Tredici morti nel 2024, più di uno al mese. Una catena di lutti che grida vendetta. È definita strada killer la statale 100 Taranto-Bari, nel tratto tra Massafra e Gioia del Colle, da anni teatro di incidenti gravissimi e al centro anche di feroci polemiche e di appelli per la realizzazione di opere di messa in sicurezza. Qualcosa, negli ultimi mesi, si è smosso.
Fu il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, nel maggio dello scorso anno, a promettere di sbloccare gli iter autorizzativi e avviare interventi strutturali e non palliativi.
L’installazione nel territorio di Mottola di tutor con limite a 70 Km/h (a scendere in direzione Taranto), zebrature stradali con interdizioni del sorpasso in determinati punti e modifiche alla segnaletica orizzontale hanno prodotto alcuni risultati. Ora si attendono significativi passi in avanti per la realizzazione di 4 corsie nel tratto da San Basilio, anche con l’installazione di una rotatoria stradale, a Gioia del Colle (il progetto complessivo include anche la direttrice opposta verso Massafra).
«Ci auguriamo – sbotta Vanni Caragnano, presidente del Comitato Strade Sicure – che spingano sull’acceleratore. L’intervento è fermo con le quattro frecce diciamo così al Ministero della Cultura perché la Divisione 5, che mette insieme le Soprintendenze, non riesce ancora ad esprimere parere. Anche il decreto di valutazione di impatto ambientale che emana il Mase è fermo perché se non arrivano i pareri delle Soprintendenze da parte del Mibact non possono chiuderlo. Io chiamo ogni 15 giorni alla Divisione numero 5 e ribadisco ogni volta al funzionario che sono interessati due Ministeri, quello dell’Ambiente e quello delle Infrastrutture e Trasporti, che l’opera ha una copertura finanziaria fra i 140 ai 150 milioni e che un’intera comunità sta aspettando».
Caragnano ricorda che il 16 aprile «cade l’anniversario della morte di quella mamma e di quel bambino di Palagiano schiacciati da un tir. Quel giorno probabilmente faremo una manifestazione e tracceremo una linea per capire cosa è stato realmente fatto. Salvini, diciamo così, ha pronto l’assegno ma se non arriva la conferenza dei servizi di Anas, che è bloccata, non andiamo avanti. Tutto il meccanismo è a catena. Salvini disse: per me nulla osta, lo finanzio io l’intervento. Il Ministero peraltro ha finanziato la progettazione del tratto successivo, quello che parte da San Basilio, dove ora ci sono i tutor e le zebrature. Anas sta già lavorando sull’ampliamento a quattro corsie».
Nelle more dell’ampliamento delle corsie, il Comitato strade sicure ha proposto al Comune di Mottola di installare «postazioni fisse di autovelox in prossimità di San Basilio per debellare il rischio di paurosi incidenti. Sarebbe interessante conoscere gli esiti dei rilevamenti del tutor esistente nell’ultimo tratto verso Massafra, anche in termini di sanzioni. Si era pensato inizialmente di metterne due, uno a scendere e l’altro a salire, sotto la galleria, poi hanno cambiato idea».
Proprio nelle scorse ore, intanto, il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Tullio Ferrante, ha annunciato l’avvio di una convenzione con Anas che, nelle prossime settimane, «consentirà di introdurre agevolazioni tariffarie nel tratto dell’autostrada A14, Taranto Nord-Bari Sud, in via sperimentale e per un periodo di tempo limitato, così da valutare l’impatto della misura rispetto alla riduzione di traffico sulla strada statale». E dopo «il vaglio dei risultati del periodo sperimentale, si potrà valutare l’efficacia della soluzione per rendere finalmente la SS 100 meno trafficata e più sicura».
In realtà, ribatte Caragnano, «è solo un accordo di concessioni governative con Autostrade per un tratto. Che poi si trovi a ridosso della statale 100 e che la 100 è sottodimensionata rispetto al traffico e quindi si vuole invitare l’utenza ad andare in autostrada, posso garantire che c’è già tantissima gente che sceglie l’autostrada. Questo tavolo tecnico tra Ferrante e Autostrade è in piedi da un anno e mezzo e sono stati appena avviati i processi per i calcoli di una riduzione del pedaggio, non per la gratuità».
Sullo sfondo resta il numero insopportabile di vittime su una strada che avrebbe dovuto essere messa in sicurezza molto prima. «Tanti anni – ammette Caragnano – di immobilismo. Qualcuno si è messo a gridare dal territorio ed è stato ascoltato proprio perché si facessero almeno interventi tampone. A dicembre abbiamo inaugurato in viale Jonio, a Mottola, un monumento dedicato alle vittime della strada, che rappresenta un punto di riflessione e di sensibilizzazione. Adesso attendiamo con ansia che quanto meno venga fatto un progetto di massima del tratto successivo che non esisteva nemmeno nell’orizzonte temporale della Regione Puglia. Sono stato io a insistere con l’Ufficio Mobilità per fare inserire le 4 corsie nel tratto dopo San Basilio. Ovviamente la mia battaglia non finisce qui».
Nel 2024 «tredici persone – commenta amaramente il presidente del Comitato vittime – hanno perso la vita su quella strada. Un dato tristissimo. Noi viviamo purtroppo in uno stato-paese dove se non ci sono i morti, e devono essere anche tanti perché serve un fenomeno eclatante, nessuno fa nulla».


