Non ci lascia nemmeno formulare la prima domanda che  – Valerio Antonini, vulcanico presidente del Trapani, che negli ultimi mesi ha attaccato attraverso i social il suo “collega” tarantino – subito prende il sopravvento: “Taranto è una bellissima città, l’adoro. Uno snodo cruciale nel Mediterraneo, degna sede dei prossimi Giochi. Mi dispiace che stiate passando per colpa di questo signore una situazione aberrante ed indecente”.

Dunque, ci conferma che il campionato di serie C, girone C, è falsato?

“Se ti siedi ad un tavolo, sapendo già che non riesci ad arrivare dopo tre mesi a saldare stipendi dei giocatori ed erario, per me è una truffa. La Lega si dovrebbe costituire parte civile assieme a tutte le altre società e fare in modo che questo signore paghi i danni a tutti coloro che sono vittime del suo comportamento. Taranto non merita tutto questo. Sicuramente credo che il club non pagherà nulla entro il 16 febbraio e verrà escluso dal campionato e con questo ci ritroveremo con una stagione falsata ed una frittata bella è fatta.

Sono cose troppo gravi per lasciarle perdere. Io me la prendo molto di più con il Taranto che con la Turris, perché questa bene o male sta cercando in qualche modo di risolvere la situazione. I giocatori non scioperano, c’è ancora la prima squadra che scende in campo, sinora si sono comportanti in maniera molto seria. Non posso dire la stessa cosa del Taranto che sta giocando con la squadra primavera, mortificando la storia gloriosa di una società che ha fatto tantissimi anni di serie B e che ha un pubblico fantastico.

Sono, inoltre, curioso di vedere la fideiussione fornita dal Taranto per l’iscrizione al campionato. Lo chiederò in maniera forte alla Lega nel caso venga escluso dal campionato”.

La diatriba a distanza con il suo “collega” di  Taranto comincia con la mancata cessione del difensore Antonini, poi ingaggiato dal Catanzaro, al suo Trapani. Perché non ha denunciato le presunte scorrettezze di questa trattativa?

“Non l’ho fatto per la pochezza del personaggio. Mi sono detto che non valeva la pena perdere tempo con situazioni del genere. Ma poi quando ho visto durante questa stagione che, nonostante tutti i soldi incassati con Antonini prima e Kanoute, Ferrara, Enrici e chissà quanti altri poi, il Taranto non ha pagato nulla, non potevo restare in silenzio. Questo signore dovrebbe dire dove sono finiti quei soldi. Dove li ha messi? Nella famosa società di consulenza che ha cercato di utilizzare con me, pensando di truffarmi, quando voleva vendermi il difensore Antonini?

Dobbiamo ripulire il calcio da certi elementi perché sono tossici, questo è il problema. Quando si farà piazza pulita, vedrà che i costi di gestione per i club diminuiranno. Questi elementi vanno avanti grazie anche a procuratori conniventi e mi assumo la responsabilità di quello che dico. C’è troppa gente che sopravvive in questo sport in una certa maniera e contribuisce a rovinarlo. Rovina i settori giovanili e rovina categorie come la serie C che costa milioni di euro a chi la fa seriamente come noi, l’Avellino, il Benevento o il Catania”.

Cosa si sente di dire ai tifosi del Taranto per rincuorarli in qualche modo?

“Purtroppo non hanno Valerio Antonini come presidente. Quello che posso dire ora è che peggio di come stanno andando le cose, è impossibile. Il sacrificio di ripartire da categorie dilettantistiche sarà inevitabile ma credo che Taranto diventerà una piazza super appetibile anche dall’Eccellenza per imprenditori che vogliono investire seriamente e riportare il club del giro di qualche anno tra i professionisti. Occorre, purtroppo, sperare in un fallimento che porti all’azzeramento di tutta la struttura attuale.

Oggi il tarantino deve pretendere, dalle istituzioni, rispetto per la storia del club e soprattutto che il club venga dato in mano a persone serie che non distruggano l’immagine della città come ha fatto questo signore che non voglio nemmeno nominare”.

Senta ma lei è mai stato interessato a rilevare il Taranto?

“Si. Tre mesi prima di comprare il Trapani. Mi fu proposto. Ci pensai un po’, però poi mi resi conto che dall’altra parte c’era qualcosa che non quadrava e mi sono tirato subito indietro”.

Ci tolga una curiosità: poi per queste sue uscite caustiche sui social, è mai stato querelato?

“No. Mi deve querelare perché ho detto la verità? Ma magari. Non è stupido, non ce lo fa sto regalo, perché se poi ci querela per diffamazione su una cosa che è vera – ho le registrazioni ed anche un testimone- io poi lo denuncio per calunnia e gli toccherebbe pure pagarmi”.

 

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