Con il Decreto dello scorso 13 febbraio l’Autorità di Gestione del Piano Nazionale Just Transition Fund ha approvato il Piano Esecutivo del Piano Territoriale della Provincia di Taranto presentato dalla Regione Puglia, Organismo Intermedio del Programma. Il Decreto assegna alla Regione oltre 750 milioni di euro – al netto dell’importo di flessibilità da attribuire successivamente al riesame intermedio del Programma -, per investimenti strategici dedicati a sostenere la transizione giusta per una nuova identità e competitività per l’area di Taranto.
Il Piano prevede l’avvio delle prime procedure ed azioni già a partire dalla primavera 2025, con diverse tipologie di interventi, fra loro strettamente connessi, che riguardano tre direttrici principali: ambiente, diversificazione economica, rafforzamento delle competenze per la transizione e inclusione sociale. Per tutti gli interventi è prevista la chiusura dei progetti tra il secondo trimestre 2028 e il secondo del 2029.
Ambiente
Il fondo per la transizione giusta finanzierà la produzione e lo stoccaggio di energia prodotta da fonti rinnovabili e l’efficientamento energetico dei processi produttivi (impianti di produzione di idrogeno rinnovabile nelle aree industriali del territorio e costituzione di CER); sosterrà progetti innovativi di ricerca per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno verde; promuoverà interventi per il risanamento e la migliore fruizione del territorio da parte di cittadini e imprese, tra i quali la riqualificazione e il ripristino ambientale del sistema delle coste del Mar Grande e del Mar Piccolo ed il recupero di aree verdi, con potenziamento della loro accessibilità e possibilità di fruizione.
Scendendo nel dettaglio, è prevista innanzitutto la realizzazione di Valli dell’idrogeno finalizzata alla installazione di impianti di produzione di idrogeno rinnovabile nelle aree industriali del territorio per un importo pari a 40 milioni di euro e delle Comunità energetiche finalizzata a promuovere la costituzione di CER pubbliche o in composizione mista pubblico-privato, per un finanziamento pari ad 8 milioni di euro.
Per il sostegno a progetti di ricerca e allo sviluppo della filiera dell’idrogeno verde è previsto un finanziamento di 32 milioni di euro (chiusura secondo trimestre 2029), per sostenere progetti di ricerca applicata a forte scalabilità RTL (Register Transfer Level – progettazione circuiti digitali) in partnership con centri di ricerca pubblici e privati ed imprese, incentrati sull’economia a basse emissioni di carbonio, sulla resilienza e sull’adattamento ai cambiamenti climatici, nonché progetti di ricerca collaborativi in grado di promuovere nuove soluzioni tecnologiche legate all’utilizzo dell’idrogeno verde come vettore energetico, con la conseguente introduzione sul mercato di azioni pilota che possono anche prevedere la diffusione/l’uso innovativo dell’idrogeno. Si terrà conto delle sinergie con l’iniziativa Horizon Europe, nonché con gli interventi IPCEI relativi allo sviluppo dell’idrogeno H2Infra, H2Use (le cui potenziali complementarietà sono state positivamente valutate con il MIMIT), delle Hydrogen Valley che sorgeranno sul territorio nell’ambito del PNRR, nel rispetto della Strategia Nazionale e Regionale sull’idrogeno, al fine di evitare eventuali sovrapposizioni e potenziare le sinergie.
E’ anche prevista la realizzazione di una infrastruttura innovativa finalizzata allo studio e sperimentazione di un sistema combustibile end-to-end per la gestione di idrogeno sia liquido sia gassoso, compresa la realizzazione di laboratori di ricerca, nell‟ambito delle filiere dell‟idrogeno e dei combustibili verdi.
Per quanto riguarda il supporto a progetti innovativi per sostenere la transizione ecologica e tutelare le risorse naturali, l’azione prevede, nel rispetto del principio “Chi inquina paga” (Dir. 2004/35/CE), la realizzazione di quattro interventi di rilievo per il risanamento e la migliore fruizione del territorio da parte di cittadini e imprese: il Green Belt, che consiste nella realizzazione di una infrastruttura verde per la città di Taranto, si compone di diversi interventi, tutti mirati ad incrementare e valorizzare il patrimonio naturalistico, afferenti alle seguenti tipologie: recupero di aree verdi esistenti e potenziamento della loro accessibilità e possibilità di fruizione, riforestazione o nuova forestazione, realizzazione di parchi urbani o loro riqualificazione (per un investimento pari a 90 milioni di euro); il Sea Hub che prevede una articolata riqualificazione ambientale del sistema delle coste del Mar Grande e del Mar Piccolo, sia attraverso azioni di recupero ed upgrade di infrastrutture esistenti in un’ottica di sostenibilità ambientale, sia attraverso azioni di rinaturalizzazione ed incremento della fruibilità degli ambiti costieri (per un importo pari a 24 milioni di euro).
