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Mentre partiti e liste civiche litigano su nomi, programmi e alleanze spunta la prima candidata sindaca per Taranto creata con l’intelligenza artificiale. Ha il volto della normalità, con le sue rughe, i capelli raccolti. Si chiama Anna Luce D’Amico. Sarà lei a salvare la città dall’oblio e dal pressappochismo? La candidata virtuale, che ha già una pagina Facebook con cui ha iniziato a proporre la sua ricetta per Taranto, nasce su iniziativa di due professionisti della comunicazione: Pierluca Tagariello, responsabile della comunicazione di Roma Capitale, e Andrea Santoro, founder di Santoro comunicare. Hanno in comune la provenienza dalla città pugliese o l’amore per Taranto, dicono.

Duplice l’obiettivo. Da un lato la provocazione, dall’altro il contributo al dibattito con l’invito ai candidati sindaci in carne ossa a misurarsi sui programmi, a tagliare i rami secchi, a non ripetere gli errori e le sceneggiate del passato, i ripetuti cambi di casacca, la guerra tra Guelfi e Ghibellini, fra i pro Melucci e gli anti-Melucci e i nostalgici del primo Melucci, l’imbarazzante naturalezza nel passare dall’opposizione alla maggioranza e viceversa, non rispettando il voto e il patto con i cittadini.

“Abbiamo sofferto a distanza – ci spiega Pierluca Tagariello – per il disastro della politica tarantina di questi anni. Uno spettacolo indecoroso che ha incrinato anche il rapporto di fiducia tra gli eletti e gli elettori. Con il contributo dell’intelligenza artificiale abbiamo creato Anna Luce, un po’ l’Imma Tataranni della politica”.

I due esperti di comunicazione partono dal presupposto che “Taranto ha vissuto anni di promesse non mantenute, scelte sbagliate e amministrazioni poco efficaci. Oggi, in un’epoca in cui la tecnologia sta migliorando ogni aspetto della nostra vita, perché non dovrebbe fare lo stesso con la politica?”. È proprio da questa riflessione che nasce Anna Luce D’Amico, pensata per portare efficienza, trasparenza e dati concreti al servizio della città.

Lei non è una politica come le altre. Non ha legami con partiti, lobby o vecchie logiche di potere. Non fa promesse irrealizzabili e non scende a compromessi con i giochi di palazzo. Si concentra su soluzioni, non su scuse. Analizza i problemi senza cercare colpevoli. “Taranto – sostengono Tagariello e Santoro – merita un’amministrazione che si basi sui dati e non sulle ideologie, che prenda decisioni fondate su fatti concreti”.

Anche il programma per Taranto prenderà forma “già dai prossimi giorni – puntualizzano – attraverso una capillare campagna di ascolto digitale. Le priorità di Anna Luce D’amico saranno la tutela della salute e dell’ambiente, con decisioni basate su dati scientifici per garantire una bonifica efficace del territorio e una qualità della vita migliore. L’attenzione al lavoro e all’economia – affermano ancora – si traduce in un piano di sostegno alle piccole imprese, nella promozione di una riconversione industriale sostenibile e in una politica di sviluppo che favorisca l’occupazione senza compromettere la salute pubblica”.

Ma anche “la trasparenza e la partecipazione” sono al centro della visione politica di Anna Luce D’Amico. Il suo obiettivo, dunque, è “creare un’amministrazione priva di favoritismi, dove i cittadini siano protagonisti grazie a strumenti digitali che favoriscano il coinvolgimento diretto e un sistema di bilancio partecipativo”.

La tecnologia, viene precisato, può diventare così “un alleato per migliorare la gestione della città, dalla viabilità ai servizi pubblici”. Diversi i punti di domanda. Può una gestione razionale e basata su dati sostituire il vecchio modello amministrativo, caratterizzato da compromessi e inefficienze? È possibile ripensare la politica con strumenti più avanzati e accessibili? L’intelligenza artificiale può davvero offrire una governance più giusta, trasparente ed efficace?

Questa candidatura “non è solo una sfida elettorale, ma un’opportunità per elevare il dibattito politico a Taranto e in tutta Italia. Anna Luce D’Amico invita cittadini, giornalisti e avversari politici a un confronto aperto su questi temi, perché – immaginano i due professionisti che hanno dato vita a questo coraggioso esperimento – il vero cambiamento può nascere da Taranto”.

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