La notizia più importante emersa dall’incontro pubblico tenutosi nella Sala Consiliare del comune di Grottaglie su uno dei temi caldi di questi giorni, l’Aeroporto di Grottaglie, l’ha data il Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie.

Dall’accesso agli atti fatto in Regione, risulta, stando a quanto riferito dall’avv. Walter Fischetti, che dal 2022 il presidente Emiliano avrebbe in buona sostanza fatto velina sull’aeroporto tarantino, non fornendo alcuno studio sulla continuità territoriale tarantina al Ministero dei Trasporti. In buona sostanza non esiste alcuna manifestazione di interesse della Regione Puglia riguardo apertura aeroporto Grottaglie, in nome della richiamata continuità territoriale, mentre ci sono quelle per Foggia e Brindisi.

Al centro il presidente del Comitato Pro Aeroporto di Taranto, Walter Fischetti

“Lo studio Paleari, commissionato di recente dalla Regione, quindi non ha nulla a che vedere con il dossier che deve attivare la procedura di convocazione della Conferenza dei Servizi. A questo punto occorre andare uniti dal Ministro dei Trasporti e sollevare dalla procedura della nostra continuità territoriale la Regione Puglia”.

Sulle potenzialità dello scalo di Grottaglie non ci sono dubbi secondo il presidente del Comitato Pro Aeroporto di Grottaglie: “Il bacino di utenza è interregionale (Basilicata, parte della Calabria dell’alto Jonio,  ndr) e l’apertura ai voli civili serve a salvaguardare la mobilità di un territorio lasciato isolato per troppo tempo”.

All’incontro -dibattito, promosso dal Movimento 5 stelle, hanno partecipato anche i rappresentanti di associazioni datoriali e sindacati. Nel corso del suo intervento, il senatore Mario Turco – vice presidente M5S – ha proposto una interrogazione parlamentare congiunta (lui ne sarebbe il primo firmatario) e simultanea (proposta per giovedì prossimo, 27 febbraio, ore 12.00) condivisa da tutte le forze politiche: “La questione dell’aeroporto di Grottaglie, infatti, deve essere affrontata in maniera unitaria e senza divisioni, al di là delle appartenenze di bandiera, per il bene del territorio e delle sue prospettive di sviluppo. Per questo ho predisposto una bozza di interrogazione neutra, imparziale, che sia un atto di tutti, nella quale si chiede al ministro Salvini di convocare una Conferenza dei Servizi e di destinare delle risorse sulla nostra continuità territoriale”.

Concetto di unità di intenti ribadito anche dal sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò: ”In questo momento non serve appuntare la medaglia di merito sul petto di chi si è interessato prima alla questione. Serve andare uniti verso un unico obiettivo che è quello di tagliare un nastro e salire su un aereo da Grottaglie”.

Accorato, come al solito, l’intervento del presidente di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande che ha,, con fermezza affermato che “occorre inchiodare con un documento comune, come può essere, appunto, un’interrogazione parlamentare, tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questa vicenda in modo che ognuno possa prendersi le proprie responsabilità. Siamo stanchi delle attese, delle false promesse fatte ad un territorio mortificato, relegato ad ultima provincia della Puglia. Occorre scuotere le coscienze e andare dritti verso l’obiettivo”.

Insomma il tempo della melina è terminato. Quello del rimbalzo di competenze e responsabilità pure. Occorre far sentire la propria voce in modo concreto, quindi con i fatti e non con gli slogan elettorali, Sinora qualcuno ha impedito a Taranto e alla sua provincia di volare e di conseguenza di crescere. È ora di fare in modo di uscire dall’isolamento territoriale che per decenni ha fatto comodo a tanti politici e politicanti.

Nota a margine: ormai da tempo in molte conferenze pubbliche non si rispettano i tempi. Convocato alle 10.30 questo incontro-dibattito sull’aeroporto di Grottaglie, il primo intervento è cominciato alle ore 11.05. Trentacinque minuti di attesa dovuti ad un paio di relatori ritardatari e alla “priorità” ormai dedicata alle interviste concesse alle televisioni locali che “devono fare il servizio e andare via perché hanno altri appuntamenti”. Come se noi, delle testate digitali e/o cartacee, stessimo a pettinare le bambole…

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