La caduta dell’amministrazione comunale era nell’aria da un po’, possiamo dire addirittura da un anno se consideriamo il tentativo fallito del 2024.

Eppure, sembra aver colto di sorpresa più di qualcuno degli stessi schieramenti avversari, tra i quali è ora in atto la difficile scelta del candidato sindaco.

Tanti i nomi che si rincorrono in queste ore: dal senatore e vicepresidente del MoVimento 5 Stelle, Mario Turco, al consigliere regionale (ed ex consigliere comunale) del PD, Vincenzo Di Gregorio, annoverato tra i 17 firmatari di venerdì scorso; su quest’ultimo, tuttavia, c’è il dubbio di un maggior interesse a livello regionale.

Stesso dilemma anche per l’ex assessore della Giunta Melucci, Mattia Giorno, attualmente consigliere delegato per l’area di Taranto del presidente della Regione Puglia, che il 21 febbraio è passato in quel di via Plinio, a dimissioni avvenute, forse per sondare il terreno.

Gira con insistenza anche il nome di un altro ex componente della prima Giunta del Melucci bis, Francesca Viggiano. Emblematica una recente foto di entrambi, abbracciati e sorridenti, postata in questi giorni sui social: sarà un indizio?  In area green, invece, è stato fatto il nome di Rosa D’Amato, già eurodeputata dei Verdi.

Il centrodestra, invece, per il momento non ha lasciato trapelare alcunchè: nella giornata di ieri Giampaolo Vietri, consigliere dimissionario di Fratelli d’Italia, ha voluto postare sui social un lungo messaggio in cui rivendica l’importanza di dare una svolta alla città e si rivolge agli stessi tarantini chiamati alle urne, chiedendo di contribuire a questo processo di cambiamento rinnegando tutti i partiti che cercano di rifarsi una “verginità politica”: il riferimento è, chiaramente, al PD e agli altri schieramenti di centrosinistra che, pur avendo contribuito alla caduta di Melucci, hanno fatto parte dello schieramento iniziale con cui vinse le amministrative del 2022. Nessun indizio su probabili candidati: “Stiamo valutando figure di alto profilo da candidare”, conferma Vietri.

Tutto tace, al momento, anche in quel di Svolta Liberale e Forza Italia, anche se il consigliere dimissionario Massimiliano Di Cuia circola tra i nomi più probabili per una possibile candidatura. Sempre in area centrodestra ci sarebbe il nome del penalista Francesco Tacente, che avrebbe preso tempo per riflettere su un’eventuale candidatura.

Zero dubbi, invece, su Massimiliano Stellato: candidatosi a sindaco già dalla scorsa estate, in tempi non sospetti (???), il consigliere regionale avrebbe divulgato nella giornata di ieri un messaggio in cui esplicita la sua intenzione di candidarsi alle prossime comunali, ma anche alle regionali. Una doppia campagna elettorale, quindi, per la quale chiede l’aiuto fondamentale del suo elettorato.

Un grande punto interrogativo anche sul cosiddetto “Terzo Polo” che racchiuderebbe alcuni nomi dell’ex area Melucci, tra cui l’ex vicesindaco Gianni Azzaro.

Intanto circola con insistenza la notizia secondo cui le elezioni potrebbero svolgersi già l’11 maggio: come noto, la data viene scelta attraverso un decreto ministeriale emanato con almeno 55 giorni di anticipo rispetto al giorno prestabilito. L’alternativa sarebbe quella della prima domenica di giugno.

In questo scenario ancora piuttosto nebuloso, l’unica certezza è che chi raccoglierà l’eredità di Melucci si troverà a ricoprire un ruolo difficile, in una congiuntura fortemente complessa come quella che sta vivendo Taranto.

L’impressione, inoltre, è che i tarantini siano decisamente sfiduciati e stanchi, per cui uno degli obiettivi della prossima campagna elettorale sarà anche quello di combattere l’astensionismo, che già alle scorse amministrative raggiunse livelli significativi.

Insomma, una doppia sfida attende il futuro primo cittadino: restituire fiducia e credibilità alla politica nostrana e traghettare la città senza troppi danni oltre il momento critico che attraversa.

 

 

 

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