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“Giochiamo in casa contro Verona, tutti conosciamo il loro valore, quindi dovremo fare una partita straordinaria, al di sopra delle nostre possibilità. Perché siamo stati questi per tutta la stagione e lo saremo anche domenica, ma dovremo dare qualcosa in più”.

Le dichiarazioni (voto 4), poco convincenti e poco rassicuranti di coach Dante Boninfante al termine dell’ultima partita stagionale disputata in trasferta, a Modena, dalla Gioiella Prisma Taranto, rappresentano lo specchio di una squadra che non appare molto convinta delle proprie possibilità di conquistare la salvezza in Superlega, nonostante il punto di vantaggio nei confronti di Monza.

L’impressione è questa, corroborata anche dai numeri: 11 sconfitte in altrettanti incontri lontano dal PalaMazzola (2 soli punti conquistati, 1 nel girone di andata a Monza, 1 in quello di ritorno a Grottazzolina), 4 punti ottenuti nel girone di ritorno, 1 vittoria soltanto centrata nella seconda parte di stagione (proprio nello scontro diretto).

Il punto di vantaggio su Monza (ultimo in classifica) non lascia dormire sonni tranquilli sebbene la compagine brianzola non abbia fatto notare grossi segnali di vita nelle ultime settimane. Il verdetto verrà fuori domenica (Prisma- Verona, Vero Volley-Cisterna). Monza ha una vittoria in più ed in caso di arrivo a pari punti con Taranto, si salverebbe. Ciò significa che Lanza e compagni devono puntare al successo da tre punti se vogliono essere sicuri di ottenere la permanenza.

A preoccupare, però, oltre all’aspetto motivazionale derivante dalle dichiarazioni del coach e dall’atteggiamento in campo dei giocatori, vi sono anche alcune considerazioni di campo. La Gioiella Prisma Taranto nelle ultime giornate ha praticamente giocato senza opposto. Gironi, dopo l’infortunio occorsogli alla seconda di ritorno contro Trento, non è più stato lo stesso. E quindi è venuto a mancare un terminale offensivo determinante. Lo si è praticamente notato nell’ultimo match contro Modena quando a Gironi è stato immediatamente alternato prima l’acerbo tedesco Hopt e poi il rispolverato canadese Hofer (di ruolo schiacciatore).

Resta, infine, lo stiamo facendo notare da sempre, che il problema principale di questa squadra è stato per tutto l’anno la ricezione, dalla quale non si sono mai avuti progressi rilevanti, condizionando il sistema di gioco. Incredibile che non vi siano stati miglioramenti in questo fondamentale nonostante la presenza nello staff tecnico di due ex mostri sacri del bagher come Corsano e Papi che, se potessero rimettere i pantaloncini, probabilmente nel giro dietro sarebbero più utili dei giocatori attuali.

Altro capitolo: l’enorme quantità di battute sbagliate che ha visto nel più combattivo dei rossoblù, il capitano Lanza (32 errori nelle ultime sei gare, 7 a Modena) il protagonista negativo.

Ma, nonostante, queste premesse, tutt’altro che incoraggianti, la Gioiella Prisma Taranto ha ancora in mano il suo destino e con l’aiuto di un PalaMazzola gremito di appassionati può raggiungere il suo piccolo scudetto in una stagione tra le più competitive di sempre in Superlega.

 

 

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