“Rispondete con lettera di diffida alla comunicazione aziendale”. I sindacati sono ancora sul piede di guerra contro Assocontact e le aziende aderenti, tra cui Network Contacts (che occupa circa 400 dipendenti a Taranto e oltre 5mila a Molfetta), per il nuovo contratto siglato con la Cisal che dall’1 febbraio scorso ha sostituito con decisione unilaterale quello delle telecomunicazioni. Un contratto contestato dalle organizzazioni sindacali per le condizioni ritenute peggiorative per i lavoratori.

Nei giorni scorsi è stata recapitata ai dipendenti delle aziende che fanno capo ad Assocontact una semplice comunicazione che certifica il passaggio al nuovo contratto Cisal. I sindacati di categoria ora invitano i lavoratori o opporsi attraverso una lettera di diffida con cui individualmente ci si oppone alla novazione contrattuale. Si fa presente che “il mancato invio di questa missiva potrebbe essere inteso da un giudice, nel caso in cui si arrivi davvero ad una causa, come silenzio-assenso, una tacita accettazione del contratto che vorrebbero imporre”.

La vertenza continua, dunque. “La nostra consulta legale – spiega Andrea Lumino, responsabile delle Telecomunicazioni della Slc Cgil Puglia – ha definito il contenuto delle lettere che ciascun lavoratore potrà inviare all’azienda ed anche alle committenti, queste ultime poco attente alle nostre difficoltà e a quelle del settore”. Il contratto, osserva il sindacalista, “giuridicamente è sottoscritto da due soggetti. Non puoi cambiarlo con condizioni capestro al ribasso come hanno fatto loro. Fosse stato un contratto equivalente avrebbero avuto la possibilità giuridica di farlo, ma il contratto che hanno adottato è al ribasso e l’ultima busta paga lo ha certificato. Hanno ricevuto infatti una retribuzione che ingloba già il rinnovo per i prossimi tre anni quando invece con il contratto delle telecomunicazioni l’aumento contrattuale sarebbe stato di 200 euro al mese. A questo si sommano le penalizzazioni per la malattia, i permessi retribuiti e altro”.

Alla iniziativa individuale suggerita ai lavoratori se ne aggiunge “un’altra collettiva con l’art. 28 – rivela Lumino al corriereditaranto.it – per la denuncia di attività antisindacale. Banalmente noi non siamo stati nemmeno invitati al tavolo delle trattative su questo contratto. L’azienda dice di aver cercato un confronto, ma non è così. Erano ben consapevoli, essendo queste condizioni capestro, che non avrebbero mai potuto avere la firma su quel contratto”. Il sindacalista sostiene che “l’azienda non ha voluto tornare indietro. Lo certificano i bilanci che è in difficoltà. Noi non possiamo accettare che si utilizzino i lavoratori come bancomat per uscire dallo stato di crisi, non si può scaricare sull’anello più debole il rischio di impresa”.

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil parlano di “attacco frontale alle conquiste dei lavoratori e delle lavoratrici”, come “lo smantellamento della clausola sociale” che tutela i lavoratori nel passaggio da un’azienda a un’altra vincitrice di appalto.

L’Usb contesta “la cancellazione di diritti acquisiti, la precarizzazione degli orari di lavoro, i tagli alla retribuzione dei festivi, il mancato pagamento dell’Egr (somma prevista dal contratto collettivo nazionale che funge da compensazione nel caso in cui non venga concordato un premio basato sui risultati aziendali, ndr), l’applicazione discrezionale dello smart working, il rifiuto di qualunque contrattazione collettiva e di relazioni sindacali”.

Per Ugl Telecomunicazioni il nuovo contratto sta “mettendo a serio rischio i diritti acquisiti dai lavoratori e l’intera filiera delle telecomunicazioni con azioni che producono dumping e rischiano di produrre nuove gare al massimo ribasso, causando una vera e propria deflagrazione in un settore strategico per la nazione”.

Lumino fa presente che “rispetto all’associazione principale di categoria che è Asstel, Assonctact è comunque una categoria minore. Il vulnus ce l’abbiamo noi in Puglia, dove sono interessati circa 6mila lavoratori. Comunque, la battaglia sindacale a livello nazionale ha iniziato a produrre effetti. Diverse aziende hanno abbandonato Assocontact. Ora di aziende importanti hanno solo Network Contacts e 3G. Già loro si sono altamente depotenziati. Importanti committenti hanno inoltre lanciato un aut aut: o applicano il contratto di telecomunicazioni o interrompono il rapporto con loro”.

Per il 31 marzo prossimo, intanto, è stato proclamato uno sciopero nazionale del settore che riguarda sia il rinnovo del contratto collettivo di lavoro delle telecomunicazioni, scaduto il 31 dicembre 2022, che l’introduzione del contratto Cisal per le aziende aderenti ad Assocontact.

“Le vicende – avverte il responsabile Telecomunicazioni della Slc Cgil regionale – hanno uno stretto legame. Se passa il principio che io posso cambiare il contratto dalla sera alla mattina con condizioni capestro è ovvio che le aziende regolari, come Teleperformance, Covisian, Comdata, le più importanti che applicano il contratto delle telecomunicazioni, ovviamente poi vanno fuori mercato. Se a loro il lavoratore costa 100 e a Network costa 10 e il committente decide di andare da quello che gli costa meno è chiaro che loro dovranno adattarsi. Il 31 marzo facciamo lo sciopero su tutto. E l’interlocutore principale per noi è la politica perché il ministro del Lavoro Elvira Calderone un anno fa assunse un impegno, sostenendo che avrebbe emanato un decreto con il quale si stabiliva che il contratto delle telecomunicazioni sarebbe stato il contratto prevalente del settore. Se tenesse fede, dunque, a quanto promesso un anno fa questa storia finirebbe un secondo dopo. Il punto ora – taglia corto Lumino – è capire il governo e il ministro da che parte stanno”.

One Response

  1. Un motivo in più per votare SI ai referendum proposti dalla CGIL contro il precariato e per una legge sulla rappresentanza. Chi rappresenta chi è un problema di democrazia.

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