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“10 giorni con i suoi”, riflessioni spensierate

Nonostante sia alla sua quarta settimana di programmazione nelle sale (a Taranto e provincia lo trovate al Savoia e al multisala Casablanca di San Giorgio Jonico), “10 giorni con i suoi” (regia di Alessandro Genovese, attori protagonisti Fabio De Luigi e Valentina Lodovini), continua ad essere tra i film più visti in Italia in questo momento.

La spiegazione è semplice: parliamo di una commedia adatta a tutta la famiglia e Dio solo sa quanto sia difficile, ai tempi nostri, riuscire a tenere riuniti tutti assieme davanti a uno schermo – grande o piccolo che sia – una famiglia – tipo composta da marito, moglie, un figlio adolescente ed un figlio pre adolescente.

“10 giorni con i suoi” è il terzo capitolo delle “avventure” della famiglia Rovelli cominciata nel 2019 con “10 giorni senza Mamma”, proseguita poi nel 2020 con “10 giorni con Babbo Natale”.

In questo nuovo capitolo, la famiglia Rovelli viaggia verso la Puglia e precisamente verso il Salento, per andare a conoscere i genitori della figlia maggiore Camilla, la quale si trasferirà presto per studiare e vivere con il suo fidanzato, Antonio, figlio dei coniugi Paradiso.

Carlo (Fabio De Luigi, che si conferma una sorta di Fantozzi 2.0, per quanto riesce sempre a mettersi nei guai) non riesce ad accettare l’idea di separarsi dalla primogenita e, soprattutto, di affidarla a un ragazzo di cui non si fida affatto. Tra l’altro non sa che la moglie Giulia (una splendida Valentina Lodovini) è incinta a 45 anni. Da questo altro evento nasceranno equivoci esilaranti, in quanto occorre gestire con gli altri tre figli la possibilità che venga al mondo un altro bambino che vada ad incasinare ulteriormente la quotidianità della famiglia.

Il film gioca, inoltre, sui soliti stereotipi (Centro) Nord-Sud (la Lodovini ne sa qualcosa visto che è stata protagonista di “Benvenuta al Sud”), per cui chi vive giù, nella fattispecie la famiglia Paradiso, ha dei ritmi di vita più compassati, mangia sempre tanto e bene e si gode maggiormente la natura (la location in cui è girato è una bellissima masseria nel Salento, tra Nardò e Galatone, poi ci sono degli esterni a Lecce).

Peccato che anche se ci troviamo nel Salento, il dialetto della famiglia Paradiso è il checcozelonese…..( anche qui c’è un legame, quello con l’attore Dino Abbrescia che interpretava il cugino emigrato a Milano di Zalone nel film “Cado dalle Nubi”). Come se in Puglia parlassimo un po’ tutti lo slang barese.

In definitiva il film, di poche pretese, non perde di vista quello che è il suo obiettivo principale, ossia regalare momenti di leggerezza e spensieratezza (meglio conosciuti come momenti “no brain”, in cui insomma si spegne il cervello per un’ora e mezza) strappando risate e qualche ingenua riflessione a tutta la famiglia.

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