«Io, sfruttato 12 ore al giorno e senza diritti». Si chiama Natale, ha 38 anni e ha lavorato 9 mesi per un’azienda come scaffalista. Con contratto a tempo determinato rinnovato di volta in volta, da 30 giorni a tre mesi. Sulla carta 4 ore al giorno, di fatto 12 ore continuative. A meno di mille euro al mese. Natale ha raccontato la sua storia a margine dell’evento “No ai lavoratori fantasma”, carovana targata Uil che fa tappa oggi e domani sulla Rotonda del Lungomare. Il lavoratore precario ha infine trovato il coraggio di ribellarsi rivolgendosi al sindacato. «Non è stato semplice. Ora – ha esortato – invito tutti quelli che si trovano in situazioni analoghe alla mia a denunciare. Ho lavorato sette giorni su sette senza riposi. Avevo bisogno di soldi. Molte aziende contano sullo stato di bisogno per sfruttare. Siamo riusciti a emergere da questa situazione fantasma. È importante non arrendersi e far sentire la propria voce».
La carovana Uil ha l’obiettivo di far emergere l’invisibile e dare voce ai lavoratori precari e al fenomeno del lavoro sommerso. A Taranto è in corso la terza tappa dopo Ascoli Piceno e Potenza. Un’iniziativa che vuole far emergere il lavoro sommerso, precario e senza diritti, una piaga che colpisce migliaia di lavoratori, specialmente nel Mezzogiorno.
Emanuele Ronzoni, segretario organizzativo Uil, ha aperto i lavori, sottolineando come questa campagna «si affianchi alla storica battaglia Uil “Zero morti sul lavoro”. A febbraio abbiamo già superato il numero di morti dell’anno scorso, questo è un allarme che parte da questa piazza affinché il governo intervenga subito. Poi c’è la questione del precariato. L’80% dei contratti avviati è a tempo determinato, vuol dire persone che hanno contratti a un anno, sei mesi, un mese, una settimana, un giorno. Noi li chiamiamo fantasmi perché queste persone purtroppo, non avendo certezze, non avendo garanzie, non possono programmare il futuro e la loro vita».
Per Ronzoni «il lavoro senza tutele distrugge la dignità e alimenta un sistema di sfruttamento inaccettabile».
Un tir lungo oltre 13 metri, attrezzato con il logo della confederazione, si è trasformato nella “piazza della Uil” con momenti di approfondimento e di confronto.
Secondo Gianni Ricci, segretario generale Uil Puglia, «il fenomeno del lavoro sommerso è particolarmente grave nella nostra regione. La fotografia è drammatica: solo il 7,6% dei contratti attivati nel 2024 è a tempo indeterminato e sono oltre 200mila i lavoratori in nero, che incubano un Pil di 4,5 miliardi di euro. Un quarto dei precari raggiunge al massimo un mese di lavoro. L’occupazione in Puglia è al 50,7%, con Taranto al minimo regionale, cioè il 43,2%. Questa città soffre più delle altre. Bisogna fare una vera lotta al precariato. Vogliamo accendere i riflettori su questo dramma e proporre soluzioni. Mi viene in mente il governo spagnolo, che nel 2022 ha istituito una legge abolendo i contratti a tempo determinato e la settimana scorsa ha dato il via libera alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario».
Il presidente di Eures, Fabio Piacenti, ha illustrato numeri allarmanti sia su scala nazionale che regionale: «meno di 1/6 delle assunzioni nel 2024 è stata a tempo indeterminato, le trasformazioni da tempo determinato sono calate del 5% ed è salito al 38% il part-time involontario di quanti cercano impiego a tempo pieno ma finiscono per accettare e subire, per assenza di altre possibilità, il part-time “allungato” e arrivare a coprire più ore di lavoro».
Ed ancora: «abbiamo riscontrato situazioni particolarmente critiche – ha spiegato Piacenti – per la componente femminile: nel settore privato sei donne su dieci lavorano con contratti parti time. La Puglia è una delle regioni che ha la presenza di occupazione tra le più basse in Italia e anche i livelli retributivi più bassi. Questo ci impressiona perché in Italia la Puglia è 17esima per retribuzioni medie».
Il primo panel della giornata ha affrontato il tema cruciale “Quale futuro per il lavoro instabile?” con esperti e rappresentanti sindacali che hanno evidenziato l’urgenza di una politica economica e industriale che metta al centro i lavoratori, evitando che la transizione economica diventi un alibi per ulteriori precarizzazioni. Ne hanno discusso Vera Buonomo, segretaria confederale Uil nazionale; Rocco Palombella, segretario generale Uilm; Daniela Piras, segretaria generale Uiltec; e Alessandro Delli Noci, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia.
Per il Comune di Taranto è intervenuto il vice sindaco Gianni Azzaro, ribadendo «l’importanza di un’azione congiunta per combattere il lavoro nero e precario».
Presenti anche numerosi studenti di scuole superiori che presto impatteranno con le difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, soprattutto al Sud, e dovranno scegliere, loro malgrado, se restare o partire.