Vi sono poi il progetto Filiere Verdi, un intervento di bioremediation, tecnologia di bonifica verde e recupero ambientale su terreni da ripristinare nella Provincia di Taranto con finalità di riuso produttivo (importo 36 milioni) e la riqualificazione e ripristino ambientale del sistema delle coste del Mar Grande e del Mar Piccolo e delle aree limitrofe: saranno sostenuti investimenti per l’elaborazione dei piani di caratterizzazione ambientale dei siti ritenuti di interesse strategico per finalità produttive o di interesse naturalistico, per la realizzazione di infrastrutture e aree verdi nell‟area di Taranto (importo 40 milioni): entrambi i progetti saranno seguiti dal commissario straordinario per le bonifiche, Vito Felice Uricchio.
Diversificazione economica
Iil Piano sostiene gli investimenti delle imprese, con particolare attenzione a quelli in grado di supportare il potenziale culturale e creativo del territorio, quale driver per un nuovo sviluppo economico, a quelli a supporto della filiera della mitilicoltura e a quelli di ricerca collaborativa e trasferimento tecnologico.
La prima azione intende sostenere la realizzazione di progetti di ricerca collaborativa e trasferimento tecnologico per promuovere l’introduzione sul mercato di soluzioni tecnologiche collegate allo sviluppo di un’offerta in grado di valorizzare le vocazioni produttive dell’area, al fine di creare le condizioni per realizzare un sistema di Ricerca e Innovazione e affrontare le sfide della rigenerazione ambientale, della sostenibilità e dello sviluppo socio economico del territorio di Taranto. In particolare l’azione supporta processi di R&I (ricerca e innovazione), trasferimento di tecnologie e cooperazione tra istituti di ricerca, università ed imprese, anche incentrati sull’economia circolare e progetti di innovazione in un’ottica di Open Innovation, anche con eventuali sinergie con le iniziative di Horizon Europe, per un importo pari a 78 milioni di euro.
Vi è poi l’azione che sostiene la realizzazione di nuovi servizi avanzati dedicati all‟accompagnamento per la creazione di nuove imprese in ambiti produttivi innovativi, attraverso la creazione di nuovi centri di innovazione, hub, incubatori e acceleratori di impresa, finanziando il supporto tecnico ai processi di innovazione del territorio attraverso servizi avanzati di sostegno alle PMI, a gruppi di PMI e di attività di affiancamento per le iniziative di incubazione, spin-off, spin-out e startup.
L’azione include due linee di intervento: Interventi di supporto ai processi di innovazione e diversificazione del tessuto economico-produttivo, finanziamento di progetti di investimento mediante il supporto all’acquisto di servizi avanzati (di consulenza) in ottica di sostenibilità, innovazione tecnologica, transizione energetica, advanced and additive manufacturing, per il sostegno alla creazione di imprese culturali e creative e alle filiere produttive presenti sul territorio, inclusa la filiera della mitilicoltura (importo pari a 74,9 milioni) e Empowering New Energies and Resources in Taranto – ENERT finalizzata alla creazione di un modello circolare di rigenerazione sostenibile (ambientale, economica e sociale) di un’area costiera marginale (dalla zona industriale del territorio tarantino) da trasformare gradualmente in una “positive energy valley‟ che produce e aggrega energia rinnovabile riducendo l’inquinamento, valorizzando aree in degrado e reinvestendo una quota dell’energia prodotta e aggregata per generare impatto sociale dando nuove opportunità a persone in difficoltà (importo 3,5 milioni di euro).
Fondamentale, come sostenuto anche dalla stessa Commissione Europea, il tentativo del Fondo per la Transizione Giusta di rispondere al peggioramento del contesto occupazionale nell’area e al disagio sociale derivanti dalla crisi delle imprese locali interessate dagli effetti della transizione energetica.
Le risorse complessive, pari a 145.504.139,00 euro, sono distribuite tra sei linee di intervento e configurano un sistema organico per il sostegno allo sviluppo dell’attività delle PMI e loro aggregazioni nella Provincia di Taranto sostenendo: investimenti produttivi; sviluppo di competenze per la specializzazione intelligente, la transizione industriale, l’imprenditorialità e l’adattabilità delle imprese ai cambiamenti; acquisizione di servizi avanzati di sostegno (compresi i servizi di gestione, marketing e progettazione); sviluppo dei processi di innovazione.
