Il Tribunale di Brescia nei giorni scorsi ha dato il via libera definitivo al piano di ristrutturazione e rilancio di Semat Spa, azienda di Artogne (Bs) attiva nel settore dell’edilizia e dei servizi alle acciaierie, in particolare dell’ex Ilva di Taranto nella quale è presente da oltre vent’anni. Il provvedimento chiude positivamente un percorso avviato un anno fa, quando la società, parte del gruppo Atb guidato da Sergio Trombini, aveva richiesto la procedura di concordato preventivo per ristrutturare il proprio debito.
La crisi dell’ex Ilva di Taranto (Acciaierie d’Italia in A.S.), dove Semat è attiva con circa 280 lavoratori, aveva messo a forte rischio la tenuta finanziaria dell’azienda. A gennaio 2024 infatti, il Consiglio di amministrazione aveva quindi deciso di rivolgersi al Tribunale di Brescia per ottenere una soluzione strutturale. La società vantava infatti crediti per 21,4 milioni di euro nei confronti dell’ex Ilva, il cui blocco aveva generato una grave crisi di liquidità. Quelli passati sono stati mesi molto difficili anche e soprattutto per i dipendenti: a marzo scorso i lavoratori di Taranto avevano manifestato per i ritardi nei pagamenti della cassa integrazione da parte dell’Inps, che fino a dicembre 2023 era stata anticipata dalla stessa Semat.
Lo scorso agosto il Tribunale di Brescia aveva concesso un primo via libera al piano di ristrutturazione in continuità aziendale, certificando un passivo complessivo di 49 milioni di euro e un fabbisogno finanziario di oltre 15 milioni. Ora, con l’approvazione definitiva, l’azienda dichiara di aver superato lo stato di difficoltà transitoria. Nelle prossime settimane provvederà al pagamento dei creditori, come stabilito dal piano votato dagli stessi creditori a ottobre, mentre venerdì ci sarà un incontro con le organizzazioni sindacali.
La strategia per il futuro si basa su una maggiore diversificazione della clientela nel settore siderurgico, riducendo la dipendenza dal siderurgico di Taranto. Un passo che dovrebbe garantire stabilità occupazionale e una prospettiva più solida per i dipendenti e le loro famiglie.
(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)