La tradizione dei riti santi che si svolgono in l’Italia meridionale, precisamente a Taranto a confronto con quelle celebrate in Andalucia, Granada. Questo è l’obiettivo del progetto (pcto) “L’oro di Taranto – Be Essence”, promosso dal Liceo Artistico “V. Calò”, che ha permesso agli alunni della classe V-L di esplorare l’arte orafa tarantina e reinterpretarla in chiave contemporanea.

Lo scambio dei documenti e delle testimonianze ha permesso la scoperta dell’origine della tradizione religiosa che da anni indentifica questi territori.

“Da anno seguo un filone di ricerca dal quale è emerso che un uomo meridionale, arrivato in Spagna, ha insegnato la celebrazione dei riti della Settimana Santa, questo vuol dire rimescolare le carte della storia e capire che la nostra cultura è stata esportata nelle altre parti dell’Europa e del mondo”, spiega il dott. Gigi Montenegro, presidente dell’Associazione ‘La Veste Rossa’ ed ideatore del progetto.

I giovani artisti, durante gli incontri, hanno consolidato le competenze acquisite nell’anno scolastico e hanno avuto modo di scoprire l’arte che si nasconde tra le mura della Città Vecchia come ha spiegato la dirigente scolastica del Liceo Artistico ‘V. Calò’, Dott.ssa Rosanna Petruzzi “Le opere realizzate dagli studenti sono state create sulla base del patrimonio storico e architettonico custodito nella città vecchia. Dopo averla visitata, hanno iniziato a creare i loro lavori”

Guidati della Prof.ssa Concetta Solidoro, tutor d’aula, e del Prof. Armando Blasi, tutor aziendale per l’Associazione ARTAVA, hanno realizzato opere d’arte uniche, tra cui la rappresentazione della Via Crucis, simbolo del dialogo tra passato e presente. Tutti i lavori degli studenti sono stati esposti all’interno della mostra, visitabile nella sede dell’associazione a Taranto Vecchia.

Durante la conferenza, svolta nel Salone degli Specchi del Comune di Taranto, è stata sottolineata dal Dott. Gigi Montenegro, presidente dell’Associazione ‘La Veste Rossa’, l’importanza dei continui studi sul patrimonio culturale della città “La ricerca non distribuisce certezze, al contrario semina dubbi, perché in questi campi la carenza di documenti non permette di lavorare al 100%. Grazie alla costanza con la quale si ricerca, possiamo fornire delle piste da seguire piste per riuscire, anche se in parte a ricostruire la storia”.

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