In particolare si tratta dei seguenti avvisi pubblici: Programmi Integrati di Agevolazione (P.I.A.): strumento per la concessione di agevolazioni alle medie e alle piccole imprese per attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione tecnologica ed industriale, digitalizzazione e transizione energetica ed ambientale, oltre allo sviluppo e qualificazione delle competenze al fine di consolidare e rafforzare la competitività del sistema economico territoriale (importo pari a 73.504.139,00); Mini P.I.A: Pacchetti Integrati di Agevolazione rivolti a micro e piccole imprese, per investimenti produttivi in chiave di tecnologie abilitanti e di innovazione correlati ai temi della digitalizzazione e/o dell’ecosostenibilità che devono essere integrati con progetti di innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e gestionale delle imprese (40 milioni); Nidi: Nuove iniziative di impresa, che sostiene l’autoimpiego di persone che hanno difficoltà ad accedere al mondo del lavoro, come giovani, donne, disoccupati, lavoratori in procinto di perdere il posto, precari e autonomi con partita Iva (importo 10 milioni); Tecnonidi: destinato alle startup tecnologiche e alle piccole imprese innovative che hanno investito in ricerca e sviluppo e che attraverso l’avviso regionale intendono avviare o sviluppare in Puglia piani di investimento a contenuto tecnologico finalizzati all‟introduzione di nuove soluzioni produttive o di servizi per la valorizzazione economica dei risultati di conoscenze acquisite o derivanti dalla attività del sistema della ricerca pubblica o privata (5 milioni); Strumenti di aiuto GBER per le imprese culturali e creative: misure di aiuto a supporto degli investimenti di istituzioni culturali private e del terzo settore, nonché delle imprese culturali e creative impegnate nella innovazione delle produzioni artistico-culturali, nella ricerca su nuove tecnologie e nuove professioni culturali, nel redesign dei luoghi di cultura e dei servizi (12 milioni); Impresa possibile: costituzione e avvio di nuove imprese sociali o rafforzamento di imprese sociali esistenti che prevedano un programma di investimenti finalizzato a creare impatto sociale ed economico nella comunità di riferimento attraverso l’inclusione sociale e/o socio-lavorativa della popolazione della provincia di Taranto (5 milioni).
Rafforzamento delle competenze per la transizione e inclusione sociale
Le risorse JTF, oltre a finanziare percorsi di formazione continua a favore dei target più colpiti dalla transizione, saranno destinate ad un insieme di interventi per le fasce più vulnerabili della popolazione, con misure di sostegno al reddito familiare, di potenziamento dei servizi educativi, di cura e di conciliazione vita-lavoro e ad incrementare le infrastrutture sociali.
La rapidità dei processi di transizione in atto comporterà la necessità di intervenire per mitigare gli effetti sui lavoratori con misure volte a migliorare l’accesso all’occupazione, anche con particolare ma non esclusivo riferimento ai disoccupati per effetto della transizione nonché alle donne e ai giovani al fine di sostenere nuove opportunità di reddito nelle famiglie monoreddito colpite e potenzialmente a rischio a causa della transizione.
La linea di azione, centrale nel Piano Territoriale per la transizione per la Provincia di Taranto, prevede il rafforzamento o il riorientamento delle competenze a supporto della transizione economica attraverso: percorsi di formazione continua e di formazione permanente (Reg. 1056/2021 art. 8.2.k); percorsi formativi professionalizzanti e dei percorsi di istruzione terziaria accademica (Reg. 1056/2021 art. 8.2.o) che si concentrino sui driver chiave di sviluppo identificati nella strategia espressa nel Piano Territoriale ossia economia della cultura, transizione verde e blue-economy.
L’azione prevede il finanziamento delle seguenti iniziative: Formazione continua: attraverso l’adeguamento e lo sviluppo di competenze e professionalità dei lavoratori, che contribuiscano al loro miglioramento culturale e professionale e rispondano ai fabbisogni formativi manifestati dalle singole imprese impegnate in processi di reengineering del business aziendale (importo 25 milioni); Qualifiche professionali: percorsi finalizzati all’acquisizione di competenze e qualifiche riconosciute nei settori strategici interessati dalla transizione (30 milioni); Interventi di formazione, rivolti ai lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni a Zero-ore rivenienti da imprese con sede operativa nel territorio della Provincia di Taranto (57 milioni); Percorsi di formazione terziaria, specialistica e professionalizzante per la transizione finalizzati al rafforzamento delle attività di istruzione e formazione terziaria, specialistica e professionalizzante, affiancato da interventi di competenze trasversali nella prospettiva della transizione ecologica e della sostenibilità sociale, ambientale ed economica, anche mediante la collaborazione con ITS (50 milioni).
