Si fa ancora confusione sulle procedure che potrebbero portare alla riapertura dei voli passeggeri dall’Aeroporto Arlotta di Grottaglie, in particolare sullo strumento della continuità territoriale.

Una confusione alimentata soprattutto dalle prese di posizione di alcuni esponenti politici, anche di governo, e dei botta e risposta a livello locale tra Pd e Fratelli d’Italia. La continuità territoriale è una misura legislativa intesa come capacità di garantire un servizio di trasporto che tuteli il diritto alla mobilità e non penalizzi cittadini residenti in territori meno favoriti, anche in talune tratte non remunerative o scarsamente frequentate.

Strumento che si può attuare mediante il finanziamento statale degli obblighi di servizio pubblico a compensazione del disavanzo economico che l’impresa sostiene al fine di assicurare il servizio di trasporto. La legge n° 289 del 27 dicembre 2002 ha esteso anche a Taranto (e ad altre città) le disposizioni previste dall’articolo 36 della legge 17 maggio 1999, n. 144. Questa parte della norma riguardava la continuità territoriale per la Sardegna.

Nel 2022, dunque 20 anni dopo, il Mit ha inviato una sorta di diffida alla Regione, su sollecitazione della Prefettura e del Comune di Taranto e del Comitato pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie, in merito all’attivazione della continuità territoriale, chiedendo «di conoscere le valutazioni …in merito alla possibile attivazione di tale procedimento», considerato «il ruolo propulsore riconosciuto dalla vigente normativa in materia di oneri di servizio pubblico (Osp) alla Regione di volta in volta interessata».

Oltre due anni e mezzo sono trascorsi senza alcuna risposta. A gennaio 2025, in seguito al pressing dei comitati, l’on. Dario Iaia di Fratelli d’Italia ha chiesto alla Regione di fornire uno studio analitico che evidenzi gli elementi che conducono a richiedere gli oneri di servizio pubblico, i collegamenti che si vorrebbero garantire e le ragioni per le quali la rotta da sottoporre agli stessi oneri risulti inadeguata e, quindi, fallimentare dal punto di vista del mercato. Il Regolamento europeo prevede infatti che, qualora uno Stato membro intenda imporre oneri di servizio pubblico, debba preventivamente trasmettere il testo dell’imposizione degli Osp alla Commissione Europea che verificherà che siano soddisfatti tutti i requisiti.

Una volta dato questo riscontro, il Mit è in condizione di dare avvio alla Conferenza di Servizi per l’imposizione degli Osp, anche mediante delega al presidente della Regione. Lo studio di fattibilità è stato affidato al professor Stefano Paleari, già commissario straordinario di Alitalia.

Il vice ministro ai Trasporti Edoardo Rixi, in visita nei giorni scorsi al porto, ha ammesso di non condividere la misura della continuità territoriale per l’Arlotta. Ma la procedura va avanti, a prescindere dalle considerazioni dell’esponente di governo. Continua invece la mancanza di chiarezza.

Il Comitato pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie ha replicato a un intervento di Mattia Giorno (Pd), consigliere del presidente Emiliano, sottolineando che «non esiste alcuna legge involucro del 2022, quella è la diffida inoltrata dal Mit ad Emiliano per avviare la procedura di Continuità territoriale. Inoltre, l’iter avviato con la diffida del 2022 grazie al Comitato non è stato mai bloccato dal Consiglio di Stato, ma Emiliano lo ha dimenticato da qualche parte».

Ed ancora: «è grazie all’attività del nostro Comitato che il direttore generale del Mit, Costantino Fiorillo, ufficializzava nel 2021 che il bacino aereo di Taranto è completamente isolato. Ad oggi Emiliano non ha mai collegato con una compagnia aerea il nostro aeroporto e pertanto il provvedimento di Fiorillo del 30 maggio 2022, riesumato dal nostro dossier da Iaia, intima ad oggi ad Emiliano di provvedere, pena la surroga a Roma dell’intero procedimento di riconoscimento degli Osp ai tarantini».

Il Comitato ribadisce che non è necessaria «una legge sulla continuità territoriale per il nostro Aeroporto, già esiste. Fratelli d’Italia Taranto è da fine 2022 che è stata sollecitata dal Comitato ad agire sulla Continuità territoriale. Adesso che ci sono le Regionali si è degnata di recuperare un atto nostro?».

Associazioni e cittadini ora attendono che sia recepita la proposta avanzata l’altroieri dal sen. Mario Turco (M5S), nell’ambito di un incontro organizzato nella sede di Confcommercio, di presentare una interrogazione bipartisan e che la Regione acceleri per quanto di sua competenza.

L’Unione Movimenti pro Aeroporto di Taranto Grottaglie osserva in una nota di essere «disposta a dar credito alle buone intenzioni, ma continuerà a stare col fiato sul collo, di coloro che possiedono gli strumenti per operare, affinché l’Arlotta divenga parte integrante del sistema aeroportuale regionale e nazionale e gli si riconosca il ruolo che merita».

 

 

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