“Se non lo facciamo noi ci potrebbe essere uno scappato di casa a prendersi il titolo sportivo del Taranto calcio ad esempio con 40mila-50mila”. Massimo Ferrarese ha spiegato a parlamentari e consiglieri regionali, e poi a cronisti costretti a una lunga anticamera, le finalità e le speranze della “Fondazione per lo Sviluppo Sportivo” che ha l’ambizione di risollevare le sorti dello sport tarantino in declino grazie al sostegno economico di un manipolo di imprenditori locali e nazionali e alla collaborazione delle istituzioni.

L’iniziativa ha l’obiettivo nell’immediato di costituire una società di calcio (che garantisca un futuro dopo l’esclusione del Taranto Fc 1927 dal campionato di calcio di serie C) e una di basket (in crisi dopo il ritiro dal campionato di serie B maschile del Cus Jonico Basket). Non deve essere “la fondazione – ha puntualizzato ancora Ferrarese – a gestire le società sportive, ma può consentirne l’avvio e poi un domani possono entrare dei grossi gruppi. La fondazione entrerebbe in società dando garanzia ai cittadini”.

E gli altri sport? “Ci sarà tempo. È come quando – ha ironizzato il presidente e commissario dei Giochi – sei al pronto soccorso: ci sono codici rossi, gialli e verdi. Qui c’è  un codice rosso e io vorrei tentare di aiutare un codice rosso perchè altrimenti muore, non si iscrive al campionato. Senza interventi calcio e basket e muoiono. Gli altri possono aspettare un attimo”.

Quanto alla disponibilità economica, si comincia con una base di 500mila euro, cifra che corrisponde alle promesse di sostegno ottenute fino a questo momento, “ma un minimo per far partire – ha evidenziato Ferrarese – sarà forse un milione di euro. Dove si può arrivare non so, non voglio dare numeri ma qui c’è un bel tessuto imprenditoriale e speriamo che ci si possa occupare anche della gestione degli impianti”.

Sarebbe un peccato, ha dichiarato Ferrarese, se dopo l’investimento di 220 milioni di euro per i Giochi del Mediterraneo si rimanesse il giorno dopo l’evento “con degli elefanti bianchi o delle cattedrali nel deserto. Mi duole il cuore al solo pensiero di spegnere tutto dopo che sarà realizzato un grande stadio invidiato a livello nazionale e forse anche internazionale per una città come Taranto, così come le piscine olimpiche, il centro nautico, il Palaricciardi, opere che vanno dai 20-30 ai 60 milioni. Quindi mi sono dato da fare e ho incontrato il presidente della Camera di commercio Cesareo che si è mostrato molto disponibile a far sì che si realizzi questa fondazione a Taranto. Ovviamente si riserverà di parlarne con la sua giunta. In tanti hanno affermato che non fa nulla se inizialmente non c’è la presenza del Comune come istituzione. Hanno detto: comunque noi una mano la diamo”.

Ferrarese ha poi riferito che “la politica non ha preso impegni. Ho voluto chiarire anche in maniera dura che non bisogna fare polemiche”. Infine, ha fatto il punto sull’organizzazione dei Giochi. “Abbiamo il 68,1% – ha chiarito – di lavori in corso e gare d’appalto aggiudicate (28 opere pari a oltre 187 milioni), il 21,5% di progettazione da approvare (8 opere per quasi 59 milioni) e il 10,4% di gare d’appalto in corso (5 opere per 28,6 milioni). Stiamo accelerando e tentando di fare un miracolo”.

Cesareo ha aggiunto di aver “accolto con estremo favore l’iniziativa del commissario Ferrarese perché viviamo una condizione di emergenza per lo sport a Taranto in un contesto peraltro di realizzazione di impianti importanti. Ovviamente dobbiamo capire come Camera di commercio se c’è possibilità di entrare nella fondazione, ma ciò non toglie che come imprenditore e cittadino di questa terra sicuramente nel momento in cui prenderà corpo questa iniziativa avrò volontà di partecipare”.

Al tempo stesso “il confronto – ha rimarcato il presidente dell’ente camerale – è servito per spiegare a parlamentari e consiglieri regionali quello che si sta cercando di fare e raccogliere i suggerimenti che andremo a tradurre in un documento. Sono convinto che il commissario Ferrarese vorrà tornare a confrontarsi con le istituzioni, magari con un coinvolgimento della struttura commissariale, anche perché bisogna capire il titolo sportivo a chi rimane. Sono d’accordo sul fatto che si parte da un’emergenza ma si deve pensare a un percorso che abbracci anche altre società e discipline sportive e fare in modo che i Giochi – è questo l’auspicio – siano un punto di partenza e non di arrivo”.

Le reazione dei politici che hanno partecipato:

Senatore Mario Turco (M5S): “L’eventuale realizzabilità di questa fondazione appare assai lontana, poiché non vi è ancora una proposta o un progetto in senso tecnico, amministrativo e documentale. Quella di Ferrarese ci sembra più un’idea personale, impulsiva e confusa, anche perché nel suo odierno intervento non ha fornito alcuna indicazione della finalità, dei soggetti finanziatori, del piano industriale e del fabbisogno finanziario necessario a garantire la sostenibilità. Non è stata specificata neanche la natura giuridica, se pubblica, privata o mista. Ancora, dal laconico discorso di Ferrarese non è dato di sapere se la fondazione debba nascere per gestire gli impianti, sostenere lo sport o per altre finalità sconosciute. Ho anche evidenziato dubbi giuridici sull’eventuale partecipazione degli enti locali ad una siffatta fondazione, poiché vi sono le limitazioni di cui all’art. 3 del d.lgs. 176/1986, che impediscono ai Comuni di partecipare alla costituzione di fondazioni, laddove il loro ruolo non sia centrale. Al momento, quindi, l’idea del Commissario Ferrarese richiede una serie di approfondimenti certosini, senza i quali risulterebbe superflua qualsiasi valutazione seria e concreta dell’idea proposta”.

Consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio (PD): ““Ho partecipato all’incontro con il commissario dei Giochi del Mediterraneo Massimo Ferrarese e con il presidente della Camera di commercio Brindisi/Taranto, Vincenzo Cesareo. È stata presentata a parlamentari e consiglieri regionali dell’area di Taranto l’ipotesi di costituire una Fondazione per risollevare le sorti dello sport tarantino, con particolare attenzione a calcio e basket. A mio avviso la Fondazione può essere uno strumento utile prevedendo, però, un respiro inclusivo che guardi a tutti gli sport e allargando la partecipazione a enti pubblici e sportivi, società, soggetti economici. In questa ottica ringrazio i promotori dell’iniziativa, con l’auspicio che, questa volta, Taranto riesca a fare squadra e che tutti i soggetti interessati giochino nell’interesse della comunità ionica”.

 

 

 

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