Stiamo notando da diversi giorni che sta tornando alla carica il “grande vecchio”, l’amico (ex o forse no) fraterno del signor G.,  il dirigente che avuto potere di rappresentanza nel Taranto FC 1927 ma che non è mai apparso. Una persona invisa alla tifoseria più di tanti altri, per il suo mai chiaro operato in seno al Taranto. Una persona capace, quando le cose si mettono male, di spostare l’attenzione verso altri problemi, indicando sempre un altro capro espiatorio: il Sindaco, il Sistema, il Palazzo… una delle regole della comunicazione persuasiva. A noi la devi raccontare!

Purtroppo per lui, però, noi abbiamo la memoria lunga e nell’era dell’eccesso comunicativo dove tante notizie e informazioni si perdono, riusciamo ancora a ricordare alcune cose. Negli ultimi giorni l’ex Procuratore Speciale del Taranto FC1927 ha iniziato sui social la messa sul bancone del suo miglior repertorio, foto d’epoca, vittorie, personaggi importanti conosciuti, la salvezza di Ragusa e gli anni d’oro con Blasi presidente. Ah, che bel Direttore Generale che aveva il Taranto, vincente e carismatico. Solo cose belle. Davvero, chissà perché ce l’hanno tutti con lui. E in effetti, se dovessimo chiedere alla gente, molto spesso si troverebbe in difficoltà a rispondere.

Abbiamo l’impressione, però, conoscendo il personaggio, che questi bei amarcord social non siano altro che la manovra di recuperare feeling col tifoso dalla memoria corta, quello che dimentica facilmente, quello che non conosce i tanti retroscena. Lui il bene,  signor G. e signor Z,  il Male. Facendo dimenticare che Lui è in società dal 2018, con incarichi più o meno occulti e/o ufficiali (consulente personale del presidente, Procuratore Speciale, legale rappresentante…) e che anche lui è complice del fallimento del Taranto.

Nel suo ultimo post Facebook addirittura ribalta la narrazione degli eventi, la verità dei fatti: “Chi vuole comprendere comprenda. Il tramonto del calcio a Taranto è iniziato con l’incendio della curva sud dello Iacovone. Partite in campo neutro ed a porte chiuse, con relativa fuga degli sponsor. Tutto perché qualcuno aveva stoccato sotto quella curva del materiale altamente infiammabile. La domanda è: non sarà che ci ritroviamo Sindaco della città qualcuno che, nel merito, ha delle responsabilità …?”

Analizziamo il suo ultimo post: “Partite in campo neutro ed a porte chiuse, con relativa fuga degli sponsor”: Falso. Basta leggere cosa scrive la Corte Federale d’Appello nella decisione 0109/CFA-2023-2024. Proprio nella tesi difensiva sul -4 di marzo la società del Taranto si era difesa sostenendo che le scadenze non fossero state rispettate per colpa dei mancati incassi e della perdita di sponsor, una tesi che la Corte ha dichiarato “non meritevole di favorevole considerazione”, perché la società non l’ha potuto provare. Insomma, chiacchiere da non prendere in considerazione. Eppure, queste chiacchiere ritornano, come se fosse andata davvero così.

Poi, che questo post preso in considerazione sia indirizzato principalmente ad uno degli attuali candidati sindaci (all’epoca era Assessore e su cui si era puntato il dito come responsabile dello stoccaggio del materiale infiammabile sotto la Sud) lascia il tempo che trova. Chissà a chi vuole tirare la volata Lui.  Dovrebbe, invece, pensare che Taranto è stanca di tutti coloro che hanno affossato il Taranto, condannando la città al nulla calcistico.

*A cura di Cataldo Conte (editorialista esterno), uno, nessuno e centomila tra i tifosi rossoblù

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