Lo ha già scritto qualcuno che il centrodestra tarantino ha avuto un rigore da calciare a porta vuota ma non lo ha sfruttato dopo aver contribuito in maniera sostanziosa a disarcionare il Melucci bis. E in realtà è proprio così perchè mai come in questo momento storico l’alternanza politica a Palazzo di Città era alle porte dopo venti anni e passa di amministrazione di centrosinistra. Ma mentre l’altro schieramento ha anticipato i tempi della scelta del candidato sindaco (Bitetti) seppur forzando la mano (tant’è che il Movimento5Stelle dichiara sostanzialmente di aver subìto la scelta che non condivide) e si è già calato nella campagna elettorale, nel centrodestra non si è riusciti a trovare ancora un candidato unitario.
Le lunghe interlocuzioni (termine ormai abusato per addolcire le “feroci” discussioni) a destra per arrivare ad un accordo sul proprio uomo in questo momento, in attesa di ufficialità, ha portato a questa situazione: Fratelli d’Italia, in virtù della forza a livello governativo, ha indicato il suo prescelto che è Luca Lazzaro (43 anni, presidente di Confagricoltura Puglia, caldeggiato dal ministro Lollobrigida) “imponendolo” in qualche modo agli alleati di Forza Italia che, invece, avevano virato su Massimiliano Di Cuia (46 anni, consigliere regionale).
Il partito che fu di Berlusconi, seppur a denti stretti, per non rompere l’alleanza, sarebbe disposto a fare un passo indietro, cosa che, invece, non è nelle corde della Lega di Salvini che porterebbe avanti il suo candidato, Francesco Tacente (43 anni, presidente Consorzio Trasporti Pubblici di Taranto), cavallo di troia degli esodati melucciani e del loro serbatoio di voti. Questi correrebbero, in realtà, con una lista civica minestrone con esponenti della Lega, ex Pd, ex M5S, ex al quadrato (c’è chi ha fatto il doppio salto destra-sinistra o viceversa), insomma un gruppone misto. Nelle prossime ore potrebbe arrivare qualche ufficialità.


