valorizzare l’importanza del lavoro delle educatrici comunali, di proseguire nel confronto con l’amministrazione per sostenere le famiglie nel pagamento delle rette, per avviare i corsi professionalizzanti alle educatrici e l’avanzamento di carriera, per l’acquisto di materiale utile al lavoro da svolgere con i bambini.
Si rimarca, inoltre, la necessità di mantenere la gestione pubblica in tutti gli asili nido tarantini: “Sono stata una delle ausiliarie che hanno lavorato negli asili privatizzati nel 2020: ci siamo trovate di fronte alla negligenza verso i bambini, potrei parlare per ore di quello che abbiamo visto in quel frangente e di cosa abbiamo dovuto fare per sopperire. Dico solo questo: per noi la privatizzazione non deve esistere”, ha dichiarato Aurora Fon dello Slai Cobas.
Anche i genitori hanno più di un sassolino da togliere dalle proprie scarpe: “Vogliamo ribadire al sindaco, anche se è assente – spiega la presidentessa della Consulta di gestione dell’asilo nido del Vasto, Sara Mastrobuono – che non abbiamo alcuna lente ideologica. Non ci accontentiamo di cambi repentini di umore politico su questioni così delicate, abbiamo bisogno di certezze. Tuttavia, la voce delle famiglie funga da monito per il futuro: il territorio di Taranto si sta impoverendo sempre di più, i nidi comunali sono presidi educativi e vanno tutelati. Non lavatevi le mani chiedendo soluzioni a noi, la cattiva gestione economica è vostra responsabilità, basta alle guerre tra poveri. Sull’infanzia e l’educazione si investe, non si risparmia”.
La retromarcia del Comune, insomma, non basta: le parti alzano il tiro e chiedono maggior attenzione alla delicata fascia dei bambini di età compresa tra 0 e 3 anni, per i quali l’amministrazione deve sicuramente investire maggior tempo ed energia, almeno stando ai recenti risultati delle classifiche nazionali.
Le modalità con cui si è tentato di privatizzare il servizio educativo, le motivazioni e in generale tutta la gestione della questione diventano oggetto delle critiche incrociate di associazioni e sindacati: la sensazione, da più parti, è che il rischio non sia del tutto passato e che si sia creato un pericoloso precedente per il futuro.
“Oggi può cominciare una nuova era – chiosa Linda Boccuzzi del Gruppo nazionale Nidi Infanzia – basata sul confronto: nel gestire la cosa pubblica, dobbiamo assumere l’abitudine di condividere le problematiche con l’associazionismo, i lavoratori, i sindacati. Non si passi più sulla testa delle persone coinvolte come i carri armati”.
Il PD chiede che l’impegno a non privatizzare i nidi comunali sia esteso anche alla strutture che saranno consegnate nei prossimi mesi, l’opposizione di centro-destra evidenzia quanto sia sbagliato eliminare il baluardo educativo comunale proprio nelle periferie e invita non festeggiare prima che la decisione sia ufficializzata.
“La maggioranza mi ha ascoltato – afferma poi la consigliera Patrizia Mignolo – mi assumerò la responsabilità di un Bilancio ingessato, ma il fine era tutelare lavoratori e famiglie”.
È la consigliera Bianca Boshnjaku a sottolineare, invece, nel suo intervento l’importanza del servizio ai fini dell’occupazione femminile, altro tasto dolente per il capoluogo ionico: una correlazione, quella tra asili nido comunali ed emancipazione delle donne, che spesso viene ignorata e sottaciuta.
Una possibile spiegazione politica di quanto accaduto vene suggerita da Antonio Lenti: “Io penso che questo cambio improvviso di idee sugli asili nido – ha ipotizzato il consigliere dei Verdi – sia servito solo a scavalcare la data del 24 febbraio, termine oltre il quale l’attuale amministrazione potrebbe essere sfiduciata e andare a casa, alla luce di qualche mal di pancia di cui abbiamo avuto sentore all’interno della maggioranza attuale”.
L’opposizione mette in piedi un maxi emendamento alla mozione odierna: mantenere la gestione pubblica dei nidi comunali, inclusi quelli di prossima apertura, e impegnare l’amministrazione ad attuate tutti quei provvedimenti amministrativi atti ad eliminare dal DUP la parte in cui si parla della privatizzazione degli asili.
La mozione, così emendata, viene approvata dalla massima assise cittadina all’unanimità: la gestione dei nidi tarantini resta, pertanto, pubblica; si attende, ora, l’ufficialità con cui l’amministrazione dovrà tradurre in fatti quanto annunciato.