Tutto in 24 ore.
Tanto è bastato per mandare a casa la seconda amministrazione Melucci.
Ore convulse, caratterizzate da una serie di notizie che si accavallavano, da conferme e smentite, dichiarazioni rese a mezzo stampa e sui propri profili Facebook dai consiglieri comunali, in un crescendo confusionario che ha trovato la sua conclusione questa mattina in via Plinio.
Ma procediamo con ordine: tutto ha inizio nella mattinata di ieri, quando comincia a circolare la notizia che i consiglieri di minoranza di centrosinistra stanno raccogliendo le firme per sciogliere anticipatamente il Consiglio comunale attraverso le dimissioni dal proprio incarico.
Raggiunti telefonicamente dalla nostra testata, gli esponenti di Svolta Liberale hanno dichiarato di essere all’oscuro di questa operazione, aprendo però alla possibilità di aggregarsi alla firma.
Nel pomeriggio di ieri la conferenza stampa congiunta del centrodestra scombina le carte: sì alle dimissioni per far cadere Melucci, ma non nel segreto (si fa per dire) dello studio dell’ormai famoso notaio Monti, meglio presentarsi tutti dal segretario generale a Palazzo di Città.
Il centrosinistra incassa, tace, poi le prime timide dichiarazioni a mezzo social: è Antonio Lenti a rompere il ghiaccio, dichiarando su Facebook che avrebbe firmato anche a Palazzo di Città, seguito a ruota da Bianca Boshnjaku e da Luca Contario.
Nella mattinata di oggi l’opposizione, che negli ultimi mesi aveva mostrato di essere tutt’altro che compatta, ritrova la propria unione di intenti di fronte a quello che forse da sempre ha costituito l’unico obiettivo in comune: mandare a casa Rinaldo Melucci.
Sono 15 le firme sicure, intorno alle 9 sono arrivati già tutti gli esponenti della minoranza: Lenti, Liviano, Boshjaku, Contrario, Lonoce, Di Gregorio, Musillo, Cosa, Festinante, Battista, Maiorino, Di Cuia, Bitetti, Vietri e Toscano.
Patrizia Mignolo, chiamata in causa nella giornata di ieri come possibile ultima firma, si dichiara totalmente estranea alla manovra e affida il suo pensiero ad un post sui social, affermando di non desiderare un commissariamento della città in un frangente particolare come questo.
Continuano a circolare voci su Massimiliano Stellato, poi il colpo di scena: ai 15 dimissionari si aggiungono Mele e Patano, quest’ultimo dopo aver ufficializzato la propria decisione a mezzo Facebook.
A questo punto il fatidico numero 17 è stato raggiunto, ma è necessario seguire l’iter corretto.
Pertanto, dopo una riunione a Palazzo di Città, i consiglieri si dirigono all’ufficio comunale di via Plinio per protocollare le dimissioni.
L’assessore Edmondo Ruggiero si ferma a scambiare due parole con la stampa: “Quello che si sta consumando in queste ore è un grave atto di irresponsabilità verso la città – afferma – in un momento molto delicato e difficile”.
Il sindaco Melucci, vista la malaparata, mentre presenzia all’inaugurazione del secondo lotto della Tangenziale Sud decide di togliere la fascia tricolore e indossare quella di presidente della Provincia.
Intanto, un lungo applauso unito al grido di “Liberiamo Taranto”, saluta l’ufficialità del protocollo avvenuto in quel di via Plinio: “L’abbiamo mandato a casa la prima volta – dichiara a caldo Mimmo Festinante – la seconda non ci siamo riusciti; ma oggi finalmente liberiamo la città dallo sbando in cui versa in tutti i settori, compresa una macchina amministrativa ormai bloccata”.
“La nostra speranza – gli fa eco Antonio Lenti – è che Taranto possa presto essere amministrata da una classe politica molto più preparata di questa”.
Ma per molti quello che è avvenuto questa mattina non è che l’epitaffio di un progetto naufragato tempo fa: “L’amministrazione Melucci – dichiara Contrario – era finita già un anno fa. Oggi liberiamo Taranto da chi l’ha paralizzata completamente
A numero necessario già raggiunto si presentano anche i consiglieri Massimiliano Stellato e Mario Odone, portando a 19 il numero dei dimissionari.
Ora il documento verrà consegnato nelle mani del segretario generale e poi del Prefetto; intanto, secondo quanto recita la giurisprudenza del caso, all’atto stesso di presentazione delle dimissioni dei consiglieri comunali il primo cittadino decade contestualmente e anticipatamente dalla carica di sindaco e di presidente della Provincia.
