Il fattore tempo è ormai condizionante per la città di Taranto. Si corre per arrivare in tempo con l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, si deve necessariamente correre per scegliere il candidato sindaco, approntare liste e programma in vista delle elezioni amministrative che sono praticamente dietro l’angolo (presumibilmente l’11 maggio, ndr).
Il rischio di ritrovarsi candidati la maggior parte dei consiglieri comunali uscenti è molto alto visto che partiti e movimenti non vogliono certo perdere il pacchetto di voti garantiti da questi.
L’illusione che possa esserci una ventata di novità è spazzata dalle riunioni che le due coalizioni, quella di centrosinistra e quella di centrodestra, stanno organizzando a ritmo sostenuto negli ultimi giorni, nel corso delle quali trovare un accordo su un nome che possa concorrere alla poltrona di sindaco è piuttosto complicato.
Nel Partito Democratico tre i nomi in corsa: Mattia Giorno (ex assessore della giunta Melucci ed ex fedelissimo del fu sindaco), Francesca Viggiano (vicepresidente regionale del Pd, ed ex assessore della prima giunta Melucci, anche lei fu fedelissima…), Vincenzo Di Gregorio (consigliere regionale ed ex consigliere comunale). Il nome su cui puntano a Bari, da proporre al tavolo del centrosinistra della prossima settimana è il primo: giovane, rampante e soprattutto “scelto” dal governatore di Puglia, Michele Emiliano.
Il movimento politico Con non ci starebbe, però, e spingerebbe per candidare l’ex presidente del Consiglio comunale, Piero Bitetti ed ha dato un termine (lunedì prossimo) entro il quale trovare un accordo.
Il Movimento5Stelle (4% alle scorse amministrative in coalizione con Melucci), prova a dire la sua e terrebbe in caldo il nome del senatore Mario Turco (vicepresidente nazionale) ma il peso politico specifico attuale dei pentastellati non è tale da poter imporre delle scelte. Tutto dipenderà dagli accordi nazionali, dalla volontà di azionare la modalità “campo largo” anche perché le campagne elettorali sono due: prima le amministrative e poi le regionali.
Bisognerà capire anche l’orientamento di Europa Verde che in rampa di lancio avrebbe un suo nominativo: l’ex europarlamentare Rosa D’Amato, già nel M5S. Demos dell’ex consigliere comunale Gianni Liviano chiede insistentemente che il candidato della coalizione esca dalle primarie generali.
Nella coalizione di centrodestra vige la stessa incertezza. Non c’è ancora un candidato forte sul quale puntare. Si è fatto largo negli ultimi giorni il nome di Francesco Tacente, presidente del CTP, uomo più di centro che di destra visto che ha aderito al movimento politico “Io C’Entro” che, aspira ad essere ago della bilancia ma in realtà è un calderone che tiene assieme i sostenitori della giunta Melucci, in molti casi anche ex appartenenti alla giunta stessa.
Questo aspetto è oggetto di discussione all’interno di Fratelli d’Italia che vorrebbe esprimere un altro tipo di candidato, ossia uno che si identifichi fortemente con la coalizione che attualmente è al governo. E quindi il nome sarebbe quello di Massimiliano Di Cuia, consigliere regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia. In alternativa è spuntato anche Luca Lazzàro, presidente regionale di Confagricoltura.
Il coordinatore cittadino di FdI, Gianluca Mongelli, intanto, assicura che il candidato sindaco debba essere espresso dal tavolo provinciale del centrodestra e chiaramente identificabile con la storia e i valori dell’alleanza. Si dichiara aperto al civismo ma esprime un veto nei confronti di quelle figure provenienti dalla giunta Melucci che magari vogliono prodursi nell’ennesimo salto della quaglia.
Per il momento l’unico candidato sicuro è il civico Mirko Di Bello (coalizione di liste sintetizzate in “Adesso”) che si è portato avanti già presentandosi più volte all’opinione pubblica e che gode sui social di una serie di follower piuttosto accaniti.
Il poco tempo a disposizione sicuramente non produrrà programmi elettorali innovativi: il centrosinistra ha già fatto sapere che la linea tracciata con “Ecosistema Taranto” è quella giusta. E’ solo finito nella mani sbagliate (Melucci). Il centrodestra punta a ristabilire la normalità in una città che ha perso di vista gli aspetti essenziali del vivere comune (ordine, decoro, pulizia, sicurezza, attenzione verso le periferie) .
Il corriereditaranto.it a tutti i candidati porrà tre quesiti che non riguardano i programmi, che lasciano il tempo che trovano:
Come pensano di recuperare gli astensionisti che nelle ultime tornate elettorali sono arrivati ad essere quasi un avente diritto al voto su due;
Se hanno intenzione di far conoscere nel corso della campagna elettorale la squadra degli assessori che andrebbe a collaborare con il sindaco in modo che l’elettore abbia un quadro più ampio di voterà;
Se per evitare i continui cambi di casacca non sia il caso di far firmare ai consiglieri eletti un documento nel quale dichiarano di dimettersi automaticamente nell’eventualità in cui mutino schieramento politico (da opposizione a maggioranza e viceversa).
Vedremo se ci sarà realmente la volontà di un cambio di registro o se le prossime saranno le elezioni della restaurazione, quelle dei soliti noti, di coloro che portano in dote un pacchetto di voti (1000/2000) “irrinunciabile”, pronti come dei serpenti a cambiare pelle a seconda dell’occasione…
