Il Medimex è molto più di un semplice festival musicale: è un vero e proprio punto d’incontro per artisti, professionisti del settore e appassionati di musica. Questo evento internazionale porta ogni anno in Puglia un mix unico di concerti, showcase, masterclass e incontri con grandi nomi della scena musicale nazionale e internazionale. Oltre ai live imperdibili, il Medimex rappresenta un’opportunità per chi lavora nel settore musicale, offrendo spazi di networking, aggiornamento e confronto sulle nuove tendenze dell’industria discografica. Ma è anche un momento di scoperta per il pubblico, con mostre, proiezioni e approfondimenti che raccontano la musica a 360 gradi. Vi racconteremo questo evento attraverso un’intervista al coordinatore artistico del Medimex, Cesare Veronico.
Quali sono stati gli obiettivi principali del Medimex a partire dall’anno della sua fondazione, ovvero il 2011.
“Gli obiettivi sono aumentati. All’inizio di questo percorso abbiamo pensato al sostegno degli artisti pugliesi e del sistema musicale pugliese, poi ci siamo proposti di avvicinare la musica della Puglia al resto d’Europa. Obiettivo centrato dato che il Medimex è stato il primo luogo di discussione dell’industria musicale italiana. Per questo poi abbiamo completato il processo di internazionalizzazione del festival. Mi interessava soprattutto coinvolgere il pubblico ed abbiamo puntato decisamente anche sul marketing territoriale – ricordiamoci che siamo una istituzione pubblica – ossia sulla ricaduta economica che un investimento del genere può avere sul territorio. Quindi abbiamo spostato il Medimex dalla periferia ( Fiera del Levante) al centro di Bari per scegliere anno dopo anno luoghi più attrattivi in cui svolgere il festival in modo da creare un maggior movimento di pubblico e quindi ricaduta economica per gli esercizi commerciali, per gli alberghi, per i pub delle città. Per cui dall’avere un solo l’obiettivo all’inizio del mio mandato, gli obiettivi sono diventati 4 o 5 da raggiungere con un investimento che producesse bellezza, attenzione dei turisti e del pubblico internazionale, ed un moltiplicatore economico dato che la ricaduta sul territorio pare che sia tre -quattro volte rispetto all’investimento. E mi sembra che a Taranto negli ultimi anni accada ciò con la settimana del Medimex, che fa registrare il tutto esaurito in alberghi e ristoranti e l’immagine della città, aspetto dato per scontato ma non lo è, di un palco montato sulla Rotonda del Lungomare con il mare a sinistra e l’imponente Palazzo del Governo a destra, che rappresenta una specie cartolina che gira in tutto il mondo.”
Ci può raccontare qualche aneddoto significativo avvenuto nelle precedenti edizioni del Festival’
“Ce ne sono tantissimi, alcuni li ho già raccontati proprio al corriereditaranto.it : Patti Smith, considerata la poetessa del rock, figura iconica nell’ambito della musica internazionale, nota anche per aver interpretato meglio di Springsteen un brano di Springsteen, è stata cinque giorni a Taranto e credo che non ci sia un tarantino che non abbia un selfie con lei che andata, ad esempio, in giro per pescherie a chiedere cosa fosse una cozza tarantina.
Oppure i Kraftwerk, gli inventori della musica elettronica. Come premio Medimex gli regalammo una chitarra e questi scoppiarono a ridere come pazzi perché praticamente, quando loro esordivano negli anni’70 con i sintetizzatori, attorno a loro mietevano successo band rock come Led Zeppelin, Black Sabbath, Rolling Stones. Fu un momento divertentissimo perché, ovviamente, scoppiarono a ridere tra di loro magari domandandosi ‘ma questi proprio a noi vengono a regalare una chitarra?’.
Liam Gallagher, cantante degli Oasis, tutti ci dicevano che fosse molto antipatico e che non si faceva fotografie con nessuno. Quando sono andato nel backstage, semplicemente a salutarlo come direttore del Medimex, cercai di creare subito un feeling sapendo che fosse appassionato di calcio e gli parlai del Manchester City, squadra per la quale fa un tifo sfegatato e gli dissi ‘guarda, hai fatto un così bel concerto che al prossimo Manchester City-Manchester United, tiferò per il City’ e lui praticamente si è sciolse in un sorriso e alla fine fu lui a chiedere a me di fare la fotografia con me ed il premio.
Uno simpaticissimo è stato il cantante dei Pulp ,Jarvis Cocker. Noi gli abbiamo regalato una piccola luminaria tipica nostra pugliese e lui l’ha portato e l’ha accesa sul palco.”
Come viene misurato il successo del Medimex in termini di impatto culturale ed economico.
“Sul piano economico ho già parlato dell’effetto moltiplicatore con ristoranti ed alberghi pieni. Dal punto di vista culturale ho avuto un’idea folle: siccome a Taranto non ci sono tanti posti dove è possibile fare le mostre, andai a parlare con la direttrice del MArTA per allestire una mostra di musica rock all’interno del Museo Archeologico 2018, una cosa che ha funzionato benissimo da subito. Ora ci sono molti musei italiani che ospitano mostre legate alla musica contemporanea, Tra l’altro il MArTA ha aperto le sue porte anche a dei piccoli concerti, per cui un museo archeologico, per quanto importante sia, è riuscito a togliersi la polvere di dosso, a promuoversi anche tra persone che magari non sapevano neanche cosa fosse.”
Come viene promossa la sostenibilità ambientale durante il festival?