Il territorio di Taranto, si legge nella relazione del Piano Esecutivo, evidenzia una particolare carenza nell’area di servizi di cura, essenziale per permettere una migliore conciliazione tra vita lavorativa e familiare consentendo una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, soprattutto in vista dell’espulsione dal mercato del lavoro dell’unico percettore di reddito in famiglie monoreddito. Pertanto l’intenzione è quella di intervenire sia nel finanziamento della realizzazione e funzionalizzazione di sedi in cui ospitare servizi di cura su scala micro-territoriale sia nel finanziamento della nascita di nuovi soggetti in grado di erogare tali servizi.
L’azione si articola in un insieme di interventi a sostegno delle fasce più vulnerabili della popolazione della Provincia di Taranto, con particolare riferimento al benessere e alla salute sociale, psicologica, educativa, assistenziale delle comunità località. Gli interventi che si intendono realizzare mirano a sostenere il reddito familiare, aumentare i servizi educativi e di cura, favorire la conciliazione vita-lavoro, incrementare le infrastrutture sociali. Per tutti gli interventi supportati l’assegnazione delle risorse avverrà in piena complementarità con le risorse del PR Puglia FESR FSE+ 2021-2027 in maniera tale da evitare rischi di sovrapposizione.
Saranno pertanto attivati i seguenti interventi: Reddito di dignità: sulla scia della misura regionale supportata con le risorse del FSE+, la misura prevede risorse dedicate al territorio della Provincia di Taranto (27 milioni); Voucher per l’acquisto di servizi socio-educativi per figli minori e Voucher per l’acquisto di servizi di assistenza domiciliare e servizi a ciclo diurno per persone con disabilità, anziani e non autosufficienti: anche in questo caso si tratta di una misura regionale che prevede risorse dedicate al territorio interessato, finalizzate all’acquisto di prestazioni di tipo assistenziale, socializzante, educativo, nonché prestazioni socio-assistenziali e socio-sanitarie garantite da operatori professionali e rivolte direttamente ai fruitori finali (minori, disabili, anziani, persone non autosufficienti), erogate da Unità di offerta accreditate ai sensi della vigente normativa regionale (24 milioni); Welfare aziendale: interventi volti alla conciliazione vita-lavoro mediante finanziamento delle imprese del territorio (3 milioni); Infrastrutture sociali: interventi di riqualificazione di strutture esistenti, da adibire a servizi socio-assistenziali, nonché (in via residuale) realizzazione di nuove strutture per l’erogazione dei suddetti servizi, secondo gli standard minimi previsti da Reg. Regionale n. 4/2007 e ss.mm.ii, in coerenza con i fabbisogni esplicitati nella programmazione sociale ordinaria dei Comuni associati in Ambiti Territoriali ai sensi dell‟art. 5 della L.R. n. 19/2006. Per “infrastrutture sociali” si intendono altresì interventi relativi ad infrastrutture sociali e socio-assistenziali avente il carattere della sperimentalità ai sensi dell’art. 33 del Reg. Regionale n. 4/2007. Le infrastrutture individuate saranno coerenti con il fabbisogno espresso dagli Ambiti sociali di zona e le relative proposte saranno accompagnate da piani di gestione al fine di garantirne la sostenibilità nel medio-lungo termine (12 milioni).
Adesso toccherà alle istituzioni tutte far sì che i tempi degli avvisi pubblici e della realizzazione di tutti questi progetti si attui nei tempi previsti, coinvolgendo decisamente di più il partenariato istituzionale, economico e sociale. Perché come abbiamo sempre scritto in questi anni, la transizione economico-energetica o sarà giusta per tutti o semplicemente si tradurrà nell’ennesimo passaggio della storia, in cui ci saranno i sommersi e i salvati.
(leggi tutti gli articoli sulla transizione giusta https://www.corriereditaranto.it/?s=transizione+giusta&submit=Go)



E che progetti sono scusate,installare altra me a Taranto e liberare le altre città da questo impicci e in cambio rimane comunque una scarsissima qualità di vita ,Taranto è sempre più inquinata invivibile e oscena e le altre della Puglia sempre più rinomate …. infrastrutture zero e la swiss air gira e rigira i cieli di Taranto ,magari questa città cambiasse rotta ,se non fosse per l’acciaio di cosa parleremmo !!!di monnezza !!! Si aggiunge l’ assistenzialismo e vai con il liscio …messa la polpetta in bocca agli indigeni squacquaracchiati …andiamo sempre peggio .. dissalatore, rigassificatore,stazione all’idrogeno ,raffineria , acciaieria,discariche smaltimento rifiuti speciali ,smaltimento Boing in disuso zero treni ,scarsissimo servizio pubblico ,igiene zero pulizie carenti ,monnezza a go go questa è Taranto città dello schifo dei prossimi decenni ,altro che cultura e neanche coltura che le cozze sono alla diossina ..