La Giunta comunale di Manduria ha approvato la delibera per impugnare davanti dal Tar di Bari, il provvedimento con il quale lo scorso 12 febbraio la Giunta regionale ha dato il via libera all’aggiornamento del Piano regionale di gestione rifiuti urbani (PRGRU) per quanto concerne il segmento della filiera degli smaltimenti in discarica, con una variazione dell’assetto impiantistico, in particolare delle volumetrie disponibili nel breve periodo, con sopralzi e senza consumo di nuovo suolo, nei siti di Deliceto, Ugento e di Manduria e con condizioni vincolanti per l’entrata in esercizio del sito di Corigliano d’Otranto.

Difatti, pur non essendo ancora stato pubblicato il PAUR, grazie a questo provvedimento la discarica Manduriambiente potrà effettuare il sopralzo (simile a quello già realizzato una decina di anni fa) che aveva ottenuto il via libera dalla Conferenza dei Servizi del gennaio di un anno di fa, nonostante i pareri contrari espressi da Asl Taranto e il Consiglio comunale di Manduria all’unanimità (oltre che i consiglieri regionali di opposizione ed il Movimento 5 Stelle). Un innalzamento delle campate che raggiungerebbero un’altezza di 14 metri e spazio ad altri 150.000 metri cubi di spazzatura per un totale di 1.168.000 metri cubi di rifiuto solido urbano.

Le criticità evidenziate riguardavano il rischio di percolazione in falda, la tenuta della guaina di contenimento, l’eccessiva concentrazione di impianti a forte impatto ambientale nella zona, le emissioni odorigene intollerabili per la cittadinanza. In realtà, è bene sottolinearlo, anche Arpa Puglia nel corso del procedimento ha espresso diverse criticità: il parere (obbligatorio) positivo espresso dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ha infatti riguardato soltanto il piano di monitoraggio e controllo (positivo in quanto questo PMC è per un impianto esistente, quindi era solo da aggiornare). Invece, il parere negativo espresso sulla parte VIA e AIA (in cui ARPA Puglia può esprimere solo un parere consultivo) non è stato preso in considerazione.

Nella delibera di giunta si legge che il provvedimento della Giunta regionale “ha di fatto avviato l’iter di ampliamento dei alcuni dei principali siti di smaltimento dei rifiuti, quale quello di Manduriambiente che da oltre un trentennio determina sul territorio di questo comune una insostenibile pressione ambientale; che di fatto questa Amministrazione ha sempre espresso il proprio assoluto, fermo ed incondizionato dissenso all’ipotesi e ad ogni richiesta di ampliamento in generale della piattaforma e delle volumetrie della discarica denominata “Manduriambiente”. L’operato di questa Amministrazione infatti, intendendosi per tale, la sua accezione più ampia, poiché pronunciatasi al riguardo unanimemente, ha affermato tale ferma posizione nel corso di tutto il mandato amministrativo, sia con dichiarazioni rilasciate attraverso gli organi di comunicazione di massa ed i social media, sia attraverso atti formali assunti dai più rilevanti organi collegiali dell’Ente ovvero il Consiglio Comunale e le competenti commissioni consiliari”.

Sempre nella delibera si legge ancora che “richiamata, a tale proposito, la deliberazione di Consiglio Comunale n. 68 del 20.07.2022, il cui contenuto di indirizzo politico si sintetizza nel non consentire sul territorio di questo Comune ampliamenti di discariche, recuperi di discariche esaurite, nuove discariche, realizzazione in generale di impianti per il trattamento dei rifiuti (anche frazioni organiche del residuo solido urbano e compostaggio); di dare mandato al Sindaco di rappresentare tale dissenso, in ogni competente  sede politica, tecnica ed istituzionale in genere”.

Comune di Manduria che è anche il proprietario della discarica, data in concessione per 15 anni, ormai abbondantemente trascorsi. E che difficilmente uscirà vincitore da questa causa legale contro la Regione. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/02/13/a-manduria-arriveranno-ancora-rifiuti/)

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