Sarebbero 7 le firme apposte davanti al notaio Monti, ormai fedele punto di riferimento dell’opposizione tarantina.

Sette consiglieri comunali che hanno siglato le proprie dimissioni per mandare a casa l’attuale amministrazione.

Le firme sarebbero quelle di Luca Contrario, Bianca Boshnjaku, Antonio Lenti, Gianni Liviano, Vincenzo Di Gregorio, Piero Bitetti, Lucio Lonoce. 

Per arrivare alla fatidica soglia di 17 la strada è ancora lunga, ma non necessariamente in salita: a favore della nuova sfiducia a Melucci ci sarebbero con certezza i tre consiglieri di Svolta Liberale.

Il centrodestra, peraltro, ha indetto una conferenza stampa congiunta per questo pomeriggio, alle 17:30.

Come già anticipato questa mattina, l’ago della bilancia sarebbe ancora una volta Massimiliano Stellato, le cui dimissioni da consigliere comunale aprirebbero nuove strade a livello regionale. Secondo alcune indiscrezioni il diktat, inoltre, sembrerebbe provenire proprio da Bari.

Anche la consigliera Patrizia Mignolo avrebbe espresso il proprio consenso ad apporre la firma, a patto che se ne raccolgano almeno 16.

La consigliera, come già affermato nei giorni scorsi, avrebbe preferito discutere la questione nell’aula del Consiglio comunale ma i tempi stretti (la data fatidica del 24 febbraio è ormai prossima) non permetterebbero più di vagliare questa opzione.

Insomma, si preannuncia una giornata molto lunga e difficile per la politica tarantina.

Aggiornamento, ore 20:00

“I consiglieri che vedete attorno a questo tavolo sono gli unici che non hanno mai fatto parte dell’amministrazione Melucci”.

Così il consigliere comunale Mirko Maiorino durante la conferenza stampa del centrodestra che si è tenuta questo pomeriggio. Presenti Giampaolo Vietri e Tiziana Toscano di Fratelli d’Italia, Massimiliano Di Cuia di Forza Italia, Francesco Battista della Lega e i consiglieri di Svolta Liberale, Cosimo Festinante, Walter Musillo e Francesco Cosa. 

“È arrivato il momento di metterci la faccia – prosegue il consigliere del PLI – la città non ne vuole più sapere di moti carbonari e firme notturne da notaio. Firme, peraltro, che non serviranno a mandare Melucci a casa, bensì ad alzare il prezzo. Se ci sono 9 consiglieri di centrosinistra, che governano o hanno governato con questa amministrazione e hanno realizzato che si tratta di un fallimento totale che vengano con noi dal segretario generale a formare alla luce del sole le proprie dimissioni”.

L’opposizione di centrodestra, insomma, chiude alla possibilità di unire le proprie firme a quelle già apposte in mattinata dai consiglieri di centrosinistra e invita gli stessi a presentarsi domani mattina a Palazzo di Città per manifestare chiaramente le proprie intenzioni.

“Noi non faremo la stampella di nessuno, domani mattina ci andremo a dimettere. Ora tocca a loro, rigettiamo questa operazione torbida, compiuta senza interpellarci. Abbiamo dalla nostra realtà solide che, in caso di elezioni a giugno, potrebbero scrivere un futuro solido per questa città”.

Ancora una volta, quindi, Melucci potrebbe salvarsi proprio grazie alle divisioni interne all’opposizione attuale: tutto si deciderà nella giornata di domani.

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