Ne ha per tutti il signor G. nel corso di una intervista esclusiva concessa al solito media partner, Antenna Sud. Accuse a random al ministro dello Sport, Abodi, reo di aver disatteso delle promesse fatte, al sindaco di Taranto definito “Rinaldo Campbell”, reo di aver preparato, a sua insaputa, il piattino della cessione poi fallita all’Apex Capital Global LLC, sino alla “demonizzazione dei “Giochi del Mediterraneo”, definiti “Giochi della distruzione di Taranto”.

Nessun mea culpa, nessuna presa di responsabilità come sempre. Anzi si è definito il presidente del Taranto più vincente della storia. Infine l’annuncio di aver ceduto, ma ancora di ufficiale non vi è nulla, il club a Rinaldo Zerbo, l’attuale direttore generale in pectore, che in realtà sarebbe un altro traghettatore.

L’ex presidente ha, dunque puntato il dito contro le istituzioni e il governo, accusandoli di aver deliberatamente danneggiato il calcio tarantino: “Dopo le rassicurazioni del ministro Abodi, avevo provveduto a iscrivere la squadra al campionato e a costruire un organico competitivo. Ma il governo, per uno sperpero di denaro pubblico, ha deciso di cancellare il Taranto Calcio, il CJ Taranto e le squadre di Statte, Talsano e Massafra”.

Uno dei nodi centrali della crisi è stato l’incendio che ha colpito lo stadio Iacovone e ha costretto la squadra a giocare lontano da casa: “Senza l’incendio, il Taranto avrebbe vinto il campionato in volata. Per due mesi abbiamo giocato ogni tre giorni su campi diversi, ci hanno scippato un sogno. Inoltre, non avremmo dovuto subire 4 punti di penalizzazione. Ci era stato garantito che avremmo potuto disputare anche il successivo campionato allo Iacovone, con la capienza standard, ma così non è stato. Abodi ha distrutto questo sodalizio. Il Taranto, sino ad oggi, è tra le migliori squadre di Lega Pro per la Covisoc: abbiamo ricevuto da loro anche i complimenti. Il club aveva una crisi di liquidità perché, non avendo uno stadio non vi sono ingressi economici”.

L’ex presidente ha poi ricostruito le fasi della trattativa per la cessione del club: “Quando è arrivato Rinaldo Campbell (afferma ironicamente, mischiando le figure di Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto, e Mark Campbell, rappresentante dell’APEX Capital Global LLC), gli abbiamo dato tutte le opportunità per effettuare il closing. Io ho tutta la documentazione in regola e dimostrerò di aver fatto di tutto per cedere il club. Ieri ho compiuto l’ultimo gesto d’amore per il Taranto: ho chiuso l’accordo con Rinaldo Zerbo, che ha compensato i crediti esistenti e pagato gli ultimi debiti. A partire da oggi, il club è totalmente nelle sue mani, e nelle prossime settimane il passaggio verrà formalizzato davanti a un notaio. Zerbo mi ha fornito delle garanzie: ci saranno tre, quattro imprenditori piemontesi e due svizzeri. Faranno di tutto per mantenere la Serie D il prossimo anno, poi col nuovo stadio proveranno a ripartire. Campbell? Avevano loro la gestione del Taranto dalla sfida con la Turris in poi: le scadenze del 16 ottobre e del 16 dicembre erano a carico loro. Io ho fatto di tutto per agevolare il passaggio. Qualcuno, al Comune, già festeggiava per il closing. Poi, all’improvviso, sono tutti spariti”.
Infine, il signor G.  ha annunciato azioni legali per tutelare i propri interessi: “Ho salvato il Taranto, evitando che ripartisse dall’Eccellenza. Presenterò denunce per lucro cessante e danni emergenti. Il passaggio di proprietà è in corso a Torino, e Zerbo guiderà il club nei prossimi anni”.
Un addio carico di livore tra polemiche e incertezze sul futuro del club.

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