Entro fine mese potrà essere finalmente inaugurato il secondo lotto della Tangenziale Sud, mentre la Tangenziale Nord che era caduta nel dimenticatoio ed è tornata alla ribalta solo dopo un servizio di “Striscia la notizia” – è destinata a restare un’opera incompiuta perché al momento si sta ragionando su altre priorità, compresa l’idea di prolungare il tratto autostradale. A fare chiarezza su progetti e tempi di realizzazione, in una intervista rilasciata al Corriere di Taranto, è il generale Luca Steffensen, ex comandante provinciale dei carabinieri di Taranto e attuale capo di gabinetto della Provincia. «Ormai – assicura – ci siamo. Il tratto del secondo lotto della Tangenziale Sud, tanto atteso, che collegherà il rione Salinella con Taranto 2, andando a connettersi alla bretella in direzione Base Navale su viale Jonio, aprirà entro fine febbraio. Avrebbe dovuto essere inaugurato il 23 gennaio ma sono sorti piccoli problemi che nel frattempo sono stati risolti. L’attesa sta per finire».

Generale, si tratta di un’opera strategica per la mobilità del capoluogo ionico e dei territori orientali della provincia. Ci spieghi meglio: a cosa sono dovuti i ritardi?

«Non abbiamo potuto rispettare la data del 23 gennaio per ragioni di sicurezza in quanto sotto un viadotto si è pensato di mettere dei muri di contenimento e di usare questa tecnica dello spritz beton, conosciuto anche come calcestruzzo proiettato, cemento che viene spruzzato sul terrapieno insieme a dei ganci che vengono messi nel terreno. Tecnica che permette di consolidare la parte sottostante. Questo ha comportato uno slittamento, anche se non di molto. Proprio ieri ho fatto un sopralluogo, mi sono recato sul posto, e posso dire che la strada praticamente è terminata».

Cosa manca ancora?

«C’è bisogno della segnaletica orizzontale, di qualche tratto di guard-rail che deve essere installato e poche altre cose. Mancano solo gli ultimi aggiustamenti e le ultime accortezze. Entro fine mese la inaugureremo. Questo è veramente un grosso passo avanti per la mobilità di tutta la città perché non si passerà più dalla zona Santa Rita, via Ancona e viale Magna Grecia. Chi deve raggiungere la litoranea e le zone di San Vito e di Lama dal ponte punta penna praticamente imboccherà una superstrada. Si arriva molto rapidamente bypassando completamente il centro cittadino. È un’opera molto importante a cui il presidente Melucci teneva particolarmente».

Quali i costi e i tempi di realizzazione?

«Parliamo di un impegno di spesa di circa 22 milioni di euro. Ci sono voluti quasi 4 anni per fare tre chilometri e duecento metri che sembra effettivamente un tempo molto lungo per un tratto abbastanza breve, ma sulla direttrice dell’arteria c’erano le cosiddette interferenze. Le condotte dell’Acquedotto passavano in più punti per andare verso San Vito e verso Lama e interrompere un acquedotto e spostarlo è molto complesso. Nello stesso tempo c’erano le linee dell’alta tensione, che passavano non tanto per via aerea ma sotto terra proprio sulla direttrice della strada. Quelle interferenze hanno comportato dei ritardi notevoli».

E comunque per questo secondo lotto c’è voluto meno tempo del primo…

Luca Steffensen

«Mi interesso di questo secondo lotto da quando sono arrivato qui, quindi da fine marzo, inizi aprile dello scorso anno. Abbiamo cercato di dare un input molto forte affinchè questa strada fosse aperta. In più abbiamo avuto, e questo ci dispiace molto, un incidente mortale sul lavoro, il 9 aprile, del tutto fortuito se pensiamo alle circostanze in cui è avvenuto. Questo ha comportato la chiusura del cantiere per quattro mesi perché altrimenti anche prima di Natale sarebbe stato consegnato. Vorrei dire che rispetto al primo lotto, il secondo è completamente illuminato. Ci ripromettiamo però di illuminare anche il primo, di ritornare indietro e illuminare il primo, e nello stesso tempo siamo in contatto con la Regione affinchè si finanzi nel più breve tempo possibile il terzo lotto, quello che porterà da via Rapiddi fino al cimitero di Talsano, dove si aggancerà con la famosa Talsano-Avetrana (regionale 8)».

