Deborah Boccuni è una delle performer più interessanti e promettenti emerse dal nostro territorio negli ultimi anni. In questa intervista, abbiamo l’opportunità di entrare nel suo universo e scoprire come sia riuscita a coniugare la passione per l’arte, danza e cinema in particolare, con un impegno costante nella ricerca e nell’evoluzione del suo lavoro.
Deborah ci racconta delle difficoltà incontrate nel suo percorso, delle sfide quotidiane e delle soddisfazioni che l’hanno spinta a proseguire, sempre con determinazione. Dalla sua prospettiva unica, ci offre uno spunto di riflessione sull’importanza della cultura, della creatività e della resilienza in un mondo in continuo cambiamento.
Un’intervista che ci permette di conoscere meglio una persona capace di guardare al futuro con ottimismo, ma anche con la consapevolezza delle sue radici e dei suoi valori.
Quando ha capito che voleva diventare attrice? Quando ha scoperto questa passione o aveva altre passioni?
“Ancora oggi sono piena di passioni e interessi. Dopo il liceo ho studiato arte, e comunicazione ed ho intrapreso questa strada nel mondo dello spettacolo perché era quello che volevo fare. Mi definisco manager di me stessa. Non bisogna limitarsi negli interessi e passioni. Ad esempio di recente ho fatto un corso di digital marketing”.
Molto ragazzi usciti dalle scuole superiori non sanno che strada percorrere, lei come ha deciso quale strada intraprendere e quali eventi hanno influenzato la sua scelta?
“Inseguire i propri sogni è complicato, comporta sacrificio e, talvolta, rinunce. Dopo essermi diplomata in accademia e aver accantonato gli studi di economia mi sono ritrovata a cercare spazio nel mondo dello spettacolo senza attenermi a degli itinerari prestabiliti, sempre con il timore di aver sbagliato a scegliere questa strada. Ad oggi, so di aver scelto bene e di aver raggiunto i miei obiettivi e di inseguire una carriera in continua crescita. Non avrei potuto fare altrimenti. Cerco di mettermi sempre in gioco.”
Con quali attori o registi vorrebbe collaborare in futuro?
“Dico sempre agli allievi dei miei corsi di recitazione di puntare in grande per poi arrivare a metà. Se penso ai grandi registi penso a Hollywood, a Martin Scorsese o a Paolo Sorrentino. Nell’estate del 2024 sono stata 3 mesi a New York per fare un’esperienza nuova, studiare e imparare dalla cinematografia teatrale americana. Mi ritengo fortunata perché, quando sono stata a Roma, ho avuto la grande opportunità di lavorare con personaggi del calibro di Gigi Proietti, Enrico Montesano, dai quali ho imparato tantissimo. Consiglio a tutti di cogliere qualsiasi opportunità perché ti permette di imparare anche dalle cose che possono sembrare più futili”.
Cosa ha provato a immedesimarsi in un personaggio che ha vissuto la Palazzina Laf?
“Quando ci si approccia a un personaggio, si cercano informazioni su di esso e si trovano le caratteristiche più affini a quello che sei tu. Gli attori cercano di fondere la propria personalità con quella del personaggio da interpretare. Nel caso di Palazzina Laf, però, è stato diverso. Nessuno si è dovuto creare il personaggio, poiché questa situazione la si vive in prima persona. Il regista e attore Michele Riondino prima di fare i cast ha scelto attori da varie agenzie e le ha intervistate personalmente sul tema del mobbing. Questo si distingue dal contesto Ilva e sul tema della morte per inquinamento. Lui si concentra su un altro tema sempre in quel contesto, dalla morte a causa della manipolazione, e quindi è riuscito a farci immedesimare nel contesto.”
Il mondo dello spettacolo è notoriamente più complicato per le donne. Spesso si sente parlare di famose attrici che hanno accettato dei compromessi. Lei ha mai subito molestie o comportamenti ambigui da parte di qualche suo collega?
“Nel mondo dello spettacolo in genere esiste un lato maschilista e perverso. In particolare qualche anno fa le tematiche di questo genere erano all’ordine del giorno, gli scandali emersi ultimamente hanno apparentemente placato gli animi. Esempio lampante il caso di Puff Daddy, il quale organizzava feste private all’insegna di droghe e prostituzione. Una volta un produttore, dopo un colloquio, mi chiese insistentemente degli incontri in sedi più appartate e questo può destabilizzare molto una giovane e ingenua ragazza. Bisogna essere forti e riconoscere il pericolo. Consiglio sempre, quando si ha sentore di qualcosa di strano, di confrontarsi con qualcuno.”
Se le dovessero chiedere dove si vedrebbe tra 10 anni, lei cosa risponderebbe?
“Una parte di me ti risponderebbe che piacerebbe avere un posto fisso. È sempre bene crederci in quello che fai, lottare per quello che desideri ma occorre essere un po’ realisti. Io vivo di creatività. Anche io quando sono partita da Taranto a 18 anni ho pensato di voler fare grandi cose, ma poi sono andata a Roma e così non è stato perché le grandi città hanno delle industrie cinematografiche molto più pronte. Sono partita da Taranto, ho vissuto 16 anni a Roma, ma in questi anni sono stata 2 anni a Napoli in compagnia di Biagio Izzo, due volte per 6 mesi a Milano, sono stata in America, a breve partirò per una direzione artistica in Sardegna fino a settembre, dopo farò un allestimento di un nuovo musical”.
*Chi è Debora Boccuni
Diplomata presso la “Link Academy” di Roma consegue un Bachelor of Art presso la “L.A.M.D.A.” di Londra e continua a formarsi a livello nazionale con registi e casting director e all’estero attraverso una borsa di studio all'”Accademia nazionale di Riga” in Lettonia e un corso intensivo presso “T.Schreiber Studio” di New York. Dopo anni di tournée di musical accanto a grandi maestri come Gigi Proietti ed Enrico Montesano approda nel cinema.Di recente è apparsa nel film “L’ultima settimana di settembre” e in TV in “Storia di una famiglia perbene 2” o su Disney+ nella serie “Qui non è Hollywood”. Attualmente è in giro per l’Italia con il musical “Shrek” del quale è coreografa. Nel 2020 fonda “Rec – Recitazione E Cinema” a Taranto organizzando masterclass con professionisti del settore e seguendo come acting coach molti allievi che hanno vinto provini per fiction Rai, Mediaset e film al cinema. Ora insegna recitazione al teatro Tatà di Taranto a tutte le fasce di età: Kid, Teen, Adult e “Classe di Action”. Inoltre prepara i suoi allievi ai provini in italiano e in inglese” per il corso Pro.
* a cura di Laterza Francesco Pio, Lettieri Andrea, Medico Simonpietro, Milfa Michele, Trevisani Luca della classe 5M – Liceo Aristosseno di Taranto che ha partecipato ad un progetto di giornalismo con il corriereditaranto.it

