“Io possibile candidato sindaco? È ancora troppo presto per parlane, nonostante il tempo stringa”. Non si sbottona Massimiliano Di Cuia, consigliere regionale di Forza Italia, tra i 17 consiglieri comunali dimissionari responsabili della fine della seconda amministrazione Melucci.
Tra i punti fermi, invece, l’importanza di definire uno schieramento che si identifichi chiaramente con il centrodestra e la necessità di far ripartire al più presto la macchina amministrativa.
Di Cuia, la caduta di Melucci era nell’aria dallo scorso anno, eppure sembrava che questo febbraio 2025 fosse trascorso quasi indenne, poi il colpo di scena. C’è stata un po’ di improvvisazione o era già tutto previsto?
“Improvvisazione no. Voglio chiarire che serpeggiava un forte malcontento anche tra i banchi della maggioranza già da parecchio tempo; da parte nostra, come opposizione, abbiamo sempre denunciato quello che non andava e inchiodato ciascuno alle proprie responsabilità. Lo scorso anno, il tentativo di chiudere questa pagina della politica nostrana naufragò per il passaggio alla maggioranza di Luigi Abbate, come tutti sappiamo, ora ci siamo riusciti. Non sono tra quelli che gioiscono per lo scioglimento del Consiglio comunale, anzi ho avvertito tutta la grave responsabilità di un atto come questo ma era ormai inevitabile: non c’erano davvero più le condizioni per proseguire”.
Da giorni si fa insistentemente il suo nome come possibile candidato sindaco
“Siamo in una fase assolutamente preliminare rispetto alla costruzione di una coalizione e di un programma elettorale; certo il tempo stringe, se la data dell’11 maggio fosse confermata per le prossime amministrative ci restano due mesi. Rispetto al nome che sarà designato come interprete del programma condiviso dalla nostra ritengo che il centrodestra abbia tante alternative valide al suo interno.
Se posso dire la mia, credo che serva un profilo fortemente caratterizzato come persona di centrodestra: il nostro elettorato ha bisogno di sentirsi rappresentato; il passato ci insegna che scelte differenti da questa non sono state comprese”.
Lei darebbe la sua disponibilità in tal senso?
“È ancora troppo presto per fornire una risposta a questa domanda, credo sia necessario concentrarsi su altro al momento. Se ci sarà un’intesa sul programma e soprattutto sul perimetro della coalizione, che va ancora discusso, penso che il nome verrà da sè”.
Qualche punto fermo del prossimo programma elettorale?
“Sicuramente la ripartenza della macchina amministrativa, attualmente allo sbando. In questi anni ho potuto notare un grande scollamento tra gli uffici comunali e la politica, ho avvertito un notevole disorientamento tra i dipendenti comunali che hanno visto ruotare i dirigenti ogni 6 mesi: questo impedisce sia il rodaggio che il buon funzionamento dell’Ente.
Poi, ovviamente, bisognerà mettere mano ai tantissimi dossier aperti per la città: dai Giochi del Mediterraneo alle bonifiche, dal PNNR al JTF e l’ex Ilva, solo per nominarne alcuni.
Tuttavia, se dovessi dare un consiglio al nuovo sindaco suggerirei di ripartire innanzitutto dal buon funzionamento della macchina amministrativa”.