“Abbiamo un rapporto, ormai duraturo, con un’associazione che è certificata a livello europeo che si preoccupa di organizzare sulla rotonda del Lungomare, durante il concerto, il recupero di vetro, plastica, carta, e tutto ciò che si può differenziare. E’ inevitabile che durante un concerto si vada ad impattare sull’ambiente. I volontari di questa associazione sono presenti in modo costante e mi piace menzionare una bellissima foto scattata alla fine di un concerto in cui ci fu un sold out, nella quale non si vedeva una carta per strada. E’ normale che quando ci sono manifestazioni di questo tipo trovarsi davanti a fotografie in cui per terra, una volta terminato l’evento, ci si ritrova in mezzo a un mare di rifiuti, per lo più bottigliette o bicchieri di plastica. Al Medimex ciò non è mai accaduto”.
In ottica futura come vedrà il Medimex, quali saranno eventuali cambiamenti?
“Io credo che sarà inevitabile un ricambio generazionale. Non reggerò a lungo nel mio ruolo nonostante di anno in anno riesca a proporre temi, artisti e argomenti che ottengono un forte riscontro da parte del pubblico. Verrà un momento in cui io ed il mio staff avremo esaurito il nostro compito. A quel punto bisognerà puntare al rinnovamento. Voi giovani avete i vostri eroi e magari saranno presi in considerazione mentre sinora abbiamo cercato di portare al Medimex gli eroi della nostra generazione, quegli artisti che sono stati un punto di riferimento musicale per le generazioni successive. Parliamo di figure seminali nell’ambito della musica alla quale si sono ispirati anche eroi moderni del mondo del rock, del rap, dell’hip hop.
Un’istituzione culturale come la nostra deve muoversi lasciando ovviamente riferimenti importanti. Non possiamo prendere in considerazione ora il cantante contemporaneo, come ce ne sono a decine, che piazza un ‘One shot’ e poi scompare. Occorre necessariamente prendere in considerazione figure che restano nella storia della musica. Noi lavoriamo con finanziamenti pubblici, siamo istituzione culturale, dobbiamo prendere in considerazione personaggi che hanno avuto da dire qualcosa e che sono stati importanti per molto tempo.E questo tempo non è il tempo di un caffè, come capita moltissimo con la scena musicale attuale.
Però immagino che in futuro ci si possa rivolgere ai trentenni, ai quarantenni che magari sono quelli che dieci anni fa erano dei ragazzi quando noi abbiamo iniziato con il Medimex. Per cui mi auguro che ci siano personaggi diventati importanti nei primi anni 2000 o nei primi anni ’10 dei quali si possa raccontare la storia e l’evoluzione musicale in un naturale ricambio generazionale.
Ad esempio Kendrick Lamar è un artista che a me piacerebbe moltissimo raccontare perché è una figura seminale nonostante sia uscito qualche anno fa e non è non è detto che non lo facciamo nei prossimi Medimex. Chi verrà dopo di noi, dovrà essere in grado di avere una conoscenza tale per riuscire a capire quali sono questi personaggi importanti nell’ambito della musica che hanno lasciato un’eredità pesante.”
CHI E’ CESARE VERONICO
Si può dire che ha avuto da sempre una passione smisurata per la musica e per la radio. Già da quando frequentava il quarto anno di liceo scientifico conduceva cinque trasmissioni radiofoniche alla settimana. “Avevo 17 anni e mi davano. 200.000 lire al mese per fare venti programmi mensili”.
A fine anni ’70 gli fu proposto di allestire nel fine settimana la prima discoteca rock da Roma in giù in un locale di un quartiere periferico di Bari. L’esperimento andò bene, tanto da fargli guadagnare ulteriori 300 mila lire al mese. “Il posto era periferico e praticamente mi accompagnava mio padre con la macchina e mi riportavano a casa i proprietari del locale”. Il giro si allargò, agli inizi degli anni ’80, ad altri locali del capoluogo pugliese grazie alla sua capacità – ed a quella del fratello maggiore – di acquistare dischi di importazione. “Non c’era internet, per cui dovevi essere bravo a capire quale fosse il rischio, perché noi non avevamo informazioni sui dischi. Li compravamo quasi a scatola chiusa. Le uniche informazioni le ricavavamo tramite delle riviste inglesi di settore come New Musical Express o il Melody Maker”. Esplode, quindi, questo genere musicale denominato New Wave e da fare 150 paganti, all’inizio in queste discoteche, si passa a 1500 persone. Veronico arrivò a guadagnare sino a 8 milioni di lire al mese a soli 22 anni.
Successivamente decide di aprire un negozio di dischi per avere contatti diretti con i grandi distributori. La competenza acquisita lo porta poi a diventare uno dei soci fondatori di un locale storico, il ‘Renoir’, una bellissima villa ottocentesca trasformata in music club. Un ulteriore salto di qualità fu fatto con l’organizzazione diretta di concerti di artisti internazionali protagonisti di quell’epopea musicale.
La prima fase della vita di Veronico termina qui. Successivamente nei primi anni ’90 si apre la parentesi politica. Diventa ambientalista e candidandosi per i Verdi a Bari, ricopre prima la carica di consigliere comunale e poi di assessore comunale all’Ambiente, successivamente ricopre anche la carica di consigliere provinciale. Segue altra fase in cui ottiene il mandato di presidente di uno dei venti parchi nazionali esistenti in Italia, il Parco Nazionale dell’Alta Murgia.
L’ultima è quella di direttore artistico del Medimex, chiamato dal presidente della Regione, Michele Emiliano. Un festival che dal 2011 è cresciuto in maniera esponenziale, diventando anche un connubio tra arte e musica “Mi reputo un buon esempio per i giovani di oggi che non hanno nessuna garanzia di posto fisso… Un esempio di intraprendenza e…….precarietà (ride, ndr).”
*a cura di Avantaggiato Enrico, De Vivo Simone Ferdinando, Palmieri Mario, Pascale Cristiano, Segreto Nicola (5M liceo Aristosseno)





