| --° Taranto

Paula Magalhaes, architetto brasiliano (nata a Pantanal, nel Mato Grosso do Sul, in una foresta simile a amazzonica), ha portato nella città vecchia l’amore ‘caliente’ della sua terra d’origine, unita a una robusta dose di testardaggine, tipica di chi crede nei suoi obiettivi, tale da far superare ogni ostacolo nel suo cammino. Anche di quelli (i più difficili, in verità) che derivano dalla burocrazia.

Anche la sua vicenda, come le altre già raccontate, sono legate alla vendita da parte del Comune delle case a un euro, non tutte andate a buon fine. “Ne avevo sentito parlare nel 2020 mentre mi trovavo in Calabria, bloccata dalla pandemia, in cerca di un’opportunità per uscire dall’impasse – racconta – Al primo bando non ebbi fortuna, ma in quello successivo, nel 2021, quando decisi di trasferirmi nel centro storico, riuscii ad aggiudicarmi, sia pure dopo sorteggio con un concorrente a pari merito nella apposita graduatoria, l’edificio in largo Gennarini di due piani superiore più ipogeo, che affaccia anche su postierla Immacolata e via Duomo, affianco al Caffè Letterario. Preparai subito il progetto, che definii ‘Casa tropicale’, dove avrei abitato e avrei insediato lo studio professionale, assieme a spazi per mostre d’arte a rotazione di architettura e designer”.

In città vecchia ricordano ancora la festa che nel luglio del 2023, la professionista organizzò in largo Gennarini per celebrare l’evento, tutto in tema brasiliano, fra musiche, danze e prelibatezze varie, dove parteciparono circa cinquecento persone, fra amici ed estimatori, giunti da tutta la città. Si aspettava, ormai, solo il perfezionamento del passaggio di proprietà per iniziare i lavori di riqualificazione dell’immobile, inabitato da tanto tempo. L’eccessiva attesa e le tante telefonate di sollecito fecero scattare l’allarme in Paula, che alla fine scoprì l’inghippo.

“La Soprintendenza voleva sapere se l’immobile fosse considerato o meno bene culturale – racconta – e per questo era necessario procedere a un sopralluogo, risultato impossibile a causa degli accessi murati. La questione sembrava senza via d’uscita. Cosa fare? Mi resi conto dell’esistenza, sopra il portone sulla facciata di via Duomo, di una apertura, abbastanza larga da farci passare la mano. Perciò mi dotai di una grande scala e, giunta all’altezza della fessura, vi feci entrare la macchina fotografica con la quale scattai, così, alla cieca, innumerevoli foto, che, nella speranza che potessero sostituisse il sopralluogo, inviai alla Soprintendenza. Da parte di quest’ultima, mi fu però risposto che le immagini andavano bene, ma che dovevano essere inviate non da un privato, cioè da me, ma dal Comune. Così ritornai egli uffici competenti ed ottenni che vi ottemperassero. Dopo mesi di attesa, giunse il verdetto: l’immobile doveva essere considerato bene culturale, ma che poteva essere avviato l’intervento di riqualificazione”.

L’architetto pensava che fosse tutto risolto, tant’è che subito stipulò la fidejussione di mille euro con il Comune (così come previsto dal bando), a garanzia dell’imminente realizzazione dei lavori. Ora necessitava la trascrizione dell’autorizzazione, da parte della Soprintendenza, alla Conservatoria. Sembrava una formalità da risolvere nel giro di poco tempo, ma così non è stato. “Da alcuni mesi, ogni lunedì, mi reco alla Soprintendenza per chiedere se la questione si fosse risolta, ma ogni volta saltano fuori problemi sempre diversi. Ma io non mi stanco, sono testa dura e non mollerò finché non ne sarò venuta a capo”.

Fra l’altro Paula Magalhaes, nei mesi scorsi, ha ricevuto la visita di una troupe di un’importantissima rete televisiva brasiliana, la “Globo”, alla quale raccontò, entusiasta, della sua esperienza in città vecchia, tacendo del resto della vicenda. “A seguito del servizio – racconta – sono stata contattata da numerose personalità desiderose di investire in Italia, nella fattispecie a Taranto, nel settore della riqualificazione immobiliare. Una di loro ha già acquistato da un privato un vecchio edificio in vico Quartiere, vicino a palazzo di città, i cui lavori di ristrutturazione sono in corso. Altri si apprestano a farlo, con la speranza che eventuali intralci burocratici non li scoraggino”.

E per l‘ultimo bando delle case a un euro, quello del 2023? “Ho partecipato anche a quello: sia personalmente sia con due progetti per miei clienti – conclude -Questi ultimi due sono andati a buon fine, mentre quello a mio nome, no. Forse sarà perché… sono brasiliana?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *