Per circa due anni, più o meno dal 2022 al 2024, la classe politica tarantina (a tutti i livelli dal consigliere comunale al parlamentare) ha dimenticato di battagliare per l’apertura ai voli civili dell’aeroporto di Grottaglie, lasciando soli i vari comitati costituitosi per perorare la causa.

Improvvisamente tra la fine dell’anno scorso e l’inizio di questo 2025, guarda caso l’anno delle votazioni per il rinnovo del Consiglio regionale, in maniera trasversale, tanti esponenti politici hanno ripreso ad occuparsi insistentemente di questa vicenda che ha attraversato in precedenza numerose campagne elettorali.

La diatriba politica si è, di recente, ulteriormente infiammata dopo che il viceministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, il leghista Rixi, ha dichiarato, nella sua sortita tarantina, gelando un po’ tutti, che “la continuità territoriale – ha avvertito il vice ministro – può essere utile quando viene affrontato un momento di difficoltà ma pensare che in Italia si mantengano gli aeroporti sul sostegno da parte del pubblico nel lungo periodo significa illudere il territorio”.

Da qui un botta e risposta, con accuse reciproche tra esponenti del centrodestra e quelli del centrosinistra, con in mezzo gli esponenti del Comitato Pro Aeroporto di Taranto- Grottaglie, i quali hanno fatto appello all’unità, in una battaglia che non può e non deve avere colori politici.

Tant’è che è stata organizzato, proprio qualche giorno fa, un momento di confronto nella sede di Confcommercio Taranto, dall’Unione dei movimenti pro aeroporto, allargato, per l’occasione, a rappresentanti istituzionali ed associazioni.

A vedere la platea, in realtà, il parterre è parso piuttosto limitato nelle presenze. Al dibattito hanno sì partecipato parlamentari (il sen. Mario Turco del M5S e l’on. Giovanni Maiorano di FdI), consiglieri regionali (Renato Perrini di FdI e Massimiliano Stellato di Iv) e comunali (Antonio Lenti di Europa Verde), sindaci (Ciro D’Alò di Grottaglie e Luca Lopomo di Crispiano) e rappresentanti di associazioni (come il presidente di Confapi Taranto Fabio Greco e il presidente del comitato Strade sicure, Vanni Caragnano) ma non sono passate inosservate alcune assenze.

Il riferimento è agli esponenti – di ogni livello – del Partito Democratico e del movimento “Con”, legato al presidente Emiliano, al presidente di Confindustria e a quello della Camera di Commercio, sino ai rappresentanti della giunta comunale di Taranto, a partire dal sindaco Melucci e al suo onnipresente vice Azzaro. Come mai? Momenti come questi non dovrebbero essere condivisi e partecipati?

Evidentemente gli assenti preferiscono affidarsi ai comunicati stampa o ai post social nei quali fanno credere di battersi con foga per una vicenda che interessa un territorio stanco di essere isolato dal resto d’Italia e che addirittura si accontenterebbe (il 15% circa secondo un nostro sondaggio) che venissero potenziati i servizi navetta verso gli aeroporti di Brindisi e Bari. Pensate un po’ come siamo messi…

Restiamo in attesa dei prossimi slogan elettorali…

One Response

  1. Che alcuni politici agiscano solo in funzione delle campagne elettoraliè un fatto, ma il problema aereoporto di Grottaglie è una favola che si racconta da 40 anni senza alcun risultato, malgrado le ripetute ristrutturazioni. Stando così le cose non è che non interessa proprio alle compagnie aeree? Si ogni tanto una delle tante si è fatta avanti e dopo tre voli, fine. Adesso il sindaco tira fuori la disoinibilità di una compagnia. Gli vorrei far presente che queste disponibilità si sono affacciate un diecina di volte e se non si va avanti, domando: non è che l’utenza è sbilanciata su altri territori? Qualcuno può dire quali potenzialità di utenza avrebbe Grottaglie? Anche perchè, come dicevano le nonne di una volta. “non si fanno le nozze con i fichi secchi”

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