Gianluca Mongelli, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, appena riconfermato, non si sbottona né sul nome, né sul profilo del candidato che la coalizione di centrodestra sceglierà per concorrere alla poltrona di sindaco di Taranto. Probabilmente è troppo presto, anche se le elezioni sono praticamente dietro l’angolo e la campagna elettorale sarà compressa come in un file zip.

Se la cava con la classica dialettica politica: “Il prossimo candidato sindaco della nostra coalizione dev’essere chiaramente riconducibile ai valori e alla storia politica del centrodestra. Sia esso un politico o una personalità proveniente dalla società civile, dovrà essere il rappresentante migliore che ci sia, nell’interesse della città. Valuteremo attentamente nei prossimi giorni”.

Si è fatto anche il suo nome, scenderà in campo?

“Io sono a disposizione del partito, il mio compito in questo momento è quello di predisporre le liste e di confrontarmi con le altre formazioni politiche che si identificano nei valori di centrodestra”.

Appena qualche ora dopo che i vostri rappresentanti in Consiglio comunale hanno firmato le dimissioni, assieme agli esponenti del centrosinistra, avete subito preso le distanze da quelli che alla fine erano soltanto degli strumenti per far cadere Melucci…

“Mi sembra il minimo. Rifarsi una verginità dopo aver condiviso otto anni di percorso, dopo aver approvato il programma elettorale del 2022 con tutti i rendering che ne sono conseguiti e le promesse di rinascita naufragate, non mi pare corretto nei confronti degli elettori. La responsabilità politica del fallimento di questa amministrazione è del centrosinistra, con il Pd in testa.  Ricordiamo che sono usciti dalla maggioranza in corso d’opera solo per dei contrasti interni a loro”.

Voi di FdI, invece, difendete la vostra coerenza…

“I nostri consiglieri comunali non hanno mai cambiato schieramento. Basta già questo. Poi siamo stati coerenti nel fare opposizione in questi anni, tant’è che abbiamo firmato tre volte per sfiduciare Melucci”.

E a chi vi osserva che avete fatto un’opposizione morbida in questi anni, cosa risponde?

“L’opposizione fa l’opposizione. Nel momento in cui i numeri erano soverchianti, cosi come erano sproporzionati quando è nato il Melucci bis, quello che si poteva fare lo abbiamo fatto ed anche egregiamente”.

Qual’ è stato l’errore più grosso commesso da Melucci?

“Aver messo assieme un’accozzaglia di partiti, di liste civiche, di movimenti che non avevano omogeneità politica tra loro. Hanno dimostrato subito di non avere consistenza. La macchina amministrativa è andata in blocco perché si è perso tempo a cambiare assessori e dirigenti delle aziende partecipate. C’è stata una rimodulazione costante che ha portato a litigi per la gestione del potere. Ed i giochi di potere hanno soffocato questa città”.

C’è poco tempo a disposizione per allestire un programma e preparare le liste dei candidati. Può rappresentare un handicap?

“Siamo più stimolati. Siamo pronti a partire con una campagna elettorale propositiva ed inclusiva. Siamo già al lavoro con fiducia e determinazione. A noi piace combattere le battaglie perché abbiamo ideali e valori che ci muovono a cominciare dall’amore per la nostra città”.

Ritiene che dopo oltre venti anni siano maturi i tempi per un’alternanza centrosinistra-centrodestra a Palazzo di Città? Insomma venite dalle retrovie come la Meloni…

“Oggi ci riteniamo pronti ad essere un’alternativa di programma, i nostri non sono slogan e basta. Facciamo parte di un partito di grande tradizione politica, culturale e sociale. L’esempio della Meloni è quello che ci guida in tutte le nostre azioni politiche. Il metodo del nostro presidente è quello che vogliamo replicare negli enti territoriali: coerenza, concretezza, ritorno ai bisogni dei cittadini e al confronto con loro. Il palazzo non deve essere più chiuso. La politica deve essere al servizio della cittadinanza ed interpretare i bisogni dei tarantini. Noi vogliano normalizzare questa città. In questi anni si è creato un distacco tra politica e cittadini che ha allontanato dal voto i tarantini”.

Come pensate di recuperare la gente che ha deciso di non votare più e che nelle ultime consultazioni ha rappresentato quasi la metà degli elettori? Molti partiti non sembrano tanto interessati a recuperare gli astensionisti visto che è più facile farsi eleggere con il 25% degli aventi diritto al voto…

“Con idee chiare, convincenti e programmi concreti. I tarantini devono tornare ad essere protagonisti della loro storia. Vanno coinvolti, devono diventare parte dell’azione politica. La cosa pubblica si chiama così perché riguarda tutti. Sinora abbiamo assistito ad una politica che ha badato solo ai propri interessi e non a quelli della collettività”.

 

 

One Response

  1. Buonasera
    Cari amici del centro-destra
    E’ necessario essere seri e integerrimi.
    Quindi Candidato Sindaco condiviso da tutti i partiti di Centro-Destra o Destra-Centro.
    Quindi poche liste ovvero solo quelle che si rifanno ai partiti nazionali.
    Quindi candidati seri, competenti e soprattutto diffidare dei voltagabbana, di pregiudicati e dei portatori di presunti voti.
    Quindi convincere i tarantini a ritornare a votare per non dover eleggere un altro sindaco con preferenze pari a meno del 20% degli aventi diritto al voto
    Sarà una impresa ardua, ma è l’unico modo per combattere:
    il proliferare di liste, listini e listoni;
    i candidati alla Cetto Laqualunque;
    la dispersione di voti e affluenza alle urne al 30% degli aventi diritto.
    Saluti
    Vecchione Giulio

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