Un lunghissimo incontro, durato circa quattro ore presso la Task Force regionale per l’occupazione della Regione Puglia, alla presenza anche del Dipartimento della Salute, sulla vertenza “Cittadella della Carità”.

La discussione tra le parti è stata complessa, difficile, anche con forti attimi di tensione: al termine della quale però, esaminate tutte le questioni giuridiche e le ricadute sul piano della par condicio-creditorum e sulla tutela degli accreditamenti regionali, si è convenuto con la presenza della Regione, un’ipotesi di accordo. Che prevede di inserire nella richiesta di Concordato Preventivo che la Fondazione presenterà entro la fine della settimana corrente al Tribunale di Taranto, la richiesta di autorizzazione al tribunale al pagamento ai 160 lavoratori interessati dalla vertenza in “prededuzione mediante un prestito ponte” delle prime quattro mensilità del 2025 (gennaio, febbraio, marzo, aprile) dopo l’eventuale autorizzazione da parte del tribunale.

Si è inoltre convenuto, informano le segreterie aziendali e provinciali di Fp CGIL, CISL Fp, FIALS e UGL Salute, che le restanti somme vantate dai lavoratori, ovvero il saldo tredicesima 2023, il saldo tredicesima 2024, la retribuzione di aprile 2024 e il premio di produzione, verranno pagate entro 30 giorni dalla omologazione definitiva del Concordato Preventivo. Verso i lavoratori, lo ricordiamo ancora una volta, la Fondazione vanta un debito pari a 2,5 milioni di euro (TFR e retribuzioni e buono pasto arretrati).

Ricordiamo che lo scorso 22 marzo, durante una riunione con la Fondazione, ai sindacati è stato comunicato che la Fondazione ha deciso di abbandonare la strada della procedura negoziata per la gestione della crisi, optando invece per la richiesta di concordato preventivo.

“È di tutta evidenza che si tratta di una soluzione certamente non definitiva, ma che quantomeno potrebbe attenuare le sofferenze delle lavoratrici e dei lavoratori di Cittadella della Carità che nonostante, appunto, le retribuzioni non percepite hanno sempre comunque garantito un livello di assistenza dignitosa alle pazienti e ai pazienti – affermano le organizzazioni sindacali -. Pur non essendo completamente soddisfacente questa ipotesi, perché comunque c’è una minima parte delle retribuzioni la cui percezione è garantita ma posticipata all’esito dell’omologazione del concordato, ed essendo comunque una soluzione che è subordinata all’autorizzazione del tribunale, al momento appare la soluzione più utile per garantire di attenuare nel minor tempo possibile la sofferenza delle lavoratrici e dei lavoratori della Cittadella e provare a dare una prospettiva al futuro stesso della Fondazione”.

“Rimaniamo quindi in attesa degli sviluppi da parte del tribunale. Il tavolo stesso non si è chiuso, in attesa della prevista autorizzazione giudiziale, in mancanza della quale, la vertenza si riaprirà e verrà rimesso nuovamente tutto in gioco. Naturalmente, resta completamente aperta tutta la discussione sul futuro della Fondazione e sul suo piano industriale; infatti, a tutt’oggi non abbiamo alcun elemento di conoscenza e valutazione e riteniamo indispensabile l’avvio immediato di un confronto. Per noi, la tutela dei livelli occupazionali e salariali è una questione non trattabile e irrinunciabile” hanno concluso al termine dell’incontro le segreterie aziendali e provinciali di Fp CGIL, CISL Fp, FIALS e UGL Salute.

Non si hanno infatti ancora notizie sul piano industriale che dovrebbe garantire il rilancio della struttura: non è chiara la percentuale delle quote della Fondazione che il gruppo Neuromed rileverà o ha già rilevato (anche se nei mesi scorsi si parlava del 51%) dopo la composizione del nuovo CdA, così come non sono stati chiariti quante risorse economiche il gruppo Neuromed vorrà investire e in quali tempistiche ciò dovrà avvenire.

(leggi tutti gli articoli sulla Fondazione Cittadella della Carità https://www.corriereditaranto.it/?s=cittadella&submit=Go)

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