Una domenica sera per deboli di cuore. La Gioiella Prisma Taranto retrocede in A/2 pur terminando a pari punti (15) con Monza ma soccombe avendo meno vittorie (4 contro 6). I rossoblù dopo aver perso al Palamazzola, davanti ad oltre duemila spettatori, al tie-break del quinto set contro Verona, hanno dovuto attendere la fine della partita tra Monza e Cisterna, terminata anch’essa al quinto set e vinta dai brianzoli 16-14 in un finale di gara per deboli di cuore (14-12, 14-14. 15-14 e sul punto successivo che poteva regalare la vittoria video-ceck favorevole a Cisterna, e poi il 17-15 finale che condanna Taranto).
Una sofferenza indicibile per gli appassionati di pallavolo jonici, un finale che più thrilling non si poteva immaginare, con il cuore in gola e poi l’amaro sapore di una retrocessione che si poteva evitare. Peccato perché i la squadra rossoblù per oltre metà match ha tirato fuori una prova compatta, ordinata, lucida, attenta (pochi errori gratuiti nei fondamentali come battuta e ricezione che nelle uscite precedenti erano stati penalizzanti) riuscendo ad emergere anche nei momenti in cui il braccino poteva diventare corto, come nel secondo set vinto ai vantaggi 31-29 dopo esser stata sotto 22-24 o nel terzo parziale quando ha subìto la rimonta di Verona da 24-22 a 24-25. Poi i soliti black-out di una squadra umorale che ha ceduto nettamente sia il quarto che il quinto set.
Con questa retrocessione si chiude la parabola discendente dello sport tarantino nell’anno di Taranto Capitale Europea dello Sport 2025, che si è rivelata una sciagura considerato anche il fondo toccato dal calcio (retrocesso in serie D) e il ritiro dal campionato di serie B regionale del Cus Jonico.
*foto Paolo Occhinegro

