“I commissari mi hanno preannunciato che nella giornata di oggi invieranno una richiesta formale per essere autorizzati a un negoziato con il soggetto internazionale che ha fatto la proposta migliore, che verosimilmente sarà appunto quella della compagine azera”. Lo ha detto quest’oggi il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso.

L’offerta di Baku Steel per l’ex Ilva è quindi quella considerata migliore dai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia (Davide Tabarelli, Giovanni Fiori e Giancarlo Quaranta affiancati dai consulenti di Boston Consulting Group), che l’hanno sottoposta al vaglio del ministro Urso.

La palla passa ora al Governo, che dovrà ufficializzare la valutazione dei commissari ed avviare la trattativa in esclusiva con la società dell’Azerbaijan: nella proposta vi sarebbe anche la richiesta di un ingresso nel capitale sociale di Invitalia, che potrebbe entrare nella partita con una quota del 10% della nuova compagine azionaria dell’ex Ilva (pari a circa 50 milioni di euro di capitale di rischio). Eventualità che però dovrebbe essere autorizzata dal governo con una nuova norma ad hoc.

Nella seconda fase di negoziazione esclusiva con Baku, potrebbe anche rientrare Jindal Steel International come socio degli azeri (in questo caso però siamo ancora nel campo delle ipotesi). Restano da sciogliere però diversi nodi relativi al piano industriale. Baku Steel non ha mai gestito un impianto grande come quello di Taranto ed in particolare sui livelli occupazionali, che comprenderebbero non più di 7mila unità, a fronte degli attuali 9773 dipendenti (senza dimenticare le 1.707 unità di Ilva in AS).Il tutto, ovviamente, dovrà passare da un accordo con i sindacati che ad oggi appare tutt’altro che scontato.

Nei piani di Baku Steel ci sarebbe una fabbrica con soltanto un altoforno e due forni elettrici, che col tempo dovrebbero diventare tre (mentre l’altoforno verrebbe chiuso sul medio periodo). Con una produzione che non supererebbe i 6 milioni di tonnellate annui di acciaio prodotto. Senza dimenticare che in questa partita gioca un ruolo primario la procedura attualmente in corso per quanto concerne il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, che dovrà avere il via libera del ministero della Salute: anche in questo caso siamo nella fase delle interlocuzioni all’interno di un tavolo tecnico richiesto dall’azienda, in particolar modo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità ha ‘bocciato’ la Valutazione d’Impatto Sanitario redatta dall’azienda, che a sua volta ha contestato il parere dell’ISS.

Attualmente AdI prosegue la sua attività produttiva in deroga, visto che il Piano Ambientale è scaduto nell’agosto del 2023, con alcune prescrizioni che hanno ottenuto una serie di proroghe dal ministero dell’Ambiente. Ma senza una nuova autorizzazione di fatto l’azienda rischia il fermo produttivo e la procedura di vendita non potrà essere conclusa.

L’offerta della cordata azera cordata composta da Baku Steel Company e Azerbaijan Investment (un fondo statale che dispone di un importante forza finanziaria ed energetica del gas, con la possibilità di installare una nave rigassificatrice nella rada di Mar Grande, senza dimenticare il gas che arriva in Italia tramite il TAP) ammonterebbe ad un miliardo di euro (500 milioni di valutazione del magazzino più 600 milioni per l’acquisto degli impianti), affiancata dalla promessa di quattro miliardi di investimenti da mettere a terra in cinque anni. E da una richiesta avanzata allo Stato italiano di 500 milioni di euro, di cui però al momento non è chiara la natura e lo scopo.

One Response

  1. A piombino per un degasaificatore hanno fatto un macello,e noi gli addormentati nello schifo cosa facciamo ,ce me ne fotte amme…fate pure il nucleare tanto ormai ….poi chiediamo possiamo avere qualche volo da Taranto la risposta è no non si può ,perché no e così e colà,e adesso a chi avete chiesto se vogliamo oppure no il degasaificatore dopo tutto lo schifo che c’è nel nostro territorio,mettici pure il dissalatore del cappero …poveri a noi siamo proprio dei cogli….i.

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