Metabolizzare la delusione dovuta alla retrocessione per poi programmare il futuro, dovrà essere questo l’obiettivo dei vertici della Gioiella Prisma Taranto.
Saranno in tanti, praticamente tutti, i giocatori che lasceranno Taranto in un’ipotetica nuova avventura in A2. Ipotetica perché ancora non sono chiare le intenzioni della proprietà sul prossimo futuro.
In partenza c’è anche Aimone Alletti, il centrale che il nuovo corso della Prisma Volley l’ha praticamente vissuto dai primi istanti. Arrivato in riva allo Ionio nel 2020, si è reso protagonista della promozione dalla serie A2 e delle tre salvezze conquistate nella massima serie.

Aimone, nonostante la Prisma fino all’ultima giornata non sia mai stata ultima è arrivata la retrocessione. Quali sono stati i fattori che hanno portato a questo risultato?
“Evidentemente quello che abbiamo fatto non è stato sufficiente. Alla fine la classifica ha detto questo e bisogna accettare l’esito. Non era quello che volevamo e abbiamo tanto da recriminare. Ci sono state occasioni che ci avrebbero permesso di raccogliere più punti e non le abbiamo sfruttate; forse è proprio questo che ci ha condannato, la non capacità di chiudere quando c’è stata l’opportunità.”

Bisogna considerare che Taranto nella prima parte di stagione ha giocato una buonissima pallavolo riuscendo a mettere in difficoltà anche le big del torneo, dopo cosa è successo?
“Nel girone di andata c’è stata la vittoria con Milano alla prima giornata che ci ha un po’ illuso e poi da dicembre c’è stato un calo. L’impegno c’è sempre stato così come anche il gioco a tratti siamo sempre riusciti ad esprimerlo. Mentre nell’andata siamo riusciti a raccogliere di più, nel girone di ritorno un po’ di situazioni e anche la sfortuna, come l’infortunio di Gironi in casa con Trento mentre stavamo vincendo, hanno fatto si che la seconda parte di stagione sia stata al di sotto delle aspettative”.

Le prestazioni della Prisma calavano e Grottazzolina iniziava a macinare punti su punti riuscendo a salvarsi addirittura in anticipo. Non credi sia stata sottovalutata la neopromossa?
“No, non abbiamo mai sottovalutato nessuna squadra, tantomeno Grottazzolina. Sapevamo che ogni partita sarebbe stata difficile e che nessuno avrebbe mai mollato”.

Ci sarà posto per Aimone Alletti nella Prisma Taranto in un’eventuale A2?
“Non credo di restare perché sono arrivato ad un punto della mia carriera dove devo fare per forza delle scelte. Inizio ad avere qualche annetto ed il richiamo della famiglia si fa sentire. Quest’anno ero da solo a Taranto e non è stato semplice sia per me che per i miei famigliari. Sono tutte considerazioni che devo fare in prospettiva di un futuro sia dentro che fuori dal campo. Di questi cinque anni mi porto tanto, sicuramente tanto. Sono stati anni intensi in cui abbiamo gioito perché ci sono state grandissime soddisfazioni e traguardi ottenuti. La retrocessione di quest’anno non cancellerà i ricordi che mi porto dentro. Sono arrivato l’anno del Covid e dell’A2, lascio un ambiente trasformato con tanto entusiasmo, tante persone che si sono affezionate a questa squadra con una società che è cresciuta tantissimo. Mi porto dentro questo grande risultato che è stato far tornare la passione e l’emozione al PalaMazzola”.

I tifosi ti hanno definito il vero capitano, i tuoi cinque anni a Taranto e il tuo attaccamento alla maglia ti hanno fatto diventare la bandiera della Prisma Taranto. Vuoi mandare un messaggio alla tifoseria?
“Li ringrazio per averci supportato in tutti questi anni. So quanto ci tenessero e sanno quanto ci tenevo anch’io. E’ stata una grande cavalcata di cui vado molto fiero e li ringrazio per tutto l’affetto che mi hanno dimostrato”.

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