Si parla del terzo e ultimo lotto. Non sembra vero. Quali i tempi?

«La progettazione è già stata fatta. Il finanziamento dal Ministero dei Trasporti al momento è congelato. Si tratta di circa 50 milioni di euro. Non possiamo azzardare i tempi ma ci stiamo lavorando e vorremmo proseguire nel più breve tempo possibile in modo da completare l’opera perché anche questo è un obiettivo del presidente: dobbiamo cantierizzare la Talsano-Avetrana. Si tenga presente che se ne parla dalla fine degli anni Novanta. Però abbiamo superato tutti gli ostacoli possibili e immaginabili, soprattutto burocratici, e ambientali. Anche lì manca poco per andare in gara. Io penso che in un paio di mesi si possa andare in gara e quando si va in gara significa che il finanziamento c’è per tutta l’opera. Vuol dire che tutti i vincoli sono stati superati, vuol dire che le nove amministrazioni sono andate in consiglio comunale per approvare il piano urbanistico. Si sono fatti dei grossi passi in avanti».

Generale, passiamo all’argomento Tangenziale Nord. Il progetto per realizzare l’infrastruttura, che avrebbe dovuto collegare in maniera più rapida Taranto con lo sblocco autostradale, si trascina ormai da 30 anni. Il tratto realizzato giace in stato di abbandono e di questa opera non c’è praticamente più traccia essendo stata estromessa anche dal Piano Regionale dei Trasporti 2021-2030. Cosa è accaduto?

Questa strada, progettata dall’ingegner Cimini alla fine degli anni Settanta, primi anni Ottanta, prevedeva, un prolungamento dal ponte punta penna fino ad arrivare alla sp48, quindi Statte. Si voleva bypassare anche lì la città. È una strada che però ha incontrato delle difficoltà perché si attraversava una cava di proprietà di Caramia che in quel momento era attiva e dunque è stata fatta una grossa opposizione quando c’è stato l’esproprio. Una opposizione che è stata vinta dal proprietario della cava e per questo c’è stata una variante al progetto originario. Nelle more di questa diatriba civilistica si è pensato alla fine degli anni Ottanta di fare il secondo lotto, la parte centrale dell’arteria. È stato realizzato anche abbastanza rapidamente, anche se non completato con gli svincoli. Ma è solo un rettifilo con alcuni pilastri che dovevano reggere il famoso quadrifoglio di uscita ed entrata da questa strada. Dopodichè, quando si è tornati indietro per la questione del primo lotto si sono persi altri anni e i finanziamenti non si sono più trovati. Quindi la strada, che forse aveva ragion d’esistere in quegli anni, poi probabilmente non ha trovato più la stessa utilità. Oggi è una delle tantissime opere incompiute che ci sono in Italia».

Cosa è emerso dall’incontro a Bari con l’assessore ai Trasporti Debora Ciliento?

«Abbiamo partecipato alla riunione in Regione per dire: è attualizzabile? Possiamo ancora investire delle cifre decisamente diverse rispetto a quelle degli anni Ottanta per farla? Su questo ci stanno lavorando i tecnici, nostri e della Regione, perché in realtà forse la priorità è quella di raggiungere il casello di Massafra nel minor tempo possibile. Con l’apertura della Tangenziale Sud quando sarà finita che consentirà di bypassare la città, le criticità restano quando si esce al casello, dove c’è un forte rallentamento. Ci sono le famose rotatorie di Massafra. Si sta comunque lavorando con Autostrade anche a una fattibilità per prolungare l’autostrada più avanti, quanto meno con un bypass per così dire a Massafra. Strategicamente adesso si sta rivendendo un po’ tutta la viabilità».

Quindi, si può ritenere accantonato adesso il progetto della Tangenziale Nord?

«Non mi sento di utilizzare la parola fine perché potrebbe essere sempre una bretella di una certa utilità, anche se dal ponte punta penna si può prendere la Taranto-Brindisi, imboccare direttamente l’uscita Tamburi e la sp48 per andare a Statte. Ribadisco: non è accantonata del tutto ma ci sono altre priorità».

 

 

One Response

  1. Esistono le conferenze di servizi, in modo che ciascun Ente (AQP, ENEL…) FACCIA IL PROPRIO IN TEMPI PRESTABILITI E NON RICHIEDANO 4 ANNI PER UN’OPERA COSÌ IMPORTANTE PER LA VIABILITÁ….

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