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“I tempi tecnici per la privatizzazione non ci sono più”. Recita così la locandina diffusa in questi giorni dal Coordinamento cittadino in difesa dei nidi comunali di Taranto.
Dopo l’incontro con la commissaria prefettizia, Giuliana Perrotta, avvenuto lo scorso 12 marzo insieme alle sigle sindacali, tutto tace sulla vicenda degli asili nido di Taranto.
Un’incertezza che avvolge il personale (educativo e non) ma anche e soprattutto le famiglie, costrette a fare i conti con più di qualche incognita sulla riapertura delle strutture a settembre.
La Perrotta, per la verità, dichiarò durante l’ultimo incontro di essere in attesa delle relazioni tecniche da parte delle Direzioni competenti e di voler attenzionare la vicenda.
Ma intanto il tempo passa e, a detta del Coordinamento, i tempi tecnici per l’esternalizzazione del servizio non sarebbero più conciliabili con la riapertura a settembre: insomma, privatizzare, in questo momento, vorrebbe dire non offrire alcuna certezza della ripresa dell’anno educativo nei tempi previsti.
È l’ex capogruppo del PD in Consiglio comunale, Luca Contrario, a spiegare perchè: “Le gare di appalto che dovrebbero essere messe in atto per l’esternalizzazione dei nostri nidi comunali richiedono – afferma – tempi e procedure di pubblicazione ed espletamento della gara, nonchè di assegnazione del servizio ai privati, ormai incompatibili con una pianificazione in grado di garantire il corretto avvio dell’anno educativo”.
Intanto le forze in campo hanno richiesto un nuovo incontro alla commissaria, in attesa di ulteriori iniziative per mantenere accesi i riflettori sulla vicenda.
“Vogliamo dalla commissaria garanzie sulla riapertura a settembre e sullo svolgimento di un sereno anno educativo 2025/2026”, ha aggiunto Linda Boccuzzi, membro del direttivo del Gruppo nazionale Nidi e Infanzia.
Garanzie che possono essere assicurate solo tramite la “predisposizione urgente di atti per l’apertura dei bandi per le nuove iscrizioni, la proroga degli appalti necessari a ditte e cooperative per i servizi generici (in scadenza il 30 giugno) e per l’integrazione della progettualità educativa; infine, piani per la manutenzione ordinaria di strutture e giardini e forniture di materiali occorrenti”.
Riportare il servizio alla gestione pubblica, ora come ora, offrirebbe anche maggiori certezze sulla riapertura nei tempi previsti, al di là delle ragioni condivisibili sulla qualità del servizio e dal lato occupazionale, espresse più volte dal Coordinamento e dalle sigle sindacali.
L’imperativo è uscire al più presto possibile dall’attuale situazione di incertezza che, invece, sta creando confusione e dubbi nelle famiglie, mettendo in ombra un servizio che, almeno fino ad oggi, è sempre stato garanzia di qualità e puntualità per i piccoli della nostra città.
L’importanza della questione l’ha resa un vero e proprio cavallo di battaglia anche per alcuni candidati sindaco: Annagrazia Angolano (M5S), per fare un esempio, ne ha parlato qualche ora fa nella conferenza stampa di presentazione mentre Piero Bitetti (centrosinistra) ha dichiarato: “Oggi, una modifica della gestione diretta dei nidi comunali, sarebbe causa non solo, per la tempistica ormai troppo ridotta, dell’impossibilità di erogare il servizio per l’anno educativo 25-26, ma determinerebbe la mancata assegnazione al comune da parte della Regione e del Ministero del riparto 0-3 (circa 450 mila euro) destinati esclusivamente ai nidi comunali a gestione diretta”
Insomma, occorre accelerare e, soprattutto, concretizzare se si vuole continuare a garantire alle famiglie di Taranto un servizio fondamentale come quello dei nidi comunali.
