Nel prolisso e farneticante comunicato stampa di alcuni giorni fa del signor G. mancava la notizia (la comunicazione non è mai stato il suo punto forte, ndr): ovvero la conferma o meno di un nuovo pignoramento sul conto corrente del Taranto FC 1927.
Trovare uno dei tanti fornitori che vantano, alcuni da qualche anno addirittura, crediti più o meno sostanziosi, non è stato difficile. Parliamo in alcuni casi di poche migliaia di euro (d’altro canto una delle penalizzazioni di questa stagione è giunta per un omesso pagamento di oltre 5 mila euro). Il conto attualmente risulta ancora pignorato e lo era già da prima della controfferta di Campbell.
Nonostante la bravura, questa gli va riconosciuta, del signor G. nel dribblare queste situazioni, a questo punto della storia, che sta facendo il giro dell’Italia, o soddisfa i creditori oppure il conto corrente del club rimarrà nel pantano del pignoramento.
La legge è legge e questa volta l’ottava vita dovrebbe spenderla per evitare il rischio concreto che il 17 febbraio prossimo il Taranto FC 1927 venga escluso dal campionato di serie C, con relativa perdita del tanto amato “tessooooorooooo”: il titolo sportivo.
Scavando nei meandri delle carte, siamo risaliti al nome e cognome di un creditore, tra l’altro eccellente nel suo ambito, e lo abbiamo contattato.
Si tratta dell’Avv. Cesare Di Cintio di Bergamo, fondatore dello studio legale DCF Sport Legal, specializzato in consulenza ed assistenza giuridico-sportiva a favore di atleti, dirigenti, società e federazioni sportive. Lo scorso maggio è stato nominato miglior avvocato di diritto sportivo in Italia nel corso di un evento organizzato da Milano Finanza.
Avvocato Di Cintio, a quanto ammonta il credito che vanta nei confronti del Taranto FC 1927 e da quanto tempo è oggetto di discussione?
“Si tratta di una questione professionale e come tale è coperta da segreto. Per tale motivo non posso e non voglio parlarne”.
Quante volte le hanno promesso la soddisfazione del suo credito?
“Chi lavora ha diritto di esser pagato, le promesse non rilevano e non contano in questi casi”.
Quando ha deciso di far pignorare il conto?
“Le procedure esecutive sono scandite da tempi lunghi che risalgono ed evolvono nel tempo e si sviluppano secondo norme di legge”.
Se ha seguito la trattativa, sia pur a distanza, la trattativa per la cessione del Taranto FC 1927 all’Apex di Mark Campbell, ci può dire se è stata condotta nella maniera giusta?
“Non conoscendo i dettagli, non sono nelle condizioni di esprimere un giudizio compiuto. Tuttavia come in tutte le cose, si può sempre fare meglio. Certo è anche vero che con il senno di poi è sempre facile dare giudizi. Bisogna trovarsi nelle situazioni per poterle capire fino in fondo”.
Ci dica almeno che idea si è fatto?
“Penso che su questa vicenda ci sia stato troppo clamore che ne ha turbato comunque la serena evoluzione. Tutti hanno avuto la frenesia da conferenza o da comunicato stampa. Le operazioni prima si chiudono e poi si comunicano. Nel caso-Taranto c’è stata, mi sembra, una corsa ai riflettori da parte di molti”.
Terminerà in una lite legale?
“Le battaglie legali hanno dei costi e necessitano di risorse che forse sarebbe meglio destinare al club”.
Come vede il futuro del calcio di terza serie?
“Un futuro certamente tutto da scrivere, Oggi penso sia necessario ridisegnare l’area del professionismo che, purtroppo, l’attuale sistema non riesce a sostenere”.
Il noto giornalista Alfredo Pedullà, ha parlato di girone C falsato da Taranto e Turris. Che pensa?
“Sicuramente l’equilibrio competitivo può esser turbato da queste vicende anche se ritengo che il medesimo non sia, al momento, compromesso. Certo se dovessero esserci delle esclusioni, con le conseguenze di classifica che ne deriverebbero, allora il discorso cambierebbe. Mi auguro che Taranto e Turris risolvano i loro problemi per il rispetto che i tifosi meritano”.

