La grande distribuzione manda in crisi i negozi di vicinato? “No, non c’è concorrenza. Non deve esserci, perché sono realtà completamente diverse. Ritengo che le problematiche siano altre e non possano essere certamente ridotte alla mancanza di parcheggi. Da un lato servono i servizi, dall’altro vanno portate avanti iniziative per rafforzare l’attrattività del territorio”. Mauro Tatulli, direttore del centro commerciale ‘Porte dello Jonio’, ci risponde in merito ai numeri della desertificazione commerciale rilanciati nei giorni scorsi da Confcommercio nel confronto tra il 2012 e il 2024, che a Taranto corrispondono al -22,8%. Sono saracinesche che si abbassano, tradizioni che muoiono e insegne che si spengono definitivamente  –  La profonda crisi dei negozi di vicinato – Corriere di Taranto – .

“Non c’è da fare la guerra – chiarisce il direttore – gli uni contro gli altri. Noi vogliamo trovare momenti di incontro con le confederazioni locali per fare dei progetti insieme perchè se vinciamo, vinciamo tutti. Anche come città. Noi siamo quelli del fare, non ci fermiamo alle parole. Quello che promettiamo ai nostri clienti cerchiamo di realizzarlo, è questa la nostra forza”.

E allora quello che funziona nella grande distribuzione si potrebbe replicare nel commercio di vicinato. “La grande distribuzione – osserva Tatulli – è organizzata per definizione. È organizzata nella gestione nell’accoglienza delle persone, è organizzata nei servizi che fornisce alla clientela. Non siamo solo luogo dello shopping, non ci limitiamo a vendere un prodotto. Come spirito, vogliamo avere cura delle persone e del territorio, tutti i nostri progetti di marketing vanno in questa direzione. Organizziamo iniziative per la cultura e per lo sport, aiutiamo i nostri giovani a conoscere meglio le opportunità che offre questa terra”.

La crisi economica, ammette, si avverte “anche perché qui il reddito pro capite è molto basso. Non è un reddito che attrae investitori e questo è un problema molto grosso perché il territorio dovrebbe attirare soldi dall’esterno”.

Ma sono “le piccole azioni – insiste il direttore – che insieme possono fare la differenza. Quando abbiamo avuto per la prima volta una fermata del bus davanti al centro commerciale, la prima cosa che ho chiesto ai nostri operatori è di regalare il biglietto andata e ritorno alle persone che decidevano di venire a fare acquisti da noi. Poi raccomando sempre ai dipendenti l’importanza dell’accoglienza, della gentilezza, di far trovare l’ambiente pulito, di avere sempre i prodotti a disposizione”.

Il centro commerciale può contare su 2200 posti auto e da questo punto di vista non c’è partita rispetto alle difficoltà di trovare parcheggio nel centro cittadino. “Ma – obietta Tatulli – è un problema che riguarda un po’ tutte le città. Io dico che la situazione nelle vie commerciali può essere migliorata creando momenti di animazione, allestendo vetrine più attraenti, potenziando i servizi, cercando le soluzioni migliori attraverso tavoli di concertazione con l’amministrazione e le società partecipate”. La grande distribuzione, riflette Tatulli, “dà qualcosa in più,  ma quello che dovrebbe fare il piccolo è specializzarsi perché oggi non si può pensare più di fare il commercio come si faceva 20 anni fa. Il commercio è cambiato. Il cliente vuole essere coccolato, vuole trovare il prodotto giusto, l’assortimento”.

Per fare promozione servono idee. “Noi – precisa ancora il direttore di Porte dello Jonio – abbiamo organizzato tre edizioni della Rowing Endurance, in cui i partecipanti si sfidano in gare di fondo su lance a 10 remi, gozzo nazionale e gozzo tradizionale. Sono venuti 250 atleti da Malta, dalla Sicilia, dalla Sardegna e abbiamo fatto girare filmati della città di Taranto negli 11 Paesi del mondo in cui è presente la nostra azienda. Abbiamo fatto vedere la città in una condizione diversa da quella che si racconta all’esterno. Basta parlare solo dell’Ilva”. Per Tatulli “ognuno deve essere un piccolo ingranaggio di una grande ruota che deve muovere questa macchina che si chiama Taranto: l’amministrazione comunale, le associazioni, le aziende che devono fare qualcosa per il territorio”.

Il prossimo progetto di Porte dello Jonio si chiama “Incontra il tuo futuro”, l’evento in programma il 2 e 3 aprile. Un’iniziativa pensata per mettere in relazione studenti, imprese, università, ITS e istituzioni, offrendo un’occasione di confronto sui temi del lavoro, delle nuove professioni e dell’innovazione. “Così – puntualizza il direttore – diamo una mano ai giovani, che non trovano soddisfazione lavorativa. Dobbiamo spiegare ai ragazzi cosa serve sul territorio perché se studiano una cosa che è diversa da quella che il territorio chiede forse non è il modo giusto. Spieghiamo loro quali sono le esigenze delle nostre aziende, quale futuro si immagina”.

Uno degli obiettivi, conclude Tatulli, è “quello di far parte integrante dello sviluppo di questo territorio. Qui portiamo 5 milioni e mezzo di persone, visitatori che vengono da tutta la provincia. Se la città fosse pronta alla migliore accoglienza, pensate che una parte di queste persone non potrebbe entrare nel centro cittadino e fare gli acquisti, comprando quello che non si riesce a trovare al centro commerciale? Noi non abbiamo tutto, abbiamo sicuramente un mix merceologico ma non è completo. Se ci fosse una condizione diversa queste persone sarebbero invogliate a raggiungere il borgo, il cuore della città. Ed è su questo che bisogna lavorare”.

 

 

One Response

  1. Parcheggi ci vogliono innanzitutto ,negozi chiamati tali e non quattro sciacquette che ci sono nel centro cittadino ,qualcosa di ridicolo ,altamente ridicolie inoltre non siamo rappresentati da persone all’altezza ,perciò vivremo l’incubo , gli spartani vanno a Bari a spendere i Pippi ,altro che centri commerciali ,ma dj Casamassima mica quelli di Taranto , l’Ipercoop tra un po’ chiude certi giorni non c’è un’anima ,signori rappresentanti del commercio non so chi vi paga ,ma un po’ li rubate i soldi per restare fermi a vederci fallire .

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