Si lavora nuovamente per mantenere la gestione pubblica degli asili nido di Taranto. Questo, in sintesi, il risultato del confronto che si è svolto poche ore fa, a Palazzo di Città, tra la commissaria prefettizia, Giuliana Perrotta, e la delegazione del Coordinamento cittadino in difesa degli asili nido comunali.
“La commissaria ha ascoltato attentamente le nostre proposte di rendere la gestione pubblica economicamente sostenibile per il Comune – ha spiegato Luca Contrario (PD) – attraverso la variazione di Bilancio che dovrebbe coprire il costo del servizio”.
La Perrotta non si è sbilanciata sulla decisione: attenderà le relazioni delle direzioni tecniche e lavorerà “a trovare una soluzione che non vada contro l’evidente volontà di tutto il territorio, ovvero quella di non procedere all’esternalizzazione”, ha aggiunto Contrario, che ha fatto anche notare le contraddizioni presenti all’interno del DUP.
Oltre all’ex consigliere comunale dei dem erano presenti Linda Boccuzzi (Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia), Marzia Negro (Ass.Libera Taranto), Stefania D’Ippolito (rappresentante dei genitori), Tiziana Ronsisvalle della CGIL e Francesco Marchese dell’USB. Alla riunione sono stati invitati anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali di categoria.
“La commissaria – ha dichiarato la Boccuzzi – ha sentito la necessità di ascoltare dalla nostra voce le ragioni della difesa di questo servizio e siamo stati ben lieti di parlarne: dalle garanzie per i bambini, le famiglie e il personale, fornite da un regolamento di gestione che tutti possono conoscere, per proseguire con il coinvolgimento delle famiglie nel progetto educativo, la centralità del bambino, la partecipazione delle famiglie alla gestione del servizio, per continuare con le assunzioni del personale garantite dal concorso e concludere con il rapporto numerico educatore/bambino, sempre attento all’equilibrio”.
Per il Coordinamento i fondi ci sono, è solo necessario reperirli con maggior attenzione: “L’amministrazione Melucci – ha aggiunto la Boccuzzi – ha assunto recentemente 50 nuove educatrici e privatizzare ora il servizio rappresenterebbe una contraddizione evidente, un vero e proprio controsenso. Infatti, generalmente, le amministrazioni sono costrette ad esternalizzare il servizio per carenza di personale, cosa che qui non accade”.
Lo spostamento del personale educativo su altre mansioni comunali, tra l’altro, comporterebbe una perdita di competenze e professionalità, pur continuando a “pesare” sul bilancio.
Fabio Ligonzo (CISL FP) ha esplicitato gli aspetti che riguardano la tutela dei lavoratori, in particolare la necessità di avviare con urgenza l’iter per il riconoscimento del nuovo profilo professionale in categoria D per il personale avente diritto, garantendo la valorizzazione delle competenze e la crescita professionale.
Chiesta anche la rettifica del calendario scolastico, in quanto l’indennità di tempo potenziato, prevista dall’art. 37, comma 7, del CCNL 14.9.2000, deve essere erogata per dieci mesi (settembre – giugno).
Particolarmente incisivo, poi, l’intervento della mamma presente in rappresentanza dei genitori, che ha posto l’accento sulla continuità educativa: i bambini, infatti, si troverebbero a settembre con personale differente da quello che ha condiviso con loro il percorso in questi mesi.
“Si è parlato anche del fatto che le educatrici – ha concluso la Boccuzzi – in virtù del contratto, sono ora in attesa di un passaggio di categoria, con evidenti vantaggi di carattere economico: un passaggio che, però, non sarebbe garantito se si spostasse il personale negli uffici comunali. Insomma, la commissaria ci terrà aggiornati sugli sviluppi della situazione: noi restiamo in allerta, in attesa di risposte ufficiali entro una decina di giorni”.