Insomma, quando per Melucci sembrava che la famigerata data del 24 febbraio fosse ormai prossima ad essere superata senza troppi danni (almeno per quest’anno), ecco la mossa che ha sparigliato le carte: tutta colpa delle elezioni regionali (dicono).
Ma ora l’attenzione è puntata sulle comunali che si terranno con ogni probabilità a giugno: chissà la cittadinanza come e quanto risponderà, questa volta, alla chiamata alle urne.
Era già tutto previsto, come anticipai qualche mese fa al direttore che invece dubitava… Era soltanto questione di tempo e quello che si candida a essere il peggior sindaco della storia di Taranto sarebbe andato a casa, non tanto per i suoi evidenti demeriti, quanto per l’esigenza dei vari consiglieri peones di rifarsi una verginità e di ritornare alla carica, sotto nuove insegne, alle prossime elezioni. Fino a quando noi tarantini non capiremo questo discorso, qualsiasi candidato sindaco – anche il migliore possibile – e conseguentemente la città, saranno ostaggi dei loro giochetti e dei continui cambi di casacca e schieramento. Faccio sommessamente notare che l’altro giorno al tavolo del centrodestra c’erano almeno tre esponenti (Musillo, Cosa e Maiorino) che sono stati candidati ed eletti a sinistra e dintorni, mentre – per non fare torto a nessuno – dall’altra parte il Pd, Mattia Giorno e la Viggiano sembrano essersi già dimenticati di essere stati, rispettivamente, gli scopritori e gli sperticati sostenitori di Melucci, una prima e persino una seconda volta, salvo voltargli le spalle a seconda consiliatura in corso… E ora si aggiungeranno Manzulli, Marti e chissà chi altro. Purtroppo, questi sono gli uomini e questa la città! Spero vivamente di essere contraddetto dalle future candidature e dalla composizione del prossimo consiglio comunale, ma sono certo che non accadrà, ad eccezione di Abbate che ha osato troppo persino per il dormiente elettore medio tarantino.
Difficile contraddire il signor Erardo. Ma andrebbe detto con chiarezza ai cittadini che è ora di smetterla di esprimere giudizi contro la politica, che in questa situazione non c’entra per nulla. La politica è un’altra cosa ed è proprio quella che manca! Basta con liste civiche che altro non sono che degli ascensori per piazzare il promotore della lista stessa. Serve che i partiti organizzati prendano le responsabilità e non si facciano incantare da presunti prenditori di voti. Per mia curiositè sono andato a verificare i voti di preferenza dei candidati nelle liste civiche delle due ultime amministrative dove la stragrande maggioranza dei candidati non superava i 10 voti e molti di questi addirittura non raccoglievano zero voti neanche quelli di madre, padre, figli e mogli e neanche del proprio. Altro che civicità! Accanto a questi fenomeni c’è poi il fregolismo, (fenomeno teatrale burlesque inscenato da Fregoli inizi 900 che in meno di 20 secondi usciva di scena e vi rientrava con altri abiti e altro personaggio). A tutto questo occorre porre fine e, noi cittadini possiamo fare molto. Ad esempio chiedere ai partiti di presentare a sindaco gente che abbia un trascoro di impegno sociale, politico e di capacità gestionali, che abbia capacità di mediazione e di interpretazione della realtà sociale ed economica. NON BASTA un bravo professionista avvocato o medico che sia e forse con persone competenti, non compiacenti, in consiglio e in giunta si potrà dare speranza al nostro futuro. Non abbiamo bisogno di colpi di scena ma di serità e responsabilità. E che coloro che hanno fatto parte del consiglio uscente, anche i firmatari delle dimissioni, che andassero a raccogliere tarassaco, (cicorielle), nei campi.
Buongiorno
Operazione “cacciamo Melucci”è tecnicamente riuscita.
Ora dobbiamo cacciare tutti i doppiogiochisti e i contatessere con le sigle politiche più improbabili che sono comparse in questi anni a Taranto.
Oggi tocca al Centro-Destra trovare candidati seri e fare diventare Taranto una città normale.
E soprattutto non presentarsi con decine di liste e listini, ma al massimo con le liste dei partiti nazionali.
E soprattutto selezionare le persone, diffidando dei voltagabbana anche se possono portare preferenze.
Saluti
Vecchione